Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 03/12/2008

 

Il ruolo dell'oculista nella chirurgia estetica


Gli occhi assumono sempre maggiore importanza nell'equilibrio di un viso e il chirurgo oculoplastico diventa il custode di un volto giovane. L'invito a riconsiderare il ruolo dell'oculista, per quanto super specializzato, arriva direttamente dagli Stati Uniti dove la disciplina della chirurgia oculoplastica è affermata da tempo. Questa nuova tendenza è emersa dal meeting annuale dell'American Academy of Ophthalmology (AAO), che si è svolto dall'8 all'11 novembre ad Atlanta (Georgia, Stati Uniti), ed è stata confermata anche dal recente congresso dell'American Society of Ophthalmic Plastic and Reconstructive Surgery (Asoprs). «Se parliamo della regione peri-oculare, l'oculista è l'esperto di riferimento sia per la chirurgia estetica, sia per la medicina estetica», osserva Francesco Bernardini, chirurgo oculoplastico di Genova che ha partecipato all'ultimo meeting dell'Aao in qualità di docente. Ha infatti insegnato tecniche chirurgiche a tre corsi di chirurgia orbito palpebrale, incluso un corso specifico sulla blefaroplastica, ed è stato insignito dell'Achievement Award, premio "intermedio" alla carriera che viene conferito dall'AAO a coloro che partecipano in modo attivo nel tempo ai lavori dell'accademia.


«Come emerso dai meeting dell'AAO e dell'Asoprs, la naturale evoluzione del chirurgo oculoplastico è quella di avere anche un'eccellenza in tutta la chirurgia e tutta la medicina estetica che riguarda il viso». Continua Bernardini: «Questo è sicuramente uno stimolo all'oculista tradizionale che è abituato a considerare solo l'occhio al suo interno. Affrontando, per esempio, cataratta, glaucoma e cristallino, si arriva però a trascurare tutto ciò che sta intorno all'occhio, e che di fatto costituisce una cabina di regia permettendo all'occhio stesso di muoversi e di trasmettere gli stimoli visivi al cervello».


Secondo il chirurgo oculoplastico genovese, il confronto con gli esperti d'oltreoceano avuto proprio in occasione del meeting dell'AAO rappresenta «un'occasione per gli oculisti italiani per ricominciare a trattare patologie e condizioni di interesse prettamente oculistico come l'esoftalmo tiroideo, le ostruzioni delle vie lacrimali e la chirurgia funzionale delle palpebre». Gli occhi non sono solo i "custodi dell'anima", ma possono diventare anche lo specchio di una persona. «Attraverso di loro è possibile scoprire patologie e disfunzioni, come nel caso dell'ipertiroidismo che può provocare retrazione palpebrale, ma anche avere un volto sempre fresco e giovane».
 

 

 






 
 
 
 

  



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