Dopo parecchi studi e sperimentazioni condotte a livello internazionale,
arriva anche dalla ricerca italiana la conferma dell’efficacia dello
xilitolo nel ridurre la concentrazione di Streptococcus mutans, la
principale specie batterica responsabile della carie.
Sono stati presentati oggi nel corso di una conferenza stampa i
risultati di questo studio realizzato dall’Università degli Studi di
Milano con il proprio Centro di Collaborazione OMS per l’Epidemiologia e
l’Odontoiatria di Comunità e l’Istituto di Clinica Odontoiatrica
dell’Università degli Studi di Sassari, con il supporto di Perfetti Van
Melle, che ha fornito il suo sostegno all’iniziativa nell’ambito del
proprio impegno verso la ricerca scientifica.
Lo studio introdotto dalla Prof.ssa Strohmenger - Professore
Ordinario Università degli Studi Milano e Coordinatore del Progetto
Ministeriale Sperimentazione territoriale di un programma integrato di
Oral Health, ha avuto l’obiettivo di valutare la concentrazione salivare
di S. mutans in un campione di bambini in età scolare ad elevato rischio
di carie, prima e dopo l’utilizzo quotidiano di chewing gum allo
xilitolo per un periodo di sei mesi.
Lo xilitolo è un edulcorante naturale di origine vegetale utilizzato nel
chewing gum come sostituto dello zucchero. Fa parte della famiglia dei
polialcoli, sostanze non cariogene che hanno la peculiarità di non
essere fermentate dai batteri del cavo orale e quindi di non consentire
la formazione degli acidi che corrodono lo smalto. A differenza degli
altri polialcoli, lo xilitolo è considerato anche cario-protettivo
perché possiede una provata attività antibatterica, ostacolando la
crescita di S. mutans.
Il Professor Guglielmo Campus dell’Istituto di Clinica
Odontoiatrica di Sassari ha presentato le modalità di conduzione del
lavoro. La sperimentazione è avvenuta su un campione di 153 bambini
nella fascia di età 7-9 anni, frequentanti la scuola primaria della
città di Sassari, selezionati dopo uno screening preliminare su 958
soggetti. Il criterio di selezione è stata la presenza di un rischio di
carie elevato, valutato con l’indice dmft/DMFT (decay-missing-filling
tooth) e con prelievo di saliva non stimolata per misurare la
concentrazione salivare del microrganismo cariogeno.
I 153 bambini sono stati suddivisi in due gruppi: 72 nel gruppo
sperimentale che hanno utilizzato il chewing allo xilitolo e 81 nel
gruppo di controllo che hanno consumato un chewing gum identico nel
sapore e aspetto, ma edulcorato con polialcoli diversi dallo xilitolo (maltitolo,
sorbitolo). L’assunzione del chewing gum per i due gruppi è avvenuta per
6 mesi, quotidianamente con le stesse modalità: una somministrazione
dopo la merenda del mattino, una dopo il pasto di mezzogiorno, una poco
prima dell’uscita dalla scuola e un’ultima poco prima di andare a letto,
la sera. La somministrazione serale e nei giorni festivi è stata gestita
dai genitori appositamente coinvolti e addestrati dai ricercatori. La
masticazione del chewing gum ha avuto ogni volta una durata di 3 minuti.
I bambini sono stati sottoposti a 4 prelievi di saliva per conoscere la
concentrazione di S. mutans: il giorno precedente l’inizio della
sperimentazione, dopo 3 mesi, a 6 mesi dall’inizio della sperimentazione
e a 3 mesi di distanza dal termine dell’assunzione del chewing gum.
La Dott.ssa Maria Grazia Cagetti, illustrando i risultati dello
studio, ha affermato che “lo studio ha reso possibile verificare la
reale efficacia dello xilitolo nel controllo della flora cariogena in
bambini con elevato rischio di carie. L’assunzione quotidiana di
xilitolo tramite la masticazione di chewing gum ha ridotto
significativamente le concentrazioni di S. mutans nei bambini sottoposti
a sperimentazione, rispetto al gruppo di controllo. E’ possibile
ipotizzare che se l’assunzione di chewing gum continuasse per un periodo
più prolungato la contrazione di S. mutans continuerebbe a ridursi”.
