Si
è svolto ieri a Milano, presso l’Hotel Four Seasons, il terzo
appuntamento dell’iniziativa dal titolo “Il Futuro della Sanità”,
promossa da Aldo Cerruti, Presidente e Amministratore Unico di ab
medica S.p.A. (www.abmedica.it).
“Il Futuro della Sanità” si propone come un’iniziativa d’eccellenza per
promuovere e condividere la cultura dell’innovazione in medicina e
Sanità.
Gli incontri, con cadenza quadrimestrale, sono un’occasione preziosa per
discutere e analizzare casi di studio significativi e valutare nuove
iniziative italiane e straniere in ambito medico-sanitario, volte a
favorire lo sviluppo e l’innovazione.
La Comunicazione tra medico e paziente, tra Sanità e cittadino: questo
il tema del terzo incontro de “Il Futuro della Sanità”.
La serata si è aperta con il benvenuto ai numerosi ospiti intervenuti da
parte di Aldo Cerruti, Presidente e Amministratore unico di ab
medica, che ha chiarito le ragioni di questo terzo incontro,
riassumibili in un’ampia riflessione sulle problematiche relative alla
comunicazione tra mondo della Sanità e paziente.
Nell’arco della serata sono stati presentati i risultati della ricerca
realizzata sulle ASL italiane on line e l’ambizioso progetto di ab
medica denominato “Forum della Sanità”. Quest’ultima iniziativa vuole
iniziare un percorso di comunicazione e di condivisione tra i medici sui
temi più importanti per lo sviluppo della Sanità in Italia. Si tratta di
un social network, di una comunità di circa 400 medici, che sarà
coordinato dal Prof. Eugenio Quaini, Coordinatore
dell’Osservatorio della Società Italiana di Cardiochirurgia, Consulente
scientifico del Dip. Cardiovascolare degli Ospedali Riuniti di Bergamo,
Consulente scientifico di ab medica.
“Il Forum della Sanità inizia, da oggi, un percorso di comunicazione
e di condivisione tra i medici sui temi più importanti per lo sviluppo
della Sanità in Italia – osserva il Prof. Quaini - Il
Forum dispone, da subito, di una comunità importante per numero di
partecipanti e per profilo. Vi sono iscritti medici rappresentativi
delle diverse specialità. I partecipanti possono interagire tra loro o
in gruppi, pubblicare e condividere testi e documenti, dibattere temi di
interesse generale, accedere al calendario mensile degli eventi relativi
alla Sanità e inserire le proprie segnalazioni. Inoltre, i partecipanti
saranno legati, e visibili graficamente, attraverso le loro
pubblicazioni scientifiche. Si potrà sapere quali medici presenti nel
Forum sono coautori di pubblicazioni, se riportate da PubMed. Il Forum
della Sanità è la prima rete sociale di questo genere avviata in Italia.
Il suo obiettivo è la nascita di un gruppo di opinione, visibile sui
diversi media, sui temi più importanti legati all’innovazione in
Sanità”.
Con il Forum della Sanità si vuole avviare una discussione che abbia
come obiettivo la creazione di un testo che “fotografi” il livello
attuale della comunicazione sanitaria, un confronto con le modalità di
altri Paesi, in particolare in ambito europeo, e ipotesi di
miglioramento da sottoporre alle autorità competenti, sia in ambito
regionale che governativo.
“La health communication – conclude il Prof. Quaini -
merita dunque la dignità teorica e operativa di una nuova disciplina.
Tale nuova disciplina ha alla base una visione e una pratica della
comunicazione come apertura di canali relazionali bidirezionali tra gli
operatori sanitari, tra operatori e pazienti/utenti, tra
l’organizzazione sanitaria e il suo territorio”.
Alcuni importanti aspetti della comunicazione e dell’informazione
medico-scientifica sono stati affrontati dagli altri illustri relatori
presenti all’incontro.
Il Prof. Piero Anversa, Professor of Medicine e Senior Scientist
al Brigham Women’s Hospital di Boston, detentore del primato di
produzione di conoscenza nell’ambito delle cellule staminali cardiache,
ha illustrato alcune possibilità reali di un impiego terapeutico delle
cellule staminali che potrebbe portare alla rigenerazione del tessuto
cardiaco e dare quindi una nuova speranza a chi è colpito da scompenso
cardiaco grave, a seguito di infarto o di altri eventi acuti.
Il Prof. Anversa ha identificato cellule staminali responsabili dell’angiogenesi.
