Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 04/12/2008

 

Il futuro della sanità


Si è svolto ieri a Milano, presso l’Hotel Four Seasons, il terzo appuntamento dell’iniziativa dal titolo “Il Futuro della Sanità”, promossa da Aldo Cerruti, Presidente e Amministratore Unico di ab medica S.p.A. (www.abmedica.it).

“Il Futuro della Sanità” si propone come un’iniziativa d’eccellenza per promuovere e condividere la cultura dell’innovazione in medicina e Sanità.
Gli incontri, con cadenza quadrimestrale, sono un’occasione preziosa per discutere e analizzare casi di studio significativi e valutare nuove iniziative italiane e straniere in ambito medico-sanitario, volte a favorire lo sviluppo e l’innovazione.

La Comunicazione tra medico e paziente, tra Sanità e cittadino: questo il tema del terzo incontro de “Il Futuro della Sanità”.
La serata si è aperta con il benvenuto ai numerosi ospiti intervenuti da parte di Aldo Cerruti, Presidente e Amministratore unico di ab medica, che ha chiarito le ragioni di questo terzo incontro, riassumibili in un’ampia riflessione sulle problematiche relative alla comunicazione tra mondo della Sanità e paziente.
Nell’arco della serata sono stati presentati i risultati della ricerca realizzata sulle ASL italiane on line e l’ambizioso progetto di ab medica denominato “Forum della Sanità”. Quest’ultima iniziativa vuole iniziare un percorso di comunicazione e di condivisione tra i medici sui temi più importanti per lo sviluppo della Sanità in Italia. Si tratta di un social network, di una comunità di circa 400 medici, che sarà coordinato dal Prof. Eugenio Quaini, Coordinatore dell’Osservatorio della Società Italiana di Cardiochirurgia, Consulente scientifico del Dip. Cardiovascolare degli Ospedali Riuniti di Bergamo, Consulente scientifico di ab medica.

“Il Forum della Sanità inizia, da oggi, un percorso di comunicazione e di condivisione tra i medici sui temi più importanti per lo sviluppo della Sanità in Italia – osserva il Prof. Quaini - Il Forum dispone, da subito, di una comunità importante per numero di partecipanti e per profilo. Vi sono iscritti medici rappresentativi delle diverse specialità. I partecipanti possono interagire tra loro o in gruppi, pubblicare e condividere testi e documenti, dibattere temi di interesse generale, accedere al calendario mensile degli eventi relativi alla Sanità e inserire le proprie segnalazioni. Inoltre, i partecipanti saranno legati, e visibili graficamente, attraverso le loro pubblicazioni scientifiche. Si potrà sapere quali medici presenti nel Forum sono coautori di pubblicazioni, se riportate da PubMed. Il Forum della Sanità è la prima rete sociale di questo genere avviata in Italia. Il suo obiettivo è la nascita di un gruppo di opinione, visibile sui diversi media, sui temi più importanti legati all’innovazione in Sanità”.
Con il Forum della Sanità si vuole avviare una discussione che abbia come obiettivo la creazione di un testo che “fotografi” il livello attuale della comunicazione sanitaria, un confronto con le modalità di altri Paesi, in particolare in ambito europeo, e ipotesi di miglioramento da sottoporre alle autorità competenti, sia in ambito regionale che governativo.
“La health communication – conclude il Prof. Quaini - merita dunque la dignità teorica e operativa di una nuova disciplina. Tale nuova disciplina ha alla base una visione e una pratica della comunicazione come apertura di canali relazionali bidirezionali tra gli operatori sanitari, tra operatori e pazienti/utenti, tra l’organizzazione sanitaria e il suo territorio”.

Alcuni importanti aspetti della comunicazione e dell’informazione medico-scientifica sono stati affrontati dagli altri illustri relatori presenti all’incontro.

