Verificare direttamente la percezione dei cittadini riguardo alla
salute, agli stili di vita e agli interventi di prevenzione: è questo
l’obiettivo del progetto PASSI, promosso dal Ministero del lavoro, della
salute e delle politiche sociali e coordinato dal Centro nazionale di
epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (CNESPS)
dell’Istituto superiore di sanità (ISS). L’iniziativa, che ha raccolto
l’adesione di tutte le Asl del Piemonte ed è condivisa sia a livello
nazionale sia internazionale, è uno strumento fondamentale per la
costruzione dei profili di salute e per la programmazione degli
interventi di prevenzione su scala locale.
Il primo report della sorveglianza è stato pubblicato sul sito della
Regione Piemonte e si riferisce ai dati raccolti nel primo
semestre di attività (giugno-dicembre 2007) e permette un’iniziale
analisi delle caratteristiche regionali. La ricerca si è svolta
attraverso interviste telefoniche ad un campione casuale di 3262
persone, selezionate dalla lista delle anagrafi sanitarie delle Asl. Il
campione risulta ugualmente diviso tra uomini e donne, l’età media è di
44 anni, più della metà ha un livello di istruzione alto e il 70%
dichiara di avere un lavoro regolare.
Le risposte date dai cittadini intervistati hanno evidenziato, per
ciascuno dei 16 temi proposti, abitudini, consapevolezza del rischio,
livello di informazione sui comportamenti e sulle strategie di
prevenzione.
Percezione dello stato di salute
Oltre due terzi (67%) degli intervistati considera positivamente il
proprio stato di salute, mentre questa condizione riguarda solo il 38%
dei soggetti con almeno una patologia severa. La percezione positiva
risulta associata anche ad un’età relativamente giovane, ad un livello
alto di istruzione e all’assenza di difficoltà economiche.
Attività fisica
É completamente sedentario il 23% del campione e solo il 35% aderisce
alle raccomandazioni sull’attività fisica. Circa un terzo (31%) dei
sedentari ritiene di fare sufficiente attività fisica. I medici si
informano sull’attività fisica svolta e la consigliano solo ad un terzo
dei propri pazienti.
Abitudine al fumo
Il 28% degli intervistati si dichiara fumatore e il 21% ex fumatore.
Quasi tutti gli ex-fumatori (95%) hanno smesso di fumare da soli e il
40% dei fumatori ha cercato inutilmente di smettere nell’ultimo anno.
Oltre il 70% degli intervistati ritiene che il divieto di fumare sia
sempre rispettato sul luogo di lavoro e nei locali pubblici. Non è
consentito fumare nelle case di oltre l’80% dei non fumatori, ma neppure
in quasi la metà delle case dei fumatori.
Situazione nutrizionale e abitudini alimentari
Il 30% del campione piemontese è in sovrappeso, mentre gli obesi sono il
10%. L’eccesso ponderale è trattato nel 25% dei casi con dieta e nel 70%
con la pratica di attività fisica almeno moderata. Il consumo di frutta
e verdura risulta diffuso, anche se solo l'11% aderisce alle
raccomandazioni internazionali di consumarne cinque porzioni al giorno,
mentre quasi la metà (45%) non ne consuma più di due.
Diabete
In Piemonte circa il 5% delle persone intervistate riferisce di avere
avuto diagnosi di diabete da parte di un medico. La diffusione della
patologia aumenta con l’età, con l’eccesso ponderale, ma anche con le
difficoltà economiche riferite.
Consumo di alcol
Il 68% della popolazione tra 18 e 69 anni consuma bevande alcoliche e
complessivamente il 19% ha abitudini di consumo considerate a rischio
(il 10% beve fuori pasto, l'8% è bevitore “binge” – cioè consuma 6 o più
bevande alcoliche inun’unica occasione - e il 5% è forte bevitore). Per
quanto riguarda i bevitori, gli operatori sanitari si informano in 2
casi su 10 sulle abitudini dei loro pazienti in relazione all’alcol, ma
consigliano a quelli a rischio di moderarne il consumo in meno di 1 caso
su 10.
