Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 20/01/2009

 

Inquinamento ambientale e infertilità


La fertilità umana sembra essere in continuo declino, soprattutto nei paese più industrializzati. Spesso la riduzione del tasso di fertilità può essere ricondotto a fattori economici e sociali, comprendendo l’utilizzo dei contraccettivi, il concetto di “donna in carriera”, l’età più elevata della coppia al momento della ricerca del figlio.

 

Tuttavia, anche fattori biologici sembrano contribuire al declino della fertilità e chiare evidenze dimostrano che il potenziale di fertilità del maschio nei paesi occidentali si sta progressivamente riducendo. L’infertilità maschile è in aumento e spesso le cause sono da ricercare proprio negli alimenti e nell’inquinamento ambientale. E' quanto indica uno studio britannico pubblicato sulla rivista "Environmental Health Perspectives", secondo il quale l'aumento di antiandrogeni nell'acqua dei fiumi (provenienti dagli impianti di depurazione) sarebbe collegato al fenomeno della femminilizzazione dei pesci. E' la prima volta che viene ipotizzato un collegamento diretto tra azione degli antiandrogeni ed ermafroditismo nei pesci- L'aumento dell'infertilità maschile e il declino nel conteggio degli spermatozoi che si riscontrano da trent'anni a questa parte potrebbero essere collegati alla presenza nell'ambiente di pesticidi e ormoni antiandrogeni (soprattutto quelli impiegati per la terapia del cancro alla prostata), che bloccano l'azione del testosterone.. accertato, però, se la contaminazione provenga soprattutto dalle terre coltivate, per effetto dei fertilizzanti.

 

 






 
 
 
 

  



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