Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 04/12/2008

 

Smettere di fumare con il videogioco


Arriva in Italia il videogioco per smettere di fumare: può funzionare perché si basa sull’istinto e la naturalezza di un gioco, non su spiegazioni scientifiche poco immediate. La consapevolezza degli effetti nocivi arriva non attraverso dati clinici delle malattie che il fumo provoca: pur valide, queste non vengono percepite a fondo dai fumatori, non riescono ad influenzare la loro determinazione e quindi il loro comportamento. Nel videogioco, al contrario, vi sono una serie di semplici e divertenti esempi pratici e test personalizzati che dimostrano come il fumo influenzi negativamente la quotidianità ed il rapporto con le altre persone. In questo modo, d’istinto e divertendosi, il videogiocatore può aumentare la propria determinazione e cambiare il proprio comportamento, cioè smettere di fumare, e subito.
Il videogioco si chiama Il mio Coach di Benessere - Smetto di Fumare con Allen Carr ed è disponibile nel nostro Paese dalla fine del mese di novembre. Prodotto dalla multinazionale francese Ubisoft in esclusiva per la console Nintendo DS, è particolarmente adatto ai giovani, abituali utenti di videogiochi e contemporaneamente “nuovi fumatori”, quindi meno dipendenti dal vizio rispetto ad altri, cioè con più possibilità di smettere di fumare, ma anche meno disponibili a letture noiose e attenti a spiegazioni scientifiche. Prevede la ricostruzione della dipendenza di ciascun giocatore, la descrizione delle trappole del tabacco che l’hanno fatto cadere nel vizio e la preparazione di un percorso personalizzato di “liberazione”. Presentando tutte le illusioni sul fumo, come, ad esempio, “mi libera dallo stress” oppure “mi aiuta a concentrarmi”, che solitamente impediscono di smettere, e attraverso verità e divertenti mini-game, il gioco accompagna il fumatore fino a quando sarà pronto per spegnere l’ultima sigaretta. E anche quando finalmente non si fuma più, si può continuare ad usare il gioco per misurare i benefici ricavati da una vita senza sigarette.

“Da un punto di vista medico questo videogioco ha il vantaggio di influenzare l’istinto e la naturalezza, dato che si basa su aspetti della quotidianità legati al fumo” – spiega il dottor Claudio Cricelli, Presidente SIMG, Società Italiana dei Medici di Medicina Generale – “si tratta quindi di una tecnica comportamentale particolarmente adatta per i ragazzi, poco sensibili a dati clinici e spiegazioni scientifiche ma più inclini ad assecondare comportamenti naturali in linea con il loro modo di vivere. Più in generale poi, qualunque strumento che rappresenti un tentativo di smettere di fumare è sicuramente gradito. Il fumo oggi rappresenta un problema di salute pubblica, per tutte le malattie cui è collegato, oltre ai tumori ed alle patologie cardiovascolari”.

Come funziona il gioco
Il gioco è suddiviso in tre step. Si parte dalla scelta del personal trainer, tra sei diverse figure proposte, che accompagnerà il giocatore nel suo percorso di liberazione dal tabacco. Si prosegue con l’inserimento dei dati personali: nome, età, sesso, numero di sigarette fumate al giorno e anno in cui è stata fumata la prima. In questo modo, il gioco calcola il percorso più idoneo a ciascun fumatore. A questo punto si comincia con la “rimozione delle illusioni”, una serie di mini-game che hanno l’obiettivo di sfatare tutti i miti e le convinzioni dei fumatori sull’effetto delle sigarette. Frasi come “Le sigarette sono buone” e “Fumo per sentirmi a mio agio con gli altri” sono facilmente smentite da semplici giochi-esempio come cucinare un piatto gustoso con nicotina, cenere e mozziconi di sigarette (chi lo mangerebbe mai?) oppure tentare di rimanere al centro dell’attenzione ad una festa quando tutti si allontanano perché sentono il cattivo odore del fumo.
Ciascuno di questi mini game ha l’opzione di “salvataggio”, che consiste nell’accendersi una sigaretta (virtuale ma anche reale se si vuole) per ricaricarsi di energie.
Con l’ultimo gioco si arriva alla fase finale, “l’ultima sigaretta”: il fumatore, a questo punto, sarà consapevole che tutti i benefici che attribuiva al tabacco sono falsi e sarà ben lieto di spegnere la sua ultima sigaretta.

Il videogioco è l’evoluzione del metodo Easyway cartaceo
Il videogioco è l’evoluzione del celebre best seller “E’ facile smettere di fumare se sai come farlo”, del britannico Allen Carr. A differenza del libro, il gioco è personalizzato, permette di misurare immediatamente i benefici ottenuti e si rivolge ad un pubblico più ampio, specie ai ragazzi che iniziano a fumare sempre prima, che trascorrono diverse ore al giorno davanti ai videogames e che, notoriamente, non sono amanti della lettura.
Si tratta di un approccio puramente psicologico, che focalizza l’attenzione delle persone sui meccanismi per cui si fuma, analizzandoli ma non in accezione negativa. In questo modo, si cerca di rimuovere la convinzione che fumare sia un vero piacere e non si ha più la sensazione di fare un sacrificio liberandosi dalle sigarette. In pratica, si libera il fumatore dalla paura di smettere. “Le tecniche tradizionali spingono a rinunciare a qualcosa” - spiega Francesca Cesati, titolare della Allen Carr’s Easyway Italia e traduttrice del bestseller dell’omonimo scrittore - “Al contrario, questo metodo si concentra sul perché si fuma, smantellando una per una tutte le motivazioni che spingono ad accendersi una sigaretta. Quando si arriva alla fine del gioco, non ci sono più valenze positive per fumare, crolla la paura di smettere e il vizio cessa. Ovviamente è necessario non impiegare un anno per finire il gioco: due giorni, al massimo tre, e ci si libera dalla schiavitù del tabacco. Giocare una volta al mese non avrebbe senso, perché ci si dimenticherebbe delle consapevolezze acquisite negli step precedenti”.

