Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 09/01/2009

 

VIDAZA® riceve piena approvazione all’immissione in commercio contro sindromi mielodisplastiche (SMD) ad alto rischio e leucemia mieloide acuta (AML)


Celgene International Sàrl (Nasdaq: CELG) ha annunciato che il proprio farmaco antitumorale, VIDAZA® (azacitidina), ha ricevuto la completa approvazione all’immissione in commercio, da parte della Commissione Europea, per il trattamento di pazienti adulti non candidabili al trapianto di cellule staminali emopoietiche, affetti da:
Sindromi mielodisplastiche a rischio intermedio 2 ed alto in base al sistema di punteggio prognostico internazionale (IPSS).
Leucemia mielomonocitica cronica (LMMC) con 10-29% di cellule blastiche midollari in assenza di malattie mieloproliferative.
Leucemia mieloide acuta con 20-30% di cellule blastiche e displasia multilineare, in base alla classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

«L’approvazione di VIDAZA® da parte della Commissione Europea è il riconoscimento dell’importante beneficio arrecato ai pazienti in termini di sopravvivenza>> ha affermato Philippe Van Holle, Presidente di Celgene Europe – Ora inizieremo ad impegnarci con le Autorità, su base locale, per ottenere il rimborso e la commercializzazione del farmaco in tutti i Paesi dell’Unione Europea».

L’approvazione è basata sui dati di efficacia e sicurezza provenienti da studi clinici che valutano l’effetto di VIDAZA® in pazienti affetti da sindrome mielodisplastica e anemia refrattaria con eccesso di blasti in trasformazione (AREB-t, ora leucemia mieloide acuta) come da classificazione della World Health Organization (WHO). Questi dati fondamentali di efficacia e sicurezza sono stati forniti dallo studio AZA-001, il più ampio studio internazionale controllato randomizzato di Fase III mai condotto su pazienti affetti da SMD ad alto rischio e AML, che ha dimostrato un prolungamento clinicamente rilevante di 9.4 mesi della sopravvivenza mediana nel braccio VIDAZA®, in confronto ai protocolli di cura convenzionali (24.4 vs. 15 mesi).

«L’aumento della sopravvivenza senza precedenti prodotto da VIDAZA® sottolinea l’urgente necessità per i pazienti di ottenere un rapido accesso a questa terapia – ha dichiarato Pierre Fenaux, M.D., Ph.D. presso la Université de Paris e ricercatore principale nella sperimentazione di sopravvivenza AZA-001 – Sono molto soddisfatto di avere una terapia così significativa da offrire ai pazienti affetti da questa patologia fino ad ora trascurata».

Oltre a prolungare la sopravvivenza complessiva, il 45 per cento dei pazienti trattati con VIDAZA® nella sperimentazione AZA-001 ha raggiunto una completa indipendenza dalle trasfusioni di globuli rossi. Inoltre, il farmaco è ben tollerato dai pazienti. Il protocollo dello studio prevedeva di trattare con VIDAZA® fino alla progressione della malattia. La durata media del trattamento è stata di nove cicli.

Nello studio AZA-001 le reazioni avverse più comuni, nei pazienti trattati con VIDAZA®, sono state trombocitopenia (69,7%), neutropenia (65,7%) e anemia (51,4%).

VIDAZA® ha ricevuto, all’interno dell’Unione Europea, la designazione di farmaco orfano per il trattamento delle sindromi mielodisplastiche e della leucemia mieloide acuta.

