Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 30/12/2008

 

L’assenza di spermatozoi è un problema che può essere risolto


Dr.Angela Vita Responsabile U.O.di Andrologia Osp. San Carlo - Potenza

Dr.Angela Vita

Negli ultimi anni, l’infertilità maschile rappresenta sempre più un problema di grande rilevanza sociale ed economica; l’attenzione degli specialisti è rivolta esclusivamente alla possibilità di risolvere quelle gravi forme caratterizzate dalla completa assenza di spermatozoi nell’eiaculato, cioè l’Azoospermia.Le cause di tale condizione, che è presente in circa il 15-20% dei pazienti con problemi riproduttivi, sono essenzialmente due: la mancata produzione di spermatozoi dai testicoli, definita Azoospermia secretoria, e l’ostruzione congenita o acquisita delle vie seminali, l’Azoospermia escretoria che rappresenta anche la forma più frequente.Oggi l’approccio diagnostico e terapeutico in questo campo è notevolmente cambiato, e gli uomini affetti da assenza completa di spermatozoi possono sperare di risolvere il loro problema e diventare padri.Infatti, le attuali tecniche chirurgiche e microchirurgiche sono finalizzate al recupero di spermatozoi e la fecondazione viene successivamente effettuaua mediante ICSI. I risultati sono più che confortanti: la fertilizzazione avviene nel 40-70% dei casi, con una percentuale di gravidanza complessiva tra il 20-50%. Diverso, quindi, è l’obiettivo che l’Andrologo oggi si propone e che fino a non molti anni fa era praticamente impensabile: identificare i pazienti che possono, attraverso la correzione anche chirurgica di patologie,ottenere un ripristino della spermatogenesi ed offrire loro una opportunità di riproduzione spontanea, e selezionare i pazienti nei quali il recupero chirurgico di spermatozoi è utilizzato per tecniche di fecondazione assistita.Indispensabile, in tutti i casi,è la diagnostica:dalla quella iniziale di laboratorio e strumentale a quella più invasiva come l’esplorazione scrotale o la biopsia testicolare.Riguardo a quest’ultima, c’è da dire che proprio grazie all’introduzione dell’ICSI, le indicazioni e le informazioni specifiche richieste e le modalità di esecuzione hanno subito modifiche significative, cosicché da indagine diagnostica è attualmente utilizzata a scopo terapeutico e la crioconservazione dello sperma costituisce un ulteriore indicazione alla biopsia testicolare.Tutto questo deve essere realizzato in Centri specializzati nel settore e in grado di eseguire,quando è possibile,sia interventi di ricanalizzazione delle vie seminali che terapie conservative, con minore invasività per i pazienti ed evitando alla coppia il ricorso alla F.A.Quando tali tecniche falliscono esistono procedure specifiche che prevedono il recupero chirurgico di spermatozoi direttamente dall’epididimo e dal testicolo.Metodiche attuali sono la MESA( Microsurgical Epididymal Aspiration) e la PESA( Percutaneous Epididymal Sperm Aspiration),entrambe eseguibili in anestesia locale e permettono, quando sono presenti, di ottenere un maggior numero di spermatozoi da utilizzare anche congelati.La MESA,in particolare,oggi è quella meno utilizzata proprio per i costi e i tempi che richiede,nonostante le percentuali di successo in termini di gravidanza siano notevolmente superiori a quelle ottenibili con la PESA.Nei casi in cui, sempre in presenza di azoospermia ostruttiva,il prelievo dall’epididimo è risultato negativo o nei pazienti con azoospermia non ostruttiva,ad eccezione di alcune situazioni suscettibili di terapia medica ormonale,sono possibili altre due tecniche di prelievo di spermatozoi:la TESA( Testicular Percutaneous Sperm Aspiration) eseguibile in anestesia locale, e poco invasiva, conosciuta anche come aspirazione testicolare ad ago sottile(TFNA),ha il vantaggio di aver successo nella maggior parte dei casi di ostruzione.Inoltre, la procedura è più veloce ma poiché la possibilità di congelamento dello sperma con la TESA è limitata,sono necessari ripetuti tentativi per ciascuna ICSI. Infine, la TESE( Testicular Sperm Extraction) è indicata nei casi in cui non è possibile il recupero a livello dell’epididimo,nell’ostruzione congenita dei dotti deferenti,ma anche in pazienti con arresto della maturazione,ipospermatogenesi, o con diagnosi di sindrome a sole cellule del Sertoli.Nei pazienti con azoospermia non ostruttiva si esegue mediante biopsie testicolari multiple o con il recupero microchirurgico degli spermatozoi.In conclusione,è opportuno ricordare che anche in questi casi la diagnosi deve essere precoce e tempestiva per consentire alla coppia di risolvere il problema dell’infertilità e per tutelare il benessere psico-fisico dell’individuo.Rimandare nel tempo l’approccio alla procreazione significa ritardare l’incontro del maschio con lo specialista,determinante ai fini della comprensione del problema,perché spesso questo può essere individuato e trattato in modo mirato.


 

 






 
 
 
 

  



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