Negli ultimi anni, in
America Latina, sono cresciute l'attenzione e la preoccupazione delle
istituzioni e dell'opinione pubblica verso le bande giovanili, le
cosiddette “maras” o “pandillas”.
In totale in Centro America, dove il fenomeno è più diffuso, si stimano
oltre 70.000 pandilleros, molti dei quali giovanissimi o minorenni.
Il fenomeno ha avuto origine negli anni Ottanta tra gli immigrati
centro-americani negli Stati Uniti: più che per un vero disegno
criminale, le pandillas si sono formate in parte per scopi di auto
protezione, in parte per l'istintiva ricerca di una propria identità e
in parte, com'era inevitabile, per emulazione delle bande giovanili
della California.
La deportazione di massa dagli Stati Uniti di migliaia di giovani
criminali nei loro paesi originari ha diffuso ed esacerbato questo
fenomeno nei paesi del Centro America, in un contesto già fortemente
connotato da alti livelli di violenza sociale a seguito della guerra
civile che ha attraversato in particolare El Salvador.
Si è così creata una terza generazione di banditismo giovanile che ha
nel tempo sviluppato nuove caratteristiche: politicizzazione,
internazionalizzazione e sofisticazione, tanto da essere definita la
“Nuova Cosa Nostra”, con contatti e 'succursali' anche nelle terre di
emigrazione giovanile Centro-Americana, in particolare Europa
(soprattutto Italia e Spagna), Canada e Australia. Bande dedite a
traffico di droga, armi, automobili rubate e immigrati clandestini, che
possono contare su un vasto numero di giovanissimi, a volte di età
inferiore ai 10 anni, pronti a tutto pur di uscire dalla situazione di
povertà ed emarginazione sociale in cui vivono in paesi come El
Salvador, Guatemala e Honduras, dai quali provengono il numero maggiore
di affiliati, oppure giovani con genitori emigrati all'estero che, pur
godendo di risorse economiche derivanti dalle rimesse, trovano nelle
maras la famiglia che sostituisce quella naturale disgregata a causa
dell'emigrazione. La politica della 'super mano dura' per combattere il
fenomeno in Centro America, per quanto sostenuta da un'opinione pubblica
esasperata, non ha ridimensionato e ridotto il problema, ma piuttosto
l'ha sclerotizzato.
Obiettivi del progetto:
L'obiettivo generale del progetto - in linea con le finalità del
programma comunitario YOUTH, è quello di favorire la comprensione delle
motivazioni e delle istanze aggregative che le organizzazioni giovanili
esprimono e soddisfano, al fine di indirizzare lo sviluppo di politiche
positive ed attente, in grado di valorizzare le esperienze come forme di
cittadinanza attiva e di partecipazione sociale di giovani spesso
marginalizzati e discriminati.
Obiettivi specifici:
1. Sviluppare programmi e attività finalizzati alla prevenzione e al
contrasto del fenomeno della violenza giovanile in Centro America (maras,
pandillas);
2. Contribuire allo sviluppo, al miglioramento e alla moltiplicazione di
opportunità alternative per i giovani che soffrono di esclusione sociale
in centro america e nei contesti migratori europei;
3. Favorire processi di sinergia e di collaborazione strategica tra i
differenti attori che si relazionano con il
tema così da contribuire, in una ottica internazionale, al miglioramento
delle politiche e delle pratiche di prevenzione e di riparazione della
devianza giovanile.
Attività:
Il progetto, della durata di un anno, prevede attività di networking,
ricerca e formazione a livello internazionale e trans-continentale tra
organizzazioni che lavorano sul fenomeno giovanile in Paesi del
Centro-America (El Salvador, Guatemala, Honduras) e in Paesi Europei di
immigrazione centro-americana (Italia e Spagna).
CONFERENZA INTERNAZIONALE CONCLUSIVA
GIOVANI E VIOLENZA
Buone pratiche a confronto fra Europa e Centro America
Giovedì, 29 Gennaio 2009
c/o Istituto Centrale di Formazione del Personale, Dipartimento
Giustizia Minorile, Via Giuseppe Barellai 140 Roma
OBIETTIVO
1) Presentare le ricerche promosse nel corso del progetto nei vari
Paesi, che verranno pubblicate sul sito:
http://www.beyondrepression.org/;
2) Presentare i risultati finali progetto: disamina delle politiche
giovanili promosse nei vari Paesi, e necessità del coinvolgimento dei
giovani nelle elaborazioni delle politiche (un fattore che emerge nelle
ricerche è che spesso le istituzioni non conoscono e non coinvolgono i
giovani, attuano politiche tendenzialmente repressive, non concedono
spazi ai giovani né conoscono e considerano esperienze giovanili
innovative e autogestite, ecc.);
3) Sensibilizzare sulle tematiche dei giovani e delle migrazione in
contrapposizione con le immagini spesso negative veicolate dai mass
media sulle questioni sicurezza, illegalità, ecc.
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Ore 10.00 Accoglienza e registrazione partecipanti
Ore 10.30 - 10.50 SERENELLA PESARIN, Direttore Generale per
l'attuazione dei provvedimenti giudiziari, Ministero della Giustizia,
Dipartimento Giustizia Minorile;
Ore 10. 50 - 11.10
MARIA BAZAL e LORETO POMBO, volontarie area Educazione allo Sviluppo e
Sensibilizzazione, Fundación Cinde, Madrid, presentazione risultati
ricerca “La prevenzione della violenza giovanile in Spagna”;
Ore 11.10 - 11.40 PEDRO GALLEGO, Oficial Guardia Civil, Madrid,
esperto di bande latinoamericane e autore del libro “Maras al desnudo";
Ore 11.40 - 12.10 VALENTINA VALFRÈ, Responsabile Cooperazione
Internazionale Soleterre ONLUS, presentazione risultati ricerche in
Italia e in Centro America “Prevenzione della violenza, integrazione e
associazionismo giovanile”;
12.10 - 12.30 PAOLA VIERO, Esperta senior referente per le
politiche e le iniziative sui diritti dei minori e delle minorenni,
Unità tecnica centrale Direzione generale cooperazione allo sviluppo,
Ministero degli Affari Esteri;
Ore 12.30 - 12.50 RAPPRESENTANTE dell'Agenzia Nazionale per i
Giovani (DA CONFERMARE);
Ore 12.50 - 13.10 EMANUELA RAMPELLI, Dirigente Servizio II,
Ufficio II – Politiche per la gioventù, Ministero della Gioventù,
“Partecipazione ed esclusione dei giovani nel processo di elaborazione
delle politiche pubbliche”.
Ore 13.10 – 13.30 Dibattito e chiusura lavori
Ore 13.30 Buffet