“Nel tratto dell’arteria dove è presente il restringimento (stenosi)
infonderemo le staminali, che daranno luogo a nuovi vasi coronarici: un
vero e proprio by-pass biologico. Se riusciamo a fare questo –
osserva il Prof. Piero Anversa – significa che cambia tutto:
la medicina da riparatrice diventa preventiva. Perché si riuscirà a
prevenire l’insufficienza cardiaca”. La sperimentazione sull’uomo
deve essere ancora effettuata; ma sul ratto è già stata applicata con
successo: “Abbiamo osservato l’integrazione fra vecchia e nuova
circolazione” – continua il Prof. Anversa – e lo studio è stato
pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences
(PNAS)”. Presto la sperimentazione si farà su 40 pazienti (20
riceveranno il trattamento e 20 no) che verranno poi seguiti per due
anni. I pazienti saranno preparati da un altro medico italiano, il
cardiologo di origine italiana Roberto Bolli, dell'ospedale di
Louisville nel Kentuky. “Si tratterà di pazienti infartuati -
spiega Anversa - che avranno bisogno di diversi by-pass e dovranno
essere trattati in circolazione extracorporea. A questi pazienti il
cardiologo taglierà l'auricola destra del cuore e la invierà da noi a
Boston. Da questo pezzetto di cuore estrarremo ed espanderemo le
staminali che dopo tre mesi e mezzo rimanderemo a Louisville dove
saranno reinmesse nel cuore dei pazienti”. “Allo stato attuale -
conclude il Prof. Anversa - la sperimentazione negli animali, grandi
e piccoli, come ci ha chiesto la Fda, cioè l'organo federale di
controllo americano, ha ottenuto ottimi risultati: le staminali hanno
dato luogo a cellule cardiache che sono andate a sostituire quelle morte
nell'infarto, ridando contrattilità al cuore. Confidiamo che ciò avvenga
anche nell'uomo”.
Il Prof. Gianfranco Gensini, Preside della Facoltà di Medicina e
Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze, promotore della Carta
di Firenze, si è occupato di Evidence based Medicine, il “vangelo”
moderno della pratica medica, illustrandone i lati positivi nonché
alcuni criticabili retroscena. L’EBM rappresenta la metodologia di
ricerca della migliore soluzione possibile di un problema clinico,
tramite le prove di efficacia più salde emerse dalla letteratura
biomedica, raccolte ed interpretate criticamente alla luce
dell’esperienza e dell’abilità del medico. “L’evidenza ricercata
– osserva il Prof. Gianfranco Gensini – deve essere anche applicata
in modo corretto e dunque non prescindere dall’osservazione delle
caratteristiche individuali del paziente. L’approccio dell’EBM può
costituire uno strumento prezioso per la pratica clinica applicata, e
può rappresentare un indirizzo metodologico utile nella gestione, sempre
complessa ed articolata, del paziente in toto, e non semplicemente del
caso clinico”.
Il Prof. Ettore Vitali, Direttore del Dipartimento
Cardiovascolare dell’Istituto Humanitas Gavazzeni, ha illustrato i
contenuti della “Carta di Firenze”, un documento che chiama il medico a
confrontarsi a 360 gradi con il paziente sulla base di un linguaggio
comprensibile, di disponibilità autentica, di partecipazione massima, di
totale trasparenza. In altre parole, lo statuto di una relazione alla
pari fra medico e paziente. “Comunicare per curare: il tempo
dell’informazione e della comunicazione con il paziente è tempo di
cura”: su questo principio - osserva il Prof. Vitali – si fonda
l’intero documento. Centrale è il tema dell’esercizio della libera
scelta del paziente: “L’informazione sulle alternative terapeutiche,
sulla disuguaglianza dell’offerta dei servizi e sulle migliori
opportunità diagnostiche e terapeutiche è fondamentale e favorisce, nei
limiti del possibile, l’esercizio della libera scelta del paziente”.
Il rapporto medico-paziente non è solo un problema di quantità e qualità
di informazioni scambiate: “il vero problema, assai più complesso, è
che spesso non c’è un rapporto di interazione “umana” fra medico e
paziente”. “La decisione terapeutica – conclude il Prof. Vitali -
deve essere una scelta congiunta del medico e del paziente: il concetto
chiave è che si sceglie insieme. Ma per fare questo occorre che si
instauri tra medico e paziente un rapporto "vero". E' una cosa che non
può essere definita da un codice deontologico-comportamentale, da un
contratto professionale-commerciale, ma che si realizza soltanto in un
rapporto umano concreto, in cui si instauri una relazione di reciproca
fiducia”.
Infine, Gianroberto Casaleggio, Presidente Casaleggio Associati,
esperto di metodologie di comunicazione, ha illustrato i risvolti
tecnologici e le modalità d’uso del social network, presentando i dati
di un’indagine da lui condotta sugli Ospedali on-line. A tutti i
presenti è stato consegnato il Rapporto “Le ASL italiane on-line”.