Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 08/01/2009

 

Il fumo dannoso in gravidanza


Ancora accuse specifiche al fumo: secondo un articolo pubblicato su Arterioscler Thromb Vasc Biol online 2008 (pubblicato il 19/11) l'esposizione al fumo di tabacco durante la gestazione induce danni vascolari che divengono evidenti nella prima età adulta. Ciò potrebbe indicare che se il sistema cardiovascolare viene esposto al fumo di tabacco in utero, i vasi rimangono più vulnerabili al fumo stesso nelle fasi successive della vita. D'altro canto, se la madre fuma ma si è astenuta dal farlo durante la gravidanza, ciò non ha alcuna influenza sullo spessore intima-media della carotide del bambino. Si tratta di dati largamente indipendenti dagli altri fattori di rischio cardiovascolare, il che aumenta la plausibilità dei danni vascolari derivanti dall'esposizione gestazionale al fumo di tabacco. E il “problema fumo” è ancora presente nel nostro Paese ed è un’ “emergenza” che riguarda 12 milioni di italiani, di cui un milione e 200mila giovani tra i 15 e i 24 anni e ben 130mila giovanissimi tra i 15 e i 17 anni di età. In assoluto il fumo di tabacco è la principale causa di malattie e di morti evitabili e la dipendenza che provoca è il vero motivo per cui in Italia il 27,9% degli uomini e il 19,3% delle donne sono fumatori. Il fumatore con una sola sigaretta inserisce nel proprio organismo più di 4000 sostanze, molte di queste tossiche e cancerogene (ammine aromatiche, benzene, piombo, cadmio, N-nitrosammine, idrocarburi policiclici aromatici). Per questo motivo possiamo affermare che il fumo è la droga che provoca più morti.


Il fumo tra la popolazione generale
In Italia fumano poco meno di 12 milioni di persone (23,5% della popolazione di 15 anni e oltre), di cui 7 milioni di uomini (27,9%) e 5 milioni di donne (19,3%). Erano il 25,6% nel 2005 e il 24,3% nel 2006 con una diminuzione dello 0,8% nell’ultimo anno. Ciononostante, il numero medio di sigarette fumate al giorno è aumentato: da 13,6 a 14,1.

Gli ex fumatori sono 8,8 milioni (17,5%), di cui 5,4 milioni maschi (22,6%) e 3,4 milioni femmine (12,8%). I non fumatori sono circa 30 milioni (59%), dei quali 12 milioni di uomini (49,4%) e 17,8 milioni di donne (67,9%).

La classe d’età con il maggior numero di fumatori è quella tra i 25 e i 44 anni sia per gli uomini che per le donne, con percentuali rispettivamente del 36,5% e del 29,3%.
Rispetto all’area geografica si fuma di più al Centro, 31,4% (35% di uomini e 28,2% di donne), poi al Sud, 20,5% (28,8% di uomini e 17,3% di donne) e infine al Nord, 22,9% (24,3% di fumatori e 17% di fumatrici).

Le abitudini
L’87,7% dei fumatori evita di fumare nella camera da letto. Nessun problema, invece, se si è alla guida di un’automobile: il 61,9% fuma in macchina. Più prudenti i motociclisti: il 44,4% evita di accendere la sigaretta, l’8,9% non si fa alcun problema e il 46,7% non va sulle due ruote. Tuttavia il 37% pensa che fumare alla guida aumenti molto il rischio di incidenti.
Tra i giovani fumatori l’86,5% dichiara di fumare fuori dai locali pubblici, il 70,1% a casa e il 48,8% fuori dalla scuola o dall’università. Il 73,6% fuma soprattutto in compagnia.
Quasi tutti concordi, invece, sulle conseguenze dannose del fumo passivo: il 95% degli italiani è consapevole dei rischi che si corrono respirando il fumo prodotto dalle sigarette di altri.


 

 






 
 
 
 

  



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