Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 02/01/2009

 

I raggi ultravioletti fanno bene alla sclerodermia


I raggi UV-A1 sono meno eritemogeni e penetrano più a fondo nel derma rispetto agli UV-A2 o agli UV-B. Alcuni studi hanno indicato sensibili miglioramenti nei pazienti trattati con raggi UV-A1. I cambiamenti indotti dalla fototerapia, consistenti nella riduzione della sintesi del collagene e nella stimolazione di quella delle metalloproteinasi della matrice, si ha entro pochi giorni dall'esposizione, e ciò è seguito da un significativo ammorbidimento della cute sclerotica diverse settimane dopo.

 

E’ quanto sostengono alcuni ricercatori in uno studio pubblicato su Arch Dermatol 2008 (144: 851-8, 912-6 e 947-8). La somministrazione intermittente della fototerapia con singole sessioni di trattamento intervallate da diverse settimane potrebbe minimizzare l'effetto abbronzante ed agire quale efficace aggiunta ad altre terapie antifibrotiche di natura farmacologica, minimizzando il rischio di tumori cutanei.

 

 






 
 
 
 

  



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