Sicurezza stradale
L’uso dei dispositivi di sicurezza risulta ancora insoddisfacente: il
92% delle persone intervistate dichiara di utilizzare con continuità la
cintura anteriore, mentre la cintura di sicurezza sui sedili posteriori
viene utilizzata solo dal 28% degli intervistati. Il 15% degli
intervistati dichiara, inoltre, di aver guidato in stato di ebbrezza nel
mese precedente all’intervista e l'11% di essere stato trasportato da
chi guidava in stato di ebbrezza.
Infortuni domestici
Nonostante la frequenza degli infortuni, la percezione del rischio
infortunistico in ambito domestico, in Piemonte è scarsa: il 92% degli
intervistati, infatti, ritiene questo rischio basso o assente. Meno di
un terzo degli intervistati (27%) ha ricevuto, principalmente da mass
media e opuscoli, informazioni per prevenire gli infortuni domestici.
Tra i soggetti informati, il 27% ha messo in atto misure per rendere più
sicura la propria abitazione.
Vaccinazione antinfluenzale
Solo il 24% degli intervistati tra i 18 e i 64 anni, con almeno una
condizione a rischio per le complicanze dell'influenza (diabete, tumore,
malattie cardiovascolari), si è vaccinato lo scorso anno.
Vaccinazione antirosolia
Oltre la metà delle donne tra 18 e 49 anni è immune alla rosolia, ma 4
donne su 10 non conoscono il proprio stato immunitario, facendo pertanto
ritenere che il numero di donne suscettibili sia ancora molto lontano
dal 5% necessario per eliminare la rosolia congenita.
Rischio cardiovascolare
Si stima che l’8% della popolazione piemontese tra i 18 e 69 anni non
abbia mai controllato la pressione arteriosa. Tra coloro che l’hanno
misurata circa un quinto riferisce di essere iperteso ed il 71% degli
ipertesi è in trattamento farmacologico.
Una persona su quattro (26%) dichiara di non aver mai controllato il
colesterolo. Tra coloro che hanno fatto l’esame, circa un quarto (26%)
dichiara di avere valori elevati di colesterolemia e, tra questi ultimi,
il 24% dichiara di essere in trattamento farmacologico. Solo il 4% degli
ultratrentacinquenni intervistati riferisce che un medico ha valutato il
loro rischio cardiovascolare attraverso l’uso del “punteggio” o della
“carta del rischio”.
Sintomi di depressione
In Piemonte l'8% delle persone intervistate riferisce di aver avuto
sintomi di depressione nelle due settimane precedenti l’intervista. Le
donne, le persone con difficoltà economiche o affette da patologie
croniche sono i soggetti maggiormente a rischio. Quasi la metà di coloro
che riferiscono sintomi di depressione non chiede l’aiuto di nessuno.
Screening neoplasia del collo dell’utero
In Piemonte l’80% delle donne tra 25 e 64 anni ha effettuato almeno un
pap test negli ultimi tre anni, ma l’11% non ne ha mai fatto uno nel
corso della vita. Ritenere di non avere bisogno di questo intervento di
prevenzione secondaria è il principale motivo riferito per non
effettuare il pap test nei tempi previsti dal programma di screening.
Screening neoplasia della mammella
Il 70% delle donne tra 50 e 69 anni ha effettuato almeno una mammografia
preventiva; anche in questo caso però l’11% non ne ha mai fatta una nel
corso della vita e la principale motivazione consiste nel ritenere di
non avere bisogno di questo intervento di prevenzione secondaria.
Screening tumore del colon retto
In Piemonte il programma organizzato di screening per il tumore del
colon retto è di recente attivazione ed è ancora in fase di
implementazione. Per scopo preventivo, solo il 9% degli
ultracinquantenni riferisce di avere eseguito un test per la ricerca del
sangue occulto nelle feci e l'8% una flessosigmoidoscopia o una
colonscopia.