Il 1° dicembre 2008 segna il 20° anniversario della giornata mondiale
dell’AIDS.
Con quasi 60.000 casi di AIDS dall’inizio dell’epidemia registrati in
Italia, l’epidemia oggi registra 150.000 persone che in Italia vivono
con l’HIV/AIDS. Nel tempo si è passati da una malattia che colpiva
prevalentemente giovani e tossicodipendenti a un’epidemia che colpisce
oggi soprattutto persone di media età e che si sono infettate per via
sessuale, sia per via eterosessuale che per via omosessuale
(esclusivamente maschile).
Con l’incremento della durata della vita dei pazienti HIV positivi e
tenendo conto delle loro abitudini di vita a rischio per i tumori spesso
presenti (fumo, abuso di alcol) e inoltre i virus oncogeni che sono
presenti con maggior frequenza in questa popolazione, i tumori sono
diventati la prima causa di morte in queste persone.
L’Istituto dei Tumori di Aviano coordina dal 1986 lo studio dei tumori
in HIV/AIDS con un gruppo nazionale supportato dal Ministero della
Salute che si chiama GICAT (Gruppo Italiano Cooperativo AIDS e Tumori).
Recentemente è stato attivato un gruppo di studio analogo a livello
europeo che si chiama GECAT (Group of European Cooperation on AIDS &
Tumors) includendo ricercatori dalla Francia, dalla Spagna, dalla
Germania, dall’Inghilterra e dall’Austria, coordinati dal nostro
Istituto di Aviano.
Come recentemente e in maniera autorevole è stato asserito da New
England Journal of Medicine e da altre importantissime riveste, le
persone che sono affette da HIV si presentano sempre piu’ spesso con
tumori, che sono diventati la prima causa di morte. E questo soprattutto
per il fatto che l’immunodeficienza che puo’ essere presente in questa
popolazione aumenta il rischio di tumori, sia diagnostici (linfomi,
sarcoma di Kaposi, carcinoma della cervice uterina), che non
diagnostici, cioè, tumori che non sono direttamente associati all’HIV,
ma che possono essere associati allo stile di vita o ad altri virus, per
esempio, i tumori del polmone, il linfoma di Hodgkin, i tumori del
fegato e i tumori dell’ano.
E’ necessario pertanto invitare tutte le persone HIV positive a
desistere da abitudini pericolose come il fumo di sigaretta e l’abuso
dell’alcol che possono indurle a sviluppare piu’ frequentemente tumori
correlati, in particolare i tumori del polmone, del pancreas e tumori
del fegato e d’altra parte invitare queste persone ai programmi di
diagnosi precoce che valgono anche per la popolazione generale, in
particolare sangue occulto nelle feci e rettocolonscopia dopo i 50 anni
per i tumori del colon-retto e la mammografia per le donne sieropositive
i 50 anni.
Dal lato terapeutico, è possibile ottenere eccellenti risultati, che
includono anche la guarigione in un sostanziale numero di casi, nei
pazienti con linfoma trattati con chemioterapia e anche con il trapianto
di midollo, mentre nel Sarcoma di Kaposi è possibile con la combinazione
di chemioterapia e trattamento antiretrovirale raggiungere per la prima
volta la guarigione in un discreto numero di pazienti.