Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 12/01/2009

 

Il primo nato del 2009 a Domodossola ha scelto la crioconservazione delle cellule cordonali


Il primo vagito di Domodossola nel 2009 ha scelto la conservazione autologa delle cellule cordonali. Alice, prima nata dell'anno all'ospedale ossolano San Biagio, avrà una garanzia in più: quella di poter contare nei prossimi anni sulle proprie cellule staminali che erano contenute nel sangue del cordone ombelicale. I suoi genitori, la mamma Teresa e il papà Fabio, hanno infatti deciso di crioconservare questo importante patrimonio genetico, che viene messo a disposizione al momento del parto, come gesto d'amore per la loro primogenita, affidandosi a Genico, società svizzera che opera nel campo della crioconservazione delle cellule cordonali. «La nostra è stata una scelta quasi naturale», afferma la neomamma Teresa Clericò, 32 anni. «È stata una scelta consapevole: avere le proprie cellule staminali a disposizione in futuro potrebbe permettere di affrontare con maggiore successo molte malattie. E questa idea ci ha spinto a voler dare a nostra figlia un'assicurazione in più. È stato il nostro regalo ad Alice, sempre nella speranza che non debba averne mai bisogno».
I genitori sono venuti a conoscenza della possibilità di crioconservare per il proprio figlio le staminali del cordone ombelicale quasi per caso. «Non c'è molta informazione a riguardo in Italia -continua Teresa-. Ce ne ha parlato un'amica. Ci siamo informati dal ginecologo di fiducia e attraverso internet. Ma è stata una decisione semplice alla quale siamo arrivati in modo spontaneo, spinti solamente dal desiderio di poter dare una garanzia in più alla nostra piccola». Ci sono stati i contatti con gli esperti di Genico, «sono venuti direttamente a casa e ci hanno informato su tutte le procedure», ricorda Teresa; quindi solamente l'attesa del parto, avvenuto con qualche giorno di anticipo, alle 23.52 del primo gennaio. «Tutto è andato bene», afferma la neomamma. «La bambina pesava 2,990 kg e le cellule staminali che sono state raccolte, sono state crioconservate e saranno a disposizione qualora Alice dovesse averne bisogno».
La procedura di raccolta del sangue del cordone ombelicale è stata eseguita perfettamente. Quindi il kit è stato ritirato da un consulente locale di Genico e inviato direttamente nelle banche in Europa con le quali la società svizzera collabora. La crioconservazione autologa infatti non è ancora ammessa in Italia: benché venga consentita la raccolta del sangue a fini privati, i genitori che scelgono di dare un'assicurazione in più ai propri figli sono costretti a rivolgersi all'estero. «Gli esami fatti successivamente hanno confermato la bontà del campione raccolto al momento della nascita di Alice -osserva Jean Charles Janni, presidente di Genico- Le cellule staminali raccolte sono state divise in due campioni e saranno crioconservate in un due banche differenti almeno per i prossimi 30 anni: una pratica che ci permette non solamente di offrire una maggiore garanzia, ma anche una doppia possibilità di utilizzo».
 

 

 






 
 
 
 

  



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