 

 

Il nuovo metodo aiuta anche i vip...


Molti i personaggi famosi che sono riusciti a smettere di fumare con l’approccio Easyway, in Italia ed all’estero. Eccone alcuni, tutti entusiasti.

"E’ stata una rivelazione capire che mi sono liberato immediatamente dalla mia dipendenza. E il non fumare è stato non solo facile ma incredibilmente piacevole.”
Sir. Anthony Hopkins (attore)

"Smettere di fumare è stato come ritrovare una strada, come ritrovare un amico (me stesso) di cui avevo perduto le tracce. Il metodo Easyway è straordinario perché ci rivela, senza violenza, la nostra fragilità e la trasforma in forza. E' un cammino di liberazione”
Sergio Castellitto (attore)

"..ed ora nessuno potrà dirmi che fumo come un turco!”
Ferzan Ozpetek (regista)

"Il suo metodo è unico: togliere la dipendenza dalle sigarette mentre si fuma!”
Richard Branson (imprenditore)

Ecco alcuni dei tanti altri VIP che hanno smesso di fumare con questo metodo:
Stefano Gabbana - di Dolce e Gabbana (stilista)
• Julie Christie
(attrice)
• Susanna York
(attrice)
• Virna Lisi
• Ashton Kutcher
• Gianluca Vialli
• Corrado Guzzanti
• Ennio Fantastichini.

 


In Italia un esercito di giovani fumatori da aiutare

In base ai dati dell’Istituto Superiore di Sanità fumano oltre 12 milioni di italiani, di cui 1 milione e 200 mila giovani tra i 15 e i 20 anni, più di 130 mila ragazzi tra i 15 e i 17 anni e il 17,9% delle donne, cioè oltre 3 milioni e mezzo.
La prima sigaretta viene accesa prima dei 15 anni, e più della metà dei fumatori ha “iniziato” tra i 15 e i 17 anni (58,2%). Tra i giovani purtroppo solo una piccola percentuale (10%) pensa di abbandonare definitivamente il vizio.
La classe con il maggior numero di fumatori è quella tra i 25 e i 44 anni, sia per gli uomini che per le donne, con percentuali rispettivamente del 36,5% e del 29,3%.

Quasi 5 milioni di persone nel mondo sono morte a causa del fumo, 1 milione e 200 mila sono in Europa i decessi attribuibili al tabacco. Il 20% di tutte le morti è attribuibile alle sigarette, dai tumori (35%), alle malattie cardiovascolari e respiratorie (56%). In Italia ogni anno si registrano circa 80 mila decessi riconducibili a questo vizio. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il tabacco uccide più dell’AIDS e della droga e nel 2015, se non si adotteranno misure efficaci di prevenzione e cura, le morti dovute al fumo saranno il 10% del totale.

Tanti provano a smettere ma è difficile riuscirvi
Sempre in base ai dati dell’Istituto Superiore di Sanità, gli ex fumatori, cioè le persone che hanno provato a smettere e ci sono riuscite, sono solo il 17,5%. Molti hanno fatto almeno un tentativo, senza però ottenere risultati soddisfacenti o duraturi, magari smettendo per una settimana, un mese o qualche anno. Tra quelli che hanno provato ad abbandonare le sigarette, l’85% lo ha fatto senza alcun tipo di supporto, il 10% aiutandosi con farmaci e meno del 2% ha avuto un supporto psicologico.
Le motivazioni per smettere di fumare sono principalmente la salute, la consapevolezza dei danni provocati dal tabacco, seguiti da gravidanza e imposizione in famiglia.
 

 

I fumatori in Italia - dati regionali

Ecco di seguito una stima del numero di fumatori sulla base dei dati nazionali Istat.

 

Regione Numero totale Fumatori Fumatori tra i 15 e i 20 anni
Italia 12.000.000 1.200.000
Lombardia 1.900.000 190.000
Piemonte 880.000 88.000
Valle D’Aosta 25.000 2.500
Trentino Alto Adige 200.000 20.000
Friuli Venezia Giulia 250.000 25.000
Veneto 960.000 96.000
Emilia Romagna 850.000 85.000
Liguria 320.000 32.000
Toscana 740.000 74.000
Umbria 170.000 17.000
Marche 310.000 31.000
Abruzzo 260.000 26.000
Lazio 1.100.000 110.000
Campania 1.200.000 120.000
Molise 65.000 6.500
Puglia 830.000 83.000
Basilicata 120.000 12.000
Calabria 415.000 41.500
Sicilia 1.000.000 100.000
Sardegna 340.000 34.000

 

 

 






 
 
 
 

  



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