Gli
occhi assumono sempre maggiore importanza nell'equilibrio di un viso e
il chirurgo oculoplastico diventa il custode di un volto giovane.
L'invito a riconsiderare il ruolo dell'oculista, per quanto super
specializzato, arriva direttamente dagli Stati Uniti dove la disciplina
della chirurgia oculoplastica è affermata da tempo. Questa nuova
tendenza è emersa dal meeting annuale dell'American Academy of
Ophthalmology (AAO), che si è svolto dall'8 all'11 novembre ad Atlanta
(Georgia, Stati Uniti), ed è stata confermata anche dal recente
congresso dell'American Society of Ophthalmic Plastic and Reconstructive
Surgery (Asoprs). «Se parliamo della regione peri-oculare, l'oculista
è l'esperto di riferimento sia per la chirurgia estetica, sia per la
medicina estetica», osserva Francesco Bernardini, chirurgo
oculoplastico di Genova che ha partecipato all'ultimo meeting dell'Aao
in qualità di docente. Ha infatti insegnato tecniche chirurgiche a tre
corsi di chirurgia orbito palpebrale, incluso un corso specifico sulla
blefaroplastica, ed è stato insignito dell'Achievement Award, premio
"intermedio" alla carriera che viene conferito dall'AAO a coloro che
partecipano in modo attivo nel tempo ai lavori dell'accademia.
«Come emerso dai meeting dell'AAO e dell'Asoprs, la naturale
evoluzione del chirurgo oculoplastico è quella di avere anche
un'eccellenza in tutta la chirurgia e tutta la medicina estetica che
riguarda il viso». Continua Bernardini: «Questo è sicuramente uno
stimolo all'oculista tradizionale che è abituato a considerare solo
l'occhio al suo interno. Affrontando, per esempio, cataratta, glaucoma e
cristallino, si arriva però a trascurare tutto ciò che sta intorno
all'occhio, e che di fatto costituisce una cabina di regia permettendo
all'occhio stesso di muoversi e di trasmettere gli stimoli visivi al
cervello».
Secondo il chirurgo oculoplastico genovese, il confronto con gli esperti
d'oltreoceano avuto proprio in occasione del meeting dell'AAO
rappresenta «un'occasione per gli oculisti italiani per ricominciare
a trattare patologie e condizioni di interesse prettamente oculistico
come l'esoftalmo tiroideo, le ostruzioni delle vie lacrimali e la
chirurgia funzionale delle palpebre». Gli occhi non sono solo i
"custodi dell'anima", ma possono diventare anche lo specchio di una
persona. «Attraverso di loro è possibile scoprire patologie e
disfunzioni, come nel caso dell'ipertiroidismo che può provocare
retrazione palpebrale, ma anche avere un volto sempre fresco e giovane».