Ancora
accuse specifiche al fumo: secondo un articolo pubblicato su
Arterioscler Thromb Vasc Biol online 2008 (pubblicato il 19/11)
l'esposizione al fumo di tabacco durante la gestazione induce danni
vascolari che divengono evidenti nella prima età adulta. Ciò potrebbe
indicare che se il sistema cardiovascolare viene esposto al fumo di
tabacco in utero, i vasi rimangono più vulnerabili al fumo stesso nelle
fasi successive della vita. D'altro canto, se la madre fuma ma si è
astenuta dal farlo durante la gravidanza, ciò non ha alcuna influenza
sullo spessore intima-media della carotide del bambino. Si tratta di
dati largamente indipendenti dagli altri fattori di rischio
cardiovascolare, il che aumenta la plausibilità dei danni vascolari
derivanti dall'esposizione gestazionale al fumo di tabacco. E il
“problema fumo” è ancora presente nel nostro Paese ed è un’ “emergenza”
che riguarda 12 milioni di italiani, di cui un milione e 200mila giovani
tra i 15 e i 24 anni e ben 130mila giovanissimi tra i 15 e i 17 anni di
età. In assoluto il fumo di tabacco è la principale causa di malattie e
di morti evitabili e la dipendenza che provoca è il vero motivo per cui
in Italia il 27,9% degli uomini e il 19,3% delle donne sono fumatori. Il
fumatore con una sola sigaretta inserisce nel proprio organismo più di
4000 sostanze, molte di queste tossiche e cancerogene (ammine
aromatiche, benzene, piombo, cadmio, N-nitrosammine, idrocarburi
policiclici aromatici). Per questo motivo possiamo affermare che il fumo
è la droga che provoca più morti.
Il fumo tra la popolazione generale
In Italia fumano poco meno di 12 milioni di persone (23,5% della
popolazione di 15 anni e oltre), di cui 7 milioni di uomini (27,9%) e 5
milioni di donne (19,3%). Erano il 25,6% nel 2005 e il 24,3% nel 2006
con una diminuzione dello 0,8% nell’ultimo anno. Ciononostante, il
numero medio di sigarette fumate al giorno è aumentato: da 13,6 a 14,1.
Gli ex fumatori sono 8,8 milioni (17,5%), di cui 5,4 milioni maschi
(22,6%) e 3,4 milioni femmine (12,8%). I non fumatori sono circa 30
milioni (59%), dei quali 12 milioni di uomini (49,4%) e 17,8 milioni di
donne (67,9%).
La classe d’età con il maggior numero di fumatori è quella tra i 25 e i
44 anni sia per gli uomini che per le donne, con percentuali
rispettivamente del 36,5% e del 29,3%.
Rispetto all’area geografica si fuma di più al Centro, 31,4% (35% di
uomini e 28,2% di donne), poi al Sud, 20,5% (28,8% di uomini e 17,3% di
donne) e infine al Nord, 22,9% (24,3% di fumatori e 17% di fumatrici).
Le abitudini
L’87,7% dei fumatori evita di fumare nella camera da letto. Nessun
problema, invece, se si è alla guida di un’automobile: il 61,9% fuma in
macchina. Più prudenti i motociclisti: il 44,4% evita di accendere la
sigaretta, l’8,9% non si fa alcun problema e il 46,7% non va sulle due
ruote. Tuttavia il 37% pensa che fumare alla guida aumenti molto il
rischio di incidenti.
Tra i giovani fumatori l’86,5% dichiara di fumare fuori dai locali
pubblici, il 70,1% a casa e il 48,8% fuori dalla scuola o
dall’università. Il 73,6% fuma soprattutto in compagnia.
Quasi tutti concordi, invece, sulle conseguenze dannose del fumo
passivo: il 95% degli italiani è consapevole dei rischi che si corrono
respirando il fumo prodotto dalle sigarette di altri.