Non solo: lo xilitolo ha inoltre dimostrato un effetto positivo nei
confronti del pH della placca. Infatti, l’analisi delle curve del pH
della placca ha evidenziato che i soggetti che utilizzavano il
chewing-gum a base di xilitolo mostrano una minore acidità della stessa
dopo assunzione di zucchero ed una più rapida risalita verso valori di
neutralità
Quindi, l’uso del chewing gum allo xilitolo può rappresentare una
metodica di prevenzione della carie di supporto a quelle
tradizionalmente utilizzate, soprattutto in situazioni in cui le comuni
pratiche di igiene orale siano di difficile applicazione.
Proprio sulle metodologie di prevenzione sono incentrate le recentissime
“Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la
prevenzione delle patologie orali in età evolutiva”, presentate ieri
dal Dott. Michele Nardone, in qualità di rappresentante del
Ministero della Salute.
Il documento, promosso dal Ministero nel maggio del 2007, sotto il
coordinamento della Prof. Laura Strohmenger, ha l’obiettivo di
fornire alle diverse professionalità sanitarie (ginecologi, neonatologi,
pediatri, odontoiatri, igienisti ed igienisti dentali) coinvolte nella
prevenzione e cura delle patologie del cavo orale, in età evolutiva,
indicazioni univoche, condivise e basate sulle migliori evidenze
scientifiche disponibili, il tutto per contribuire al raggiungimento
degli obiettivi indicati dall’OMS (entro il 2010, il 90 per cento dei
bambini di età compresa tra i 5 e i 6 anni deve essere esente da carie e
a 18 anni non deve esserci nessuna perdita di denti dovuta a carie o a
malattia parodontale).
Il Dott. Nardone ha sottolineato come, grazie a questo documento,
“vengono, pertanto, ribaditi e rafforzati i principi della prevenzione
in tema di salute orale con l’intento di migliorare, negli anni la
qualità di vita dei bambini italiani e porre in essere risparmi di
risorse, eventualmente da indirizzare verso altre priorità di salute”.
La professoressa Strohmenger ha ricordato che “secondo una
recente indagine Censis, la spesa annuale media pro-capite in Italia per
le cure odontoiatriche è di 740 Euro, poiché il Sistema Sanitario
Nazionale è del tutto insufficiente a far fronte anche solo alle
emergenze (infatti il 70,5% degli italiani non si è mai rivolto alle
strutture pubbliche). Si può capire come la prevenzione possa svolgere
un ruolo importante per intercettare precocemente le patologie e
consentire anche un grande risparmio alle famiglie e alla società”. “Il
ruolo della prevenzione – ha continuato Strohmenger - deve essere
delegato a più soggetti, primi fra tutti i pediatri di base, in quanto
legato a diversi fattori. La base di partenza dovrebbe essere
un’adeguata educazione a partire dalla popolazione in età evolutiva,
attraverso l’uso corretto degli strumenti di prevenzione, come
dentifricio e spazzolino, una sana alimentazione e controlli periodici
dal dentista. Anche la popolazione adulta deve prendere coscienza della
stretta relazione fra salute del cavo orale e salute generale e farsi
parte attiva, impegnandosi nella promozione di ogni pratica preventiva.
Le Linee Guida si propongono di fornire un supporto molto preciso e
scientificamente autorevole a tale sforzo”.
Tra le metodologie di prevenzione citate nelle recentissime Linee Guida,
rientra a pieno titolo il chewing-gum, che, se privo di zuccheri
fermentabili e contenente edulcoloranti non cariogeni come lo xilitolo,
stimola la produzione di saliva e incrementa i meccanismi di difesa nei
confronti della carie.
L’importanza di fornire sia ai genitori che ai bambini una completa
informazione sui corretti stili di vita in generale, e su tutte le
azioni di prevenzione e di salvaguardia della salute in particolare, è
stata illustrata dalla Dott.ssa Maria Rita Munizzi, presidente
nazionale del MOIGE – Movimento Italiano Genitori, che ha fatto parte
del gruppo di lavoro per la stesura delle Linee Guida Ministeriali.
“Fornire a genitori e figli tutte le informazioni necessarie per
adottare corrette abitudini di prevenzione e di stili di vita fin da
bambini è strategico” ha dichiarato Maria Rita Munizzi “abbiamo
partecipato con convinzione alla stesura delle linee guida per la
prevenzione dei disturbi orali fin dall’infanzia in quanto consapevoli
dell’importanza di una maggiore educazione in questo ambito di bambini e
genitori.” Munizzi ha infine concluso anticipando che “A breve,
grazie alla collaborazione della prof.ssa Strohmenger, presenteremo la
“traduzione” per i genitori delle raccomandazioni contenute nelle linee
guida con lo scopo di offrire uno strumento semplice ed efficace a tutti
i genitori.”