L’ipertensione
rappresenta il principale e più potente predittore di ictus, poichè è
coinvolta nell'insorgenza di 12,7 milioni di episodi di malattia nel
mondo (186.000 nuovi casi di ictus all’anno solo in Italia), pari a
circa il 70% del totale. Anche l’emicrania, che colpisce il 12% della
popolazione, rappresenta un fattore emergente di rischio di ictus
confermato in numerosi studi.
Proprio il rapporto tra emicrania e ipertensione arteriosa e
l’associazione con il rischio ictus è stata indagata da MIRACLES, il
primo studio osservazionale multicentrico italiano con il più grande
numero di pazienti affetti da ipertensione ed emicrania afferenti agli
studi dei medici di medicina generale.
“L’ipertensione e l’emicrania – afferma Giuseppe Mancia
Direttore della Clinica Medica e del Dipartimento di Medicina –
Università di Milano Bicocca, Ospedale San Gerardo, Monza – sono da
sempre state considerate fattori di rischio per l’ictus. Tuttavia
l’associazione delle due patologie nel paziente non è mai stata
approfondita. Lo studio MIRACLES ha permesso di evidenziare che la
comorbidità in Italia non è una situazione rara: ben 2 pazienti su 10
ipertesi o emicranici hanno probabilità di avere entrambe le patologie.
Si tratta quindi di una condizione diffusa di fronte alla quale il
medico può trovarsi spesso, addirittura quotidianamente. Inoltre –
continua Mancia – i comorbidi hanno una significativa probabilità di
avere una storia di Ictus/TIA (attacco ischemico transitorio) 1,7 volte
superiore al paziente solo iperteso”.
Ma quali sono le caratteristiche del paziente comorbido?
I pazienti comorbidi presentano peculiari caratteristiche
(statisticamente significative rispetto ai soli ipertesi o ai soli
emicranici): l’emicrania insorge, infatti, tardivamente (dopo i 30 anni)
mentre l’ipertensione insorge precocemente (prima dei 50 anni), inoltre
i pazienti hanno una frequente storia familiare per entrambe le
patologie (ipertensione ed emicrania). Oltre a ciò i comorbidi hanno una
maggiore frequenza di storia personale di ictus/TIA, caratterizzata in
particolare da un’insorgenza antecedente i 50 anni, una prevalenza che
si manifesta nelle donne e/o assenza dei noti fattori di rischio per
l’ictus (es. fumo e diabete).
“MIRACLES – precisa Mancia – evidenzia inoltre che
l’emicrania nella fascia di pazienti comorbidi più giovani (al di sotto
dei 50 anni) può anticipare l’evento di un ictus. Questo dato è
decisamente innovativo, in quanto la prevenzione dell’ictus diventa
particolarmente stringente nel paziente emicranico ed è necessario
individuare misure del rischio di ictus specifiche per questi pazienti:
lo studio MIRACLES va in questa direzione. ”
“Il paziente affetto da ipertensione ed emicrania evidenzia una maggiore
frequenza di ictus: 40% rispetto al solo iperteso – afferma
Giorgio Sandrini, Direttore Esecutivo Centro Interuniversitario
Cefalee e Disordini Adattativi IRCCS - Fondazione Istituto Neurologico
“C. Mondino”, Pavia – Una chiave interpretativa potrebbe essere
legata al fatto che i pazienti comorbidi hanno un profilo non solo
clinico, ma anche genetico diverso rispetto alla popolazione di
emicranici che non sviluppano ipertensione arteriosa.
L’emicrania, come l’ipertensione, è una patologia con forte
predisposizione genetica. Questa ipotesi ci permette di individuare una
vera e propria sottopopolazione di pazienti emicranici che potrebbero
essere particolarmente predisposti a sviluppare l’ipertensione arteriosa
e quindi ad avere un rischio più alto di ictus”.
La prevenzione dell’ictus è importante in quanto tale patologia
rappresenta la prima causa di ospedalizzazione e la terza di morte.
L’ictus è causa di quasi 6 milioni di decessi all’anno nel mondo e circa
400.000 in Europa (pari al 10-13% della mortalità globale) con un alto
costo per il sistema sanitario e per la società” - afferma Enrico
Agabiti Rosei, Direttore della Clinica Medica dell’Università di
Brescia.
Lo studio MIRACLES ha coinvolto 314 Medici di Medicina Generale in 13
città italiane per un totale di 3118 pazienti arruolati. L’arruolamento
è iniziato a maggio 2007 e si è concluso a maggio 2008, periodo durante
il quale ogni Medico di Medicina Generale ha arruolato consecutivamente
5 pazienti ipertesi e 5 pazienti emicranici, in media entro 40 giorni.
Il progetto MIRACLES è stato coordinato da 10 centri ipertensione e da
10 centri cefalee, ed è stato realizzato sotto l’egida della Società
Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) e della Società Italiana per
lo Studio delle Cefalee (SISC), con il supporto di Solvay Pharma.
“Attraverso lo studio – afferma Lorenzo Pinessi,
Professore Ordinario e Direttore della Clinica Neurologica II e del
Centro Cefalee dell’Ospedale Molinette - Università di Torino e
Presidente Società Italiana Studio Cefalee (SISC) – è stato possibile
rafforzare un legame tra i Centri Ipertensione, i Centri Cefalee e la
medicina di famiglia, nell’ottica di garantire un’assistenza completa.
Ipertensione, emicrania ed ictus debbono essere gestiti, nell’interesse
del paziente, attraverso un processo gestionale multidisciplinare che
unisce le competenze dell’esperto cefalologo a quelle dell’ipertensiologo
e del medico di famiglia”.
Tutte queste caratteristiche dei pazienti affetti da comorbidità
ipertensione ed emicrania sono state confermate anche dall’analisi dei
dati di 801 pazienti che si sono presentati spontaneamente in un
ambulatorio mobile per visite su ipertensione ed emicrania.