Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 24/12/2008

 

Terapie per il recupero del cammino dopo le lesioni midollari


Per far compiere passi avanti alla terapia delle lesioni del sistema nervoso è fondamentale, come in altri campi della medicina, l’integrazione fra scienze di base e pratica clinica. Tuttavia, in questo specifico settore tale processo interattivo è ancora molto limitato. Ora però la pubblicazione di un volume speciale del Brain Research Bullettin, alle stampe nel prossimo gennaio, potrà facilitare l’applicazione clinica dei risultati scientifici ottenuti nello studio delle mielolesioni. Curato dagli esperti della Sezione Mielolesi dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma, il volume nasce con l’obiettivo di fornire un forum ove mettere a confronto le esperienze sviluppate a livello internazionale nei laboratori di ricerca con le problematiche cliniche affrontate nella gestione quotidiana del paziente, in particolare nei trattamenti riabilitativi attualmente praticabili. Oltre a Marco Molinari, Giorgio Scivoletto e Juri Ivanenko della Fondazione Santa Lucia, al testo hanno partecipato alcuni fra i maggiori esperti internazionali americani ed europei: John Ditunno (Università Thomas Jefferson di Philadelphia), V. Reggie Edgerton (Università della California di Los Angeles), Volker Dietz (Università di Zurigo), Stefan Hesse (Klinik Centrum di Berlino).

L’innovazione nel trattamento delle mielolesioni apportata in questi anni dai collegamenti con le neuroscienze di base ben risulta dalla prefazione al testo edito dal Brain Research Bullettin, firmata congiuntamente da un ricercatore di base, Andrea Nistri (Direttore del settore di Neurobiologia della SISSA di Trieste, noto per i suoi studi sui circuiti spinali che controllano il cammino) e da un clinico esperto nella riabilitazione delle lesioni midollari, Marsilio Saccavini (Direttore del Dipartimento di Geriatria e Riabilitazione dell’Azienda Ospedale-Università di Parma, fra i maggiori esperti italiani dello studio clinico dei soggetti con lesioni midollari).

Edegerton, Hesse e Dietz affrontano il tema dell’applicazione di protocolli riabilitativi standardizzati e la possibilità di somministrarli con mezzi robotici, confrontando vari approcci sperimentali ed evidenziando delle regole comuni. In particolare, Edergerton dimostra, nel modello murino, l’importanza dell’attività riabilitativa nel determinare entità e specificità delle modificazioni plastiche indotte dall’esercizio; suggerendo il ricorso a procedure modulabili con il variare delle esigenze funzionali piuttosto che a protocolli standard. Ciò trova concordi Dietz e Hesse che, studiando l’applicazione di tecniche robotiche con diverse macchine, dimostrano la stretta relazione tra caratteristiche dei movimenti ripetitivi imposte dai robot e pattern di recupero. La relazione esistente tra tipo di esercizio e recupero funzionale è altresì evidenziata da Ivanenko e Molinari che analizzano le capacità del midollo di apprendere nuovi pattern motori dopo una lesione. Le regole che controllano i meccanismi di apprendimento rappresentano le linee guida fondamentali per indirizzare il recupero: a tal riguardo sono determinanti le evidenze fornite da Dietz. Da parte loro, Ditunno e Scivoletto richiamano l’attenzione sull’importanza di adottare scale di valutazione cliniche e funzionali capaci di monitorare efficacemente il decorso clinico, definendo con precisione i fattori prognostici di outcome per valutare i diversi approcci terapeutici.

 

 






 
 
 
 

  



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati