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Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali
Aiutiamo Englaro. Basta Persecuzioni. Eluana non è più la bella ragazza delle foto che la televisione mostra quotidianamente Aldo Franco De Rose -aldoderose@clicmedicina.it
Continua il dramma di Eluana Englaro, ma diventa sempre più
grande quello dei familiari. Luana è la donna costretta da diciassette
anni ad uno stato vegetativo permanente a causa di un incidente
stradale. Versa in uno stato pietoso, fisico e non immaginiamo se anche
mentale, eppure continuano a vedere sempre le foto di una bella ragazza,
come a voler significare che una persona così bella non può morire, non
si può staccare il tubicino attraverso cui si alimenta. Ma quello che
più incuriosisce è che, ad oggi, su questo caso, ci sia una lotta anche
tra i poteri dello stato, lotta per motivi etici ma forse solo ed
esclusivamente religiosi. Infatti se da Milano il giudice di corte
d'Appello, Filippo Lamanna, si dice certo che il decreto, con cui
lo scorso luglio ha dato il via libera all'interruzione
dell'alimentazione e dell'idratazione di Eluana, "non abbia bisogno
di alcuna ulteriore certificazione di esecutività", da Bruxelles il
ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi, mette in guardia la
clinica 'Citta' di Udine - dove la donna lecchese dovrebbe essere
'accompagnata' alla morte - adombrando la possibilità di conseguenze di
tipo amministrativo qualora desse corso al disposto del decreto firmato
da Lamanna e poi confermato da una decisione della Corte di Cassazione.
"Certi comportamenti difformi da quei principi - ha osservato il
ministro che, ieri, ha scritto un 'atto di indirizzo' per le regioni in
riferimento al caso Englaro - determinerebbero inadempienze con
conseguenze immaginabili".
Aldo Franco De Rose
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