Il Prof. Piero Anversa, Professor of Medicine e Senior Scientist al Brigham Women’s Hospital di Boston, detentore del primato di produzione di conoscenza nell’ambito delle cellule staminali cardiache, ha illustrato alcune possibilità reali di un impiego terapeutico delle cellule staminali che potrebbe portare alla rigenerazione del tessuto cardiaco e dare quindi una nuova speranza a chi è colpito da scompenso cardiaco grave, a seguito di infarto o di altri eventi acuti.
Il Prof. Anversa ha identificato cellule staminali responsabili dell’angiogenesi.
“Nel tratto dell’arteria dove è presente il restringimento (stenosi) infonderemo le staminali, che daranno luogo a nuovi vasi coronarici: un vero e proprio by-pass biologico. Se riusciamo a fare questo – osserva il Prof. Piero Anversasignifica che cambia tutto: la medicina da riparatrice diventa preventiva. Perché si riuscirà a prevenire l’insufficienza cardiaca”. La sperimentazione sull’uomo deve essere ancora effettuata; ma sul ratto è già stata applicata con successo: “Abbiamo osservato l’integrazione fra vecchia e nuova circolazione” – continua il Prof. Anversa – e lo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)”. Presto la sperimentazione si farà su 40 pazienti (20 riceveranno il trattamento e 20 no) che verranno poi seguiti per due anni. I pazienti saranno preparati da un altro medico italiano, il cardiologo di origine italiana Roberto Bolli, dell'ospedale di Louisville nel Kentuky. “Si tratterà di pazienti infartuati - spiega Anversa - che avranno bisogno di diversi by-pass e dovranno essere trattati in circolazione extracorporea. A questi pazienti il cardiologo taglierà l'auricola destra del cuore e la invierà da noi a Boston. Da questo pezzetto di cuore estrarremo ed espanderemo le staminali che dopo tre mesi e mezzo rimanderemo a Louisville dove saranno reinmesse nel cuore dei pazienti”. “Allo stato attuale - conclude il Prof. Anversa - la sperimentazione negli animali, grandi e piccoli, come ci ha chiesto la Fda, cioè l'organo federale di controllo americano, ha ottenuto ottimi risultati: le staminali hanno dato luogo a cellule cardiache che sono andate a sostituire quelle morte nell'infarto, ridando contrattilità al cuore. Confidiamo che ciò avvenga anche nell'uomo”.

Il Prof. Gianfranco Gensini, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze, promotore della Carta di Firenze, si è occupato di Evidence based Medicine, il “vangelo” moderno della pratica medica, illustrandone i lati positivi nonché alcuni criticabili retroscena. L’EBM rappresenta la metodologia di ricerca della migliore soluzione possibile di un problema clinico, tramite le prove di efficacia più salde emerse dalla letteratura biomedica, raccolte ed interpretate criticamente alla luce dell’esperienza e dell’abilità del medico. “L’evidenza ricercata – osserva il Prof. Gianfranco Gensini – deve essere anche applicata in modo corretto e dunque non prescindere dall’osservazione delle caratteristiche individuali del paziente. L’approccio dell’EBM può costituire uno strumento prezioso per la pratica clinica applicata, e può rappresentare un indirizzo metodologico utile nella gestione, sempre complessa ed articolata, del paziente in toto, e non semplicemente del caso clinico”.

Il Prof. Ettore Vitali, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’Istituto Humanitas Gavazzeni, ha illustrato i contenuti della “Carta di Firenze”, un documento che chiama il medico a confrontarsi a 360 gradi con il paziente sulla base di un linguaggio comprensibile, di disponibilità autentica, di partecipazione massima, di totale trasparenza. In altre parole, lo statuto di una relazione alla pari fra medico e paziente. “Comunicare per curare: il tempo dell’informazione e della comunicazione con il paziente è tempo di cura”: su questo principio - osserva il Prof. Vitali – si fonda l’intero documento. Centrale è il tema dell’esercizio della libera scelta del paziente: “L’informazione sulle alternative terapeutiche, sulla disuguaglianza dell’offerta dei servizi e sulle migliori opportunità diagnostiche e terapeutiche è fondamentale e favorisce, nei limiti del possibile, l’esercizio della libera scelta del paziente”.
Il rapporto medico-paziente non è solo un problema di quantità e qualità di informazioni scambiate: “il vero problema, assai più complesso, è che spesso non c’è un rapporto di interazione “umana” fra medico e paziente”. “La decisione terapeutica – conclude il Prof. Vitali - deve essere una scelta congiunta del medico e del paziente: il concetto chiave è che si sceglie insieme. Ma per fare questo occorre che si instauri tra medico e paziente un rapporto "vero". E' una cosa che non può essere definita da un codice deontologico-comportamentale, da un contratto professionale-commerciale, ma che si realizza soltanto in un rapporto umano concreto, in cui si instauri una relazione di reciproca fiducia”.

Infine, Gianroberto Casaleggio, Presidente Casaleggio Associati, esperto di metodologie di comunicazione, ha illustrato i risvolti tecnologici e le modalità d’uso del social network, presentando i dati di un’indagine da lui condotta sugli Ospedali on-line. A tutti i presenti è stato consegnato il Rapporto “Le ASL italiane on-line”.

 

 






 
 
 
 

  



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