Arriva
in Italia il videogioco per smettere di fumare: può funzionare perché si
basa sull’istinto e la naturalezza di un gioco, non su spiegazioni
scientifiche poco immediate. La consapevolezza degli effetti nocivi
arriva non attraverso dati clinici delle malattie che il fumo provoca:
pur valide, queste non vengono percepite a fondo dai fumatori, non
riescono ad influenzare la loro determinazione e quindi il loro
comportamento. Nel videogioco, al contrario, vi sono una serie di
semplici e divertenti esempi pratici e test personalizzati che
dimostrano come il fumo influenzi negativamente la quotidianità ed il
rapporto con le altre persone. In questo modo, d’istinto e divertendosi,
il videogiocatore può aumentare la propria determinazione e cambiare il
proprio comportamento, cioè smettere di fumare, e subito.
Il videogioco si chiama Il mio Coach di Benessere - Smetto di
Fumare con Allen Carr ed è disponibile nel nostro Paese dalla
fine del mese di novembre. Prodotto dalla multinazionale francese
Ubisoft in esclusiva per la console Nintendo DS, è particolarmente
adatto ai giovani, abituali utenti di videogiochi e contemporaneamente
“nuovi fumatori”, quindi meno dipendenti dal vizio rispetto ad altri,
cioè con più possibilità di smettere di fumare, ma anche meno
disponibili a letture noiose e attenti a spiegazioni scientifiche.
Prevede la ricostruzione della dipendenza di ciascun giocatore, la
descrizione delle trappole del tabacco che l’hanno fatto cadere nel
vizio e la preparazione di un percorso personalizzato di “liberazione”.
Presentando tutte le illusioni sul fumo, come, ad esempio, “mi libera
dallo stress” oppure “mi aiuta a concentrarmi”, che solitamente
impediscono di smettere, e attraverso verità e divertenti mini-game, il
gioco accompagna il fumatore fino a quando sarà pronto per spegnere
l’ultima sigaretta. E anche quando finalmente non si fuma più, si può
continuare ad usare il gioco per misurare i benefici ricavati da una
vita senza sigarette.
“Da un punto di vista medico questo videogioco ha il vantaggio di
influenzare l’istinto e la naturalezza, dato che si basa su aspetti
della quotidianità legati al fumo” – spiega il dottor Claudio
Cricelli, Presidente SIMG, Società Italiana dei Medici di Medicina
Generale – “si tratta quindi di una tecnica comportamentale
particolarmente adatta per i ragazzi, poco sensibili a dati clinici e
spiegazioni scientifiche ma più inclini ad assecondare comportamenti
naturali in linea con il loro modo di vivere. Più in generale poi,
qualunque strumento che rappresenti un tentativo di smettere di fumare è
sicuramente gradito. Il fumo oggi rappresenta un problema di salute
pubblica, per tutte le malattie cui è collegato, oltre ai tumori ed alle
patologie cardiovascolari”.
Come funziona il gioco
Il gioco è suddiviso in tre step. Si parte dalla scelta del personal
trainer, tra sei diverse figure proposte, che accompagnerà il giocatore
nel suo percorso di liberazione dal tabacco. Si prosegue con
l’inserimento dei dati personali: nome, età, sesso, numero di sigarette
fumate al giorno e anno in cui è stata fumata la prima. In questo modo,
il gioco calcola il percorso più idoneo a ciascun fumatore. A questo
punto si comincia con la “rimozione delle illusioni”, una serie di
mini-game che hanno l’obiettivo di sfatare tutti i miti e le convinzioni
dei fumatori sull’effetto delle sigarette. Frasi come “Le sigarette sono
buone” e “Fumo per sentirmi a mio agio con gli altri” sono facilmente
smentite da semplici giochi-esempio come cucinare un piatto gustoso con
nicotina, cenere e mozziconi di sigarette (chi lo mangerebbe mai?)
oppure tentare di rimanere al centro dell’attenzione ad una festa quando
tutti si allontanano perché sentono il cattivo odore del fumo.
Ciascuno di questi mini game ha l’opzione di “salvataggio”, che consiste
nell’accendersi una sigaretta (virtuale ma anche reale se si vuole) per
ricaricarsi di energie.
Con l’ultimo gioco si arriva alla fase finale, “l’ultima sigaretta”: il
fumatore, a questo punto, sarà consapevole che tutti i benefici che
attribuiva al tabacco sono falsi e sarà ben lieto di spegnere la sua
ultima sigaretta.
Il videogioco è l’evoluzione del metodo Easyway cartaceo
Il videogioco è l’evoluzione del celebre best seller “E’ facile smettere
di fumare se sai come farlo”, del britannico Allen Carr. A
differenza del libro, il gioco è personalizzato, permette di misurare
immediatamente i benefici ottenuti e si rivolge ad un pubblico più
ampio, specie ai ragazzi che iniziano a fumare sempre prima, che
trascorrono diverse ore al giorno davanti ai videogames e che,
notoriamente, non sono amanti della lettura.
