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Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali
Il rischio suicidio dei soggetti già ricoverati clicMedicina -redazione@clicmedicina.it
Il tipo di disordine psichiatrico coesistente influenza
significativamente il rischio di suicidio completo dopo il trattamento
per un tentativo di suicidio. I più forti fattori predittivi
psichiatrici di suicidio portato a termine nell'arco di 25 anni sono
rappresentati da schizofrenia e disordine bipolare o unipolare. La
depressione, soprattutto in forma grave, è già un noto indicatore di
rischio in presenza o assenza di precedenti tentativi di suicidio, ma il
rischio particolarmente elevato comportato da schizofrenia e disordine
bipolare è degno di nota. La permanenza in un reparto psichiatrico
aumenta anche il susseguente rischio di autolesionismo, soprattutto
nelle quattro settimane successive alle dimissioni, nelle quali si
osservano nuovi ricoveri per questa causa nel 32 percento dei casi.
Riguardo alla terapia, secondo un articolo pubblicato su Ann Intern Med.
2008 (149: 725-33) i medici dovrebbero considerare effetti collaterali,
costi e preferenze personali del paziente nella prescrizione di
antidepressivi di seconda generazione. Le altre raccomandazioni comprese
nelle ultime linee guida in proposito sottolineano l'importanza di
valutare regolarmente la risposta e gli effetti collaterali sul
paziente, cambiare farmaci se necessario e proseguire la terapia per
periodi di tempo adeguati. Curiosità. Donne sopravvissute ad un tumore mammario presentano un aumento del 37 percento del rischio di suicidio rispetto alle altre donne, e questo rischio persiste per almeno 25 anni dopo la diagnosi. Precedenti studi avevano investigato il rischio di suicidio nelle sopravvissute ad un tumore mammario, ma la maggior parte di essi non ha esaminato il rischio a lungo termine. Nonostante il fatto che la probabilità cumulativa di suicidio sia comunque bassa, i risultati del presente studio suggeriscono che i programmi di monitoraggio a lungo termine per le sopravvissute a tumori mammari dovrebbero incorporare risorse idonee a tenere sotto controllo anche gli aspetti psicosociali della questione. (J Natl Cancer Inst 2006; 98: 1416-9)
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