Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 23/01/2009

 

Terapia contro il linfoma orbitale MALT


Sono stati annunciati i risultati di uno studio pubblicato on-line da Esmaeli et al. negli Annals of Oncology del 15 gennaio 2009. Tale studio ha dimostrato come il rituximab seguito dall'agente singolo Zevalin (ibritumomab tiuxetan) quale presidio di prima linea in pazienti affetti da linfoma MALT (Mucosa-Associated Lymphoid Tissue o tessuto linfoide associato alle mucose) e da linfoma follicolare a basso grado, interessanti principalmente la congiuntiva o l'orbita oculare, abbiano prodotto un tasso di risposta completa pari all'83%.


Il linfoma degli annessi oculari (OAL o Ocular Adnexal Lymphoma) definito come un linfoma che colpisce l'orbita, la palpebra e la congiuntiva, è il tumore maligno principale dell'orbita negli adulti, responsabile di circa il 55% di tutti i tumori orbitali.
Il linfoma MALT è il sottotipo istologico di OAL più comune, seguito dal linfoma follicolare a basso grado. La radioterapia a fasci esterni (EBRT o External-Beam RadioTherapy), la modalità usata più frequentemente, è diventata lo standard di riferimento ai fini del trattamento di OAL localizzato. Tuttavia, la radioterapia EBRT non influisce sui siti sistemici dei pazienti colpiti da linfoma multifocale degli annessi oculari. Di conseguenza la radioimmunoterapia sistemica mirata con Zevalin può costituire un'alternativa di trattamento del linfoma OAL.


“Questo studio ha dimostrato il potenziale di Zevalin quale alternativa a EBRT, lo standard corrente di riferimento terapico anti-linfoma MALT, con una tossicità oculare prevista inferiore e con un controllo della malattia pari o superiore rispetto alla radioterapia EBRT” ha notato Jack Singer, Chief Medical Officer di CTI.


In questo studio 9 pazienti con linfoma MALT interessante la congiuntiva o l'orbita e 3 pazienti con linfoma follicolare a basso grado dell'orbita hanno ricevuto rituximab ed indio-111 Zevalin, seguito dopo circa una settimana da una seconda infusione di rituximab seguita dalla somministrazione di una dose unica di ittrio-90 Zevalin.


I risultati hanno dimostrato un tasso di risposta iniziale dei pazienti del 100%, ed una risposta completa nell'83% dei casi. Non sono emersi casi di recidiva orbitale, con una durata mediana di follow-up di 20 mesi. Tutti e 12 i pazienti hanno evidenziato pancitopenia transitoria di grado I o II durante i primi tre mesi. Due pazienti hanno ricevuto trasfusioni di piastrine ed uno trasfusioni di sangue intero a causa di mielosoppressione. Non sono emersi episodi di tossicità di grado III o IV.


Gli autori hanno concluso che Zevalin può costituire una ragionevole alternativa di trattamento di prima linea degli stadi precoci di OAL extranodale, conseguendo un tasso di risposta simile a quello della EBRT con un decimo della dose assorbita di radiazioni.

 

 






 
 
 
 

  



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