Due nuovi studi su larga scala dimostrano che la combinazione
diidroartemisinina+piperachina (DHA + PQP) non solo ha un’efficacia
comparabile a quella degli altri farmaci a base di artemisinina (Artemisinin-based
Combination Therapy - ACTs) nel trattamento della malaria non
complicata, ma è in grado di proteggere i pazienti da nuove infezioni
per almeno due mesi dopo il trattamento. Il tutto con elevato profilo di
tollerabilità e senza effetti collaterali di rilievo.
Questi importanti risultati sono stati presentati oggi in occasione del
57esimo Annual Meeting dell’American Society of Tropical Medicine &
Hygiene (ASTMH) in corso a New Orleans (Louisiana, 7-11 dicembre 2008) e
mettono in evidenza i benefici di una terapia che è in grado di
affrontare in maniera efficace una malattia dimenticata che colpisce
400-500 milioni di persone ogni anno in tutto il mondo, con oltre 1
milione di decessi che purtroppo riguardano soprattutto bambini
dell’Africa Sub-sahariana di età inferiore ai 5 anni.
“Se non trattata prontamente ed in maniera efficace, la malaria può
uccidere rapidamente, nel giro di qualche giorno dalla comparsa dei
primi sintomi – ha commentato il Prof. Umberto D’Alessandro
del Prince Leopold Institute of Tropical Medicine, Anversa, Belgio,
Coordinatore di uno degli studi - Questa nuova terapia aumenta
l’arsenale terapeutico a nostra disposizione, permette di ottenere un
beneficio immediato perché di rapida azione e rappresenta senza dubbio
un vantaggio per le popolazioni africane ed asiatiche, quelle
maggiormente colpite, e per i cittadini occidentali che, per lavoro o
vacanza, si recano in questi Paesi.”
Sviluppata da sigma-tau, la nuova ACTs risponde alla strategia
terapeutica raccomandata dall’OMS sulla base dell’evidenza clinica che
dimostra l’efficacia dei farmaci che associano nella stessa compressa un
principio derivato dall’artemisinina ad altissima attività antimalarica
ma breve permanenza nell’organismo con un secondo antimalarico che,
invece, permane per molto più tempo. Questa combinazione, somministrata
in soli tre giorni, facilita la reciproca protezione tra i due principi
attivi contro l’insorgenza di resistenze.
I dati presentati a New Orleans sono il risultato del programma di
sviluppo finalizzato alla registrazione del farmaco in tutto il mondo, i
cui studi più importanti sono stati due vasti trials clinici di fase III
di confronto, condotti rispettivamente in Africa (Burkina Faso, Zambia,
Kenya, Mozambico e Uganda) e Asia (Thailandia, India e Laos), su un
totale di 2.700 pazienti circa, di cui 1.600 bambini di età inferiore ai
5 anni, tutti affetti da malaria non complicata causata dal Plasmodium
falciparum, la specie di parassita più diffusa e pericolosa, con il più
alto tasso di mortalità tra i soggetti infettati.
Complessivamente i dati presentati all’Annual Meeting dell’ASTMH
confermano che l’associazione diidroartemisinina+piperachina è efficace
e rapida nella cura della malaria al pari di altre ACTs ed, allo stesso
tempo, risulta sorprendentemente e particolarmente efficace nella
prevenzione di nuove infezioni per un periodo prolungato di circa 2
mesi. Infine non è da considerare di limitata importanza la semplicità
dello schema terapeutico: un paziente di 60 kg dovrà assumere un totale
di 9 compresse suddivise in 3 giorni, rispetto alle 14-24 compresse
degli altri trattamenti. Febbre e parassiti scompaiono dopo solo 3-4
giorni dall’inizio della somministrazione.
“I nuovi dati – ha dichiarata Claudio Cavazza, Presidente
sigma-tau - confermano le enormi potenzialità di questa nuova
combinazione che potrebbe diventare il gold standard per il trattamento
della malaria in tutti quei Paesi nei quali è stata osservata la fatale
resistenza alle normali terapie anti-malariche. Ci auguriamo che gli
sforzi congiunti per sviluppare questo nuovo farmaco e metterlo a
disposizione del più vasto numero di pazienti, contribuirà
sostanzialmente al raggiungimento dell’ambizioso obiettivo della Gates
Foundation di eliminare ed infine eradicare definitivamente la malaria.
I dati estremamente positivi degli studi clinici ci fanno ben sperare in
una rapida approvazione per la commercializzazione. Contiamo di
presentare i dossier di registrazione ad EMEA ed FDA verso la metà del
2009, così da darne disponibilità nel più breve tempo possibile, non
solo in Europa e negli Stati Uniti, ma in tutti i paesi in cui la
malaria è endemica”.
L’impegno di sigma-tau ha iniziato a concretizzarsi nel 2004 con la
sottoscrizione di una partnership con Medicines for Malaria Venture,
organizzazione non-profit di base a Ginevra, impegnata in ricerca,
sviluppo e fornitura di farmaci anti-malaria efficaci e a basso costo
attraverso partnership tra pubblico e privato, sostenuta principalmente
dalla Bill & Melinda Gates Foundation, e l’Università di Oxford.
La malaria
Secondo i dati pubblicati negli ultimi anni, l’epidemia di malaria
continua ad espandersi in tutto il mondo, complici i cambiamenti
climatici che stanno rendendo nuove zone adatte alla vita della zanzara
vettore, ampliando il bacino potenziale dell’infezione. Più del 40%
della popolazione mondiale rischia di essere contagiata dal morbo e,
anche se il 70% dei casi si registra in Africa, la nuova frontiera della
patologia è il sud-est asiatico, dove l’83% della popolazione (oltre 1
miliardo e 300 milioni di persone) è a rischio.
Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la malaria è
una delle 3 malattie più diffuse in Africa insieme all’HIV/Aids e alla
tubercolosi ed è la principale causa di morte nei bambini sotto i 5 anni
(si stima che, a causa di questa malattia, ogni 30 secondi muoia un
bambino).
In Europa i casi autoctoni sono rari. Per lo più si tratta di persone
punte accidentalmente da zanzare infette, trasportate da vettori aerei.
Molto più esteso è il numero di casi di malaria importata, cioè di
viaggiatori infettati nei Paesi dove la malaria è endemica.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2002, ha riportato circa
230.000 casi di malaria importata nei Paesi della Comunità Europea
durante gli ultimi 30 anni.
La combinazione diidroartemisinina+piperachina
Sviluppato in Cina, è al momento il più interessante ACTs in fase di
studio.
Le sue caratteristiche sono state valutate prima nel Sud est asiatico, e
più recentemente in Africa, dimostrando una significativa tollerabilità,
sicurezza ed efficacia.
La diidroartemisinina è un derivato dell'artemisinina, un principio
attivo estratto dall'Artemisia annua, un'erba medicinale della medicina
tradizionale cinese in grado di agire molto rapidamente contro il
plasmodio della malaria verso il quale, al momento, non sono state
descritte forme di resistenza e che viene rapidamente eliminato
dall'organismo.
La piperachina, una molecola dall'emivita molto più lunga rispetto agli
altri antimalarici messi in commercio finora, si caratterizza per una
maggiore permanenza nell'organismo e garantisce la completa eradicazione
dell'eventuale residuo d'infezione. Dimostra dunque un’efficacia
rilevante in quei pazienti Plasmodium falciparum resistenti ad altri
farmaci. La sostanza risulta molto efficace anche contro il Plasmodium
vivax, il parassita più frequente e diffuso responsabile di malaria
ricorrente.