Si tratta di un approccio puramente psicologico, che focalizza
l’attenzione delle persone sui meccanismi per cui si fuma, analizzandoli
ma non in accezione negativa. In questo modo, si cerca di rimuovere la
convinzione che fumare sia un vero piacere e non si ha più la sensazione
di fare un sacrificio liberandosi dalle sigarette. In pratica, si libera
il fumatore dalla paura di smettere. “Le tecniche tradizionali
spingono a rinunciare a qualcosa” - spiega Francesca Cesati,
titolare della Allen Carr’s Easyway Italia e traduttrice del bestseller
dell’omonimo scrittore - “Al contrario, questo metodo si concentra
sul perché si fuma, smantellando una per una tutte le motivazioni che
spingono ad accendersi una sigaretta. Quando si arriva alla fine del
gioco, non ci sono più valenze positive per fumare, crolla la paura di
smettere e il vizio cessa. Ovviamente è necessario non impiegare un anno
per finire il gioco: due giorni, al massimo tre, e ci si libera dalla
schiavitù del tabacco. Giocare una volta al mese non avrebbe senso,
perché ci si dimenticherebbe delle consapevolezze acquisite negli step
precedenti”.
Il nuovo metodo aiuta
anche i vip...
Molti i personaggi famosi che sono riusciti a smettere di fumare con
l’approccio Easyway, in Italia ed all’estero. Eccone alcuni, tutti
entusiasti.
"E’ stata una rivelazione capire che mi sono liberato immediatamente
dalla mia dipendenza. E il non fumare è stato non solo facile ma
incredibilmente piacevole.”
Sir. Anthony Hopkins (attore)
"Smettere di fumare è stato come ritrovare una strada, come ritrovare
un amico (me stesso) di cui avevo perduto le tracce. Il metodo Easyway è
straordinario perché ci rivela, senza violenza, la nostra fragilità e la
trasforma in forza. E' un cammino di liberazione”
Sergio Castellitto (attore)
"..ed ora nessuno potrà dirmi che fumo come un turco!”
Ferzan Ozpetek (regista)
"Il suo metodo è unico: togliere la dipendenza dalle sigarette mentre
si fuma!”
Richard Branson (imprenditore)
Ecco alcuni dei tanti altri VIP che hanno smesso di fumare con questo
metodo:
• Stefano Gabbana - di Dolce e Gabbana (stilista)
• Julie Christie (attrice)
• Susanna York (attrice)
• Virna Lisi
• Ashton Kutcher
• Gianluca Vialli
• Corrado Guzzanti
• Ennio Fantastichini.
In Italia un esercito di giovani fumatori da aiutare
In base ai dati dell’Istituto Superiore di Sanità fumano oltre 12
milioni di italiani, di cui 1 milione e 200 mila giovani tra i 15 e i 20
anni, più di 130 mila ragazzi tra i 15 e i 17 anni e il 17,9% delle
donne, cioè oltre 3 milioni e mezzo.
La prima sigaretta viene accesa prima dei 15 anni, e più della metà dei
fumatori ha “iniziato” tra i 15 e i 17 anni (58,2%). Tra i giovani
purtroppo solo una piccola percentuale (10%) pensa di abbandonare
definitivamente il vizio.
La classe con il maggior numero di fumatori è quella tra i 25 e i 44
anni, sia per gli uomini che per le donne, con percentuali
rispettivamente del 36,5% e del 29,3%.
Quasi 5 milioni di persone nel mondo sono morte a causa del fumo, 1
milione e 200 mila sono in Europa i decessi attribuibili al tabacco. Il
20% di tutte le morti è attribuibile alle sigarette, dai tumori (35%),
alle malattie cardiovascolari e respiratorie (56%). In Italia ogni anno
si registrano circa 80 mila decessi riconducibili a questo vizio.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il tabacco uccide più
dell’AIDS e della droga e nel 2015, se non si adotteranno misure
efficaci di prevenzione e cura, le morti dovute al fumo saranno il 10%
del totale.
Tanti provano a smettere ma è difficile riuscirvi
Sempre in base ai dati dell’Istituto Superiore di Sanità, gli ex
fumatori, cioè le persone che hanno provato a smettere e ci sono
riuscite, sono solo il 17,5%. Molti hanno fatto almeno un tentativo,
senza però ottenere risultati soddisfacenti o duraturi, magari smettendo
per una settimana, un mese o qualche anno. Tra quelli che hanno provato
ad abbandonare le sigarette, l’85% lo ha fatto senza alcun tipo di
supporto, il 10% aiutandosi con farmaci e meno del 2% ha avuto un
supporto psicologico.
Le motivazioni per smettere di fumare sono principalmente la salute, la
consapevolezza dei danni provocati dal tabacco, seguiti da gravidanza e
imposizione in famiglia.
I fumatori in Italia -
dati regionali
Ecco di seguito una stima del numero di fumatori sulla base dei dati
nazionali Istat.
| Regione
|
Numero totale
Fumatori |
Fumatori tra i
15 e i 20 anni |
| Italia |
12.000.000
|
1.200.000 |
| Lombardia |
1.900.000
|
190.000 |
| Piemonte |
880.000
|
88.000 |
| Valle D’Aosta |
25.000
|
2.500 |
| Trentino Alto Adige |
200.000
|
20.000 |
| Friuli Venezia Giulia |
250.000
|
25.000 |
| Veneto |
960.000
|
96.000 |
| Emilia Romagna |
850.000
|
85.000 |
| Liguria |
320.000
|
32.000 |
| Toscana |
740.000
|
74.000 |
| Umbria |
170.000
|
17.000 |
| Marche |
310.000
|
31.000 |
| Abruzzo |
260.000
|
26.000 |
| Lazio |
1.100.000
|
110.000 |
| Campania |
1.200.000
|
120.000 |
| Molise |
65.000
|
6.500 |
| Puglia |
830.000
|
83.000 |
| Basilicata |
120.000
|
12.000 |
| Calabria |
415.000
|
41.500 |
| Sicilia |
1.000.000
|
100.000 |
| Sardegna |
340.000
|
34.000 |