Omeopatia, fitoterapia, agopuntura. Sono solo alcune delle medicine
alternative scelte nel 2008 da oltre il 23% degli italiani, secondo dati
Censis. Una fetta importante di cittadini che, convinti dell'efficacia
delle cure non convenzionali (MNC), le utilizzano nonostante debbano
pagarle di tasca propria. "Proprio perché sia le terapie che le
visite non sono rimborsate dal Servizio sanitario nazionale e dunque non
gravano sui bilanci pubblici, si stima che ciò possa far risparmiare al
Ssn, in termini di ricoveri e altre prestazioni evitate, ben 40 milioni
di euro, come risulta da dati di Omeoimprese". Ad affermarlo è lo
psichiatra e psicoterapeuta Paolo Roberti di Sarsina, esperto per
le Medicine Non Convenzionali del Consiglio Superiore di Sanità,
co-direttore del Corso di Alta Formazione in “Sociologia della salute e
medicine non convenzionali” dell'università di Bologna, fondatore e
coordinatore del Comitato per le MNC in Italia.
"Secondo l'Ispo - fa notare l'esperto all'ADNKRONOS SALUTE -
ormai il 65% della popolazione ha dimestichezza col termine medicine non
convenzionali e le conosce; per il Censis poco meno del 50% le considera
utili, più del 70% vorrebbe che fossero rimborsate dal Ssn. Per quanto
riguarda gli operatori, sono circa 12.000 i medici e i veterinari che
fanno parte delle 25 associazioni e società scientifiche che compongono
il Comitato per le MNC in Italia, che rappresenta tutte le Medicine Non
Convenzionali riconosciute dalla Federazione dei medici (FNOMCeO) e
dalla Federazione dei veterinari (FNOVI). Ed è fondamentale sottolineare
che molti sono i 'camici bianchi' che hanno completato un iter formativo
pluriennale post-laurea a profilo definito per acquisire specifiche
competenze in una o più delle MNC riconosciute come di esclusiva
competenza del medico e dell'odontoiatra, e cioè: agopuntura,
fitoterapia, medicina antroposofica, medicina ayurvedica, medicina
omeopatica, medicina tradizionale cinese, omotossicologia-medicina
fisiologica di regolazione, osteopatia e chiropratica".
Eppure, ancora c'è ancora molto scetticismo nei confronti delle cure
alternative: ingiustificato, secondo l'esperto, dato che "i
medicinali omeopatici e antroposofici si trovano esclusivamente in
farmacia e sono presenti nella quasi totalità dei presìdi italiani: la
spesa per le cure con medicinali omeopatici nel 2007 in Italia è stata
di circa 300 milioni di euro. Nel nostro Paese operano nel settore
omeopatico circa 30 aziende che impiegano oltre 1.200 dipendenti e
l'Italia è il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania. Il settore
continua a crescere, con una media del 6-7% annuo nell'ultimo decennio".
"L'Organizzazione Mondiale della Sanità – continua Roberti di
Sarsina, autore con Costantino Cipolla del nuovo volume “Le
peculiarità sociali delle medicine non convenzionali” (FrancoAngeli
edizioni), scritto per fare chiarezza sulle questioni normative,
scientifiche e sociali che investono le discipline e le pratiche mediche
non convenzionali nel loro rapporto con la società moderna occidentale -
l'8 novembre 2008, in occasione del Congresso Mondiale sulla Medicina
Tradizionale tenutosi a Pechino, ha emanato la Dichiarazione di Pechino
sulla Medicina Tradizionale in cui si richiede, tra l'altro, la
necessità di azione e cooperazione da parte della comunità
internazionale, dei governi, nonché dei professionisti e degli operatori
sanitari, per assicurare un utilizzo corretto della medicina
tradizionale come componente significativa per la salute di tutti i
popoli, in conformità con le leggi dei singoli paesi. Le istituzioni
italiane non hanno finora voluto né sono state capaci di mettersi al
passo con questa realtà sociale ampiamente diffusa, disattendendo anche
la Risoluzione sulle Medicine Non Convenzionali emanata sia del
Parlamento Europeo (1997) che del Consiglio d'Europa (1999), né
adottando il Piano strategico sulle medicine tradizionali, complementari
e alternative dell'OMS (2002)".
"Le MNC - prosegue l'esperto - sono state incluse nel Settimo
programma quadro per la ricerca e lo sviluppo dell'Unione Europea
emanato dal Parlamento Europeo. Se inoltre consideriamo che almeno
quattro milioni di italiani cercano informazioni sulla salute in
Internet e che, nel giro di tre anni, le persone che usano il web come
principale fonte di notizie mediche sono passate dal 2,8% al 13% del
totale, è fondamentale garantire al cittadino professionisti competenti
e debitamente registrati in appositi albi. Va quindi riconosciuta la
'doppia libertà' di scelta terapeutica del singolo e di cura da parte
dei medici, adempiendo compiutamente allo spirito dell'art. 32 della
Costituzione. E' quindi urgente e indifferibile l'intervento legislativo
del Parlamento, al fine dell'approvazione, dopo venti anni di attesa, di
una legge quadro nazionale sulle MNC".