Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 19/12/2008

 

Impotenza, "spia" dell' arteriosclerosi


Aldo Franco De Rose - da Salute - Repubblica del 18/12/2008

I pazienti che soffrono di Disfunzione Erettile (DE) non sono consapevoli che esiste un legame fra questo disturbo e condizioni patologiche sottostanti, ma sono disponibili a saperne di più e a comprendere l'importanza di un trattamento precoce. Sono questi i risultati di uno studio presentato al primo congresso di Medicina Sessuale che si è svolto recentemente a Bruxelles, dove la DE è stata considerata soprattutto come preoccupante segnale di allarme e indicatore di altre condizioni patologiche quale diabete, dislipidemia, ipertensione, obesità e sindrome metabolica.


E per mettere in luce la necessità di comprendere appieno il vissuto dei pazienti che soffrono di Disfunzione Erettile e di patologie concomitanti, Bayer Schering Pharma - che ha lanciato sul mercato Levitra® (vardenafil), valido per ottenere l'erezione, Nebid® e Testogel®, rispettivamente puntura e gel al testosterone contro la diminuzione del desiderio sessuale, ha avviato una indagine dal titolo "Man with ED and underlying conditions" (Uomini con DE e condizioni sottostanti), condotta dalla società Taylor Nelson Sofres (TNS) e presentata dal professor Siegfried Meryn, presidente della International Society for Men's Health.


La ricerca ha mostrato che il 50% dei pazienti che soffre di DE non è consapevole che esiste un legame fra questo disturbo e condizioni patologiche sottostanti, ma è molto disponibile a saperne di più e a comprendere l'importanza di un trattamento precoce. Uno sbalorditivo 70% dei pazienti interpellati dichiara che avrebbe agito prima se avesse saputo che la DE poteva essere correlata a condizioni potenzialmente fatali. In presenza però di DE e fattori di comorbidità addirittura il 95% dei soggetti si è dimostrato disponibile a cercare subito una assistenza medica.
"La ricerca", dice Meryn, "ha mostrato che urologi, andrologi e sessuologi, contrariamente al passato, devono utilizzare un approccio olistico per evidenziare i legami relativamente ancora poco noti tra DE e patologie in grado di provocarla ma, ancora più importante, per individuare la terapia più appropriata per l'eventuale condizione sottostante". Dunque un nuovo concetto di cura, l'approccio olistico alla malattia, secondo cui non bisogna considerare (e quindi curare) solo il disturbo che la persona lamenta, ma andare oltre e considerare la DE come il sintomo di una malattia che si manifesta e si fa sentire attraverso il corpo, ricercandone la causa nel mondo interno della persona, nelle sue emozioni e nella sua affettività.
"Ma attenzione a non trascurare le componenti organiche e correggere soprattutto le alterazioni vascolari e ormonali", precisa il professor Mario Maggi, cattedratico endocrinologo fiorentino. "Per la prima può essere di aiuto il Levitra, potente inibitore delle fosfodiesterasi 5, mentre bassi livelli di testosterone, oltre a diminuire il desiderio sessuale, possono favorire malattie cardiovascolari e disturbi di ordine generale, che vanno ricercati e trattati".
 

 

 






 
 
 
 

  



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