Nasce a Milano, presso la
Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena, il
Laboratorio di Ricerca Nefrologica Traslazionale, frutto della stretta
collaborazione tra la Fondazione pubblica IRCCS e la Fondazione privata
D’Amico per la Ricerca sulle Malattie Renali.
Il dialogo quotidiano tra un IRCCS pubblico di eccellenza (oltre 900
pubblicazioni solo nell’U.O. di Nefrologia, 120 negli ultimi 5 anni -
dal New England Journal of Medicine, all’American Journal of Nephrology)
ed un laboratorio di ricerca di base di fama internazionale (circa 40
pubblicazioni tra il 2005 e il 2008) rappresenta un’opportunità unica di
sinergia per rispondere adeguatamente alla necessità di trovare
soluzioni concrete a problematiche cliniche ancora irrisolte.
La presenza della Fondazione D’Amico permetterà nuove collaborazioni con
importanti gruppi di ricerca internazionali e, dato il carattere di
organizzazione senza scopo di lucro, consentirà di usufruire di
finanziamenti privati non legati ad interessi commerciali, e quindi a
potenziali condizionamenti industriali.
La dinamicità di un’organizzazione privata, inoltre, sarà di confronto e
stimolo, con effetto di traino sul “ritmo” dei processi decisionali in
modo molto più spedito di quanto usualmente non avvenga nel settore
pubblico.
“Campo principale di indagine del nuovo Laboratorio - spiega il
professor Giuseppe D’Amico, Presidente della omonima Fondazione -
è lo studio dei meccanismi fisiologici che regolano le cellule del rene
e che determinano le loro alterazioni. E’ necessario, infatti, risalire
alle cause, e quindi prevenire l’insorgenza, delle malattie che più
frequentemente provocano l’insufficienza renale, o almeno rallentarne la
progressione alla fase terminale che richiede la terapia sostitutiva
dialitica”. “Per individuare terapie efficaci - prosegue il
professor Piergiorgio Messa, Direttore U.O. Nefrologia e Dialisi
della Fondazione Policlinico - non si può prescindere dalla
comprensione di come le cellule comunicano tra loro e con il
microambiente che le circonda: la ricerca è concentrata, in particolare,
sulle modalità di comunicazione tra le cellule del glomerulo renale (in
particolare i podociti), cioè la struttura fondamentale di filtrazione
del sangue che permette l’eliminazione delle sostanze tossiche e
contemporaneamente la preservazione delle sostanze che servono al nostro
organismo”. Quando il glomerulo non funziona, nelle urine si
ritrovano sostanze quali albumina e altre proteine: queste perdite
rappresentano il sintomo principale della maggior parte delle malattie
renali.
La costituzione del nuovo Laboratorio avviene in un momento in cui
l’incidenza delle patologie renali è in forte ascesa, così come i costi
legati alla cura e all’assistenza dei malati. Si stima che in Italia il
10% della popolazione abbia un difetto di funzionalità renale (in Europa
e negli Stati Uniti le percentuali vanno dal 9 al 13%) che nella maggior
parte di casi conduce a terapia dialitica. La quale comporta un costo di
40mila Euro all’anno a persona per il Servizio Sanitario Nazionale.
Senza contare gli ulteriori costi derivati dalle complicanze
cardiovascolari, che interessano i 2/3 dei pazienti con danno renale
(circa 4 milioni di cittadini italiani).
Il laboratorio in pratica
Situato nell’area di via Pace, è stato interamente allestito grazie
all’impegno della Fondazione Policlinico. Occupa una superficie di circa
380 mq e si avvale del contributo di 10 tra medici e biologi. E’
attrezzato per microscopia, biologia cellulare e molecolare, e per
indagini spettrofotometriche e citofluorimetriche; il personale è
specializzato nelle indagini cellulari e biomolecolari del tessuto
renale umano e sperimentale.
Il Convegno internazionale
E' partito venerdì 5 dicembre, il Corso di Aggiornamento in
Nefrologia e Dialisi organizzato dalla Fondazione D’Amico, giunto quest’anno
alla quarantesima edizione. Rivolto sia ai medici nefrologi che agli
infermieri specializzati, vedrà la partecipazione di oltre 1.000
specialisti provenienti da tutto il mondo. E’ riconosciuto dalla Società
Italiana di Nefrologia come “il più prestigioso evento formativo nel
campo della nefrologia del nostro Paese”.