I
pazienti che soffrono di Disfunzione Erettile (DE) non sono
consapevoli che esiste un legame fra questo disturbo e condizioni
patologiche sottostanti, ma sono disponibili a saperne di più e a
comprendere l'importanza di un trattamento precoce. Sono questi i
risultati di uno studio presentato al primo congresso di Medicina
Sessuale che si è svolto recentemente a Bruxelles, dove la DE è
stata considerata soprattutto come preoccupante segnale di allarme e
indicatore di altre condizioni patologiche quale diabete,
dislipidemia, ipertensione, obesità e sindrome metabolica.
E per mettere in luce la necessità di comprendere appieno il vissuto
dei pazienti che soffrono di Disfunzione Erettile e di patologie
concomitanti, Bayer Schering Pharma - che ha lanciato sul mercato
Levitra® (vardenafil), valido per ottenere l'erezione, Nebid® e
Testogel®, rispettivamente puntura e gel al testosterone contro la
diminuzione del desiderio sessuale, ha avviato una indagine dal
titolo "Man with ED and underlying conditions" (Uomini con DE e
condizioni sottostanti), condotta dalla società Taylor Nelson Sofres
(TNS) e presentata dal professor Siegfried Meryn, presidente
della International Society for Men's Health.
La ricerca ha mostrato che il 50% dei pazienti che soffre di DE non
è consapevole che esiste un legame fra questo disturbo e condizioni
patologiche sottostanti, ma è molto disponibile a saperne di più e a
comprendere l'importanza di un trattamento precoce. Uno sbalorditivo
70% dei pazienti interpellati dichiara che avrebbe agito prima se
avesse saputo che la DE poteva essere correlata a condizioni
potenzialmente fatali. In presenza però di DE e fattori di
comorbidità addirittura il 95% dei soggetti si è dimostrato
disponibile a cercare subito una assistenza medica.
"La ricerca", dice Meryn, "ha mostrato che urologi,
andrologi e sessuologi, contrariamente al passato, devono utilizzare
un approccio olistico per evidenziare i legami relativamente ancora
poco noti tra DE e patologie in grado di provocarla ma, ancora più
importante, per individuare la terapia più appropriata per
l'eventuale condizione sottostante". Dunque un nuovo concetto di
cura, l'approccio olistico alla malattia, secondo cui non bisogna
considerare (e quindi curare) solo il disturbo che la persona
lamenta, ma andare oltre e considerare la DE come il sintomo di una
malattia che si manifesta e si fa sentire attraverso il corpo,
ricercandone la causa nel mondo interno della persona, nelle sue
emozioni e nella sua affettività.
"Ma attenzione a non trascurare le componenti organiche e
correggere soprattutto le alterazioni vascolari e ormonali",
precisa il professor Mario Maggi, cattedratico endocrinologo
fiorentino. "Per la prima può essere di aiuto il Levitra, potente
inibitore delle fosfodiesterasi 5, mentre bassi livelli di
testosterone, oltre a diminuire il desiderio sessuale, possono
favorire malattie cardiovascolari e disturbi di ordine generale, che
vanno ricercati e trattati".