Informazioni su VIDAZA®

VIDAZA®, nell’agosto 2008, è diventato il primo e unico farmaco ad essere approvato dall'FDA negli Stati Uniti a dimostrare una significativa estensione della sopravvivenza, rispetto ai protocolli di cura convenzionali, per il trattamento dei pazienti affetti da sindromi mielodisplastiche (SMD) e leucemia mieloide acuta (AML) a rischio intermedio 2 e alto. L'FDA ha approvato VIDAZA®, il primo di una nuova classe di farmaci chiamati agentidemetilanti, per il trattamento di tutti i cinque sottotipi di SMD identificati dalla classificazione Franco-Americana - Britannica (FAB), che comprendono sia pazienti a rischio basso, sia a rischio elevato. Tali sottotipi, secondo la classificazione FAB, includono: l'anemia refrattaria (AR) o l'anemia refrattaria con sideroblasti ad anello (ARSA), se associate a neutropenia o trombocitopenia o alla necessità di trasfusioni; l'anemia refrattaria con eccesso di blasti (AREB), l'anemia refrattaria con eccesso di blasti in trasformazione (AREB-t) e la leucemia mielomonocitica cronica (LMMC). Il sistema più recente di classificazione WHO, include i pazienti AREB-t nella categoria dell’AML. VIDAZA® ha ricevuto la designazione di farmaco orfano nell’Unione Europea, Stati Uniti d’America e Giappone.

Informazioni sull’epigenetica
VIDAZA® è una terapia epigenetica che si ritiene eserciti il suo effetto anti-neoplastico attraverso l'ipometilazione del DNA e una citotossicità diretta sulle cellule ematopoietiche anomale nel midollo osseo. Gli effetti citotossici di VIDAZA® possono essere il risultato di molteplici meccanismi, compresa l’inibizione della sintesi di DNA, RNA e proteine, l’incorporazione del prodotto nell’RNA e nel DNA e l’attivazione di vie di danneggiamento del DNA. Le cellule non proliferanti sono relativamente insensibili a VIDAZA®. L’incorporazione di VIDAZA® nel DNA dà luogo all’inattivazione della DNA metiltransferasi, portando all’ipometilazione del DNA. L’ipometilazione del DNA appartenente a geni colpiti da metilazione aberrante, coinvolti nelle vie di regolazione, differenziazione e morte del normale ciclo cellulare possono risultare, nelle cellule neoplastiche, nella riespressione e nel recupero delle funzioni di soppressione tumorale. L’importanza relativa dell’ipometilazione del DNA versus la citotossicità o altri effetti di VIDAZA® nell’ottenimento dei risultati clinici non è stata stabilita.

Informazioni sulle Sindromi Mielodisplastiche
Le sindromi mielodisplastiche (SMD) sono un gruppo di neoplasie ematologiche maligne che riguardano circa 300.000 persone nel mondo. Nelle sindromi mielodisplastiche le cellule del sangue restano immature, ovvero nella fase di "blasti", all'interno del midollo osseo e non si sviluppano mai in cellule mature in grado di espletare le necessarie funzioni cui sono preposte. Nel tempo il midollo osseo può essere popolato prevalentemente da blasti, con soppressione del normale sviluppo cellulare. I pazienti con sindromi mielodisplastiche ad alto rischio hanno un tempo medio di sopravvivenza di circa 6-12 mesi senza terapia. I pazienti affetti da sindromi mielodisplastiche spesso diventano dipendenti dalle trasfusioni di sangue per il controllo dei sintomi dell’anemia come l’affaticamento, e possono sviluppare un sovraccarico di ferro e/o tossicità dovuti alle frequenti trasfusioni, che li pongono in pericolo di vita. Di qui l'imprescindibile necessità di nuove terapie che agiscano sulla causa della patologia, piuttosto che semplicemente sul controllo dei sintomi.

Informazioni sulla Leucemia Mieloide Acuta
La leucemia mieloide acuta (AML) è un tumore delle cellule mieloidi del sangue che, spesso, rappresenta l’evoluzione, delle sindromi mielodisplastiche. Nella leucemia mieloide acuta avviene una proliferazione di cellule anomale che si accumulano del midollo osseo ed interferiscono con la produzione delle normali cellule del sangue (displasia multilineare). La leucemia mieloide acuta è stata tradizionalmente trattata con chemioterapia ad alta intensità, mal tollerata dai pazienti anziani, che rappresentano la categoria di pazienti maggiormente colpiti da questa patologia. La maggior parte di questi pazienti, quindi, non riceve cure efficaci, per cui l’aspettativa di vita risulta molto breve e viene spesso misurata in settimane o mesi.

 

 






 
 
 
 

  



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