Cell Therapeutics, Inc.
(CTI) (NASDAQ e MTA: CTIC) ha annunciato oggi che la Food and Drug
Administration (FDA) statunitense ha ammesso alla procedura di
revisione, concedendo la “priority review”, la domanda di registrazione
supplementare (supplemental Biologics License Application-sBLA) per
l’impiego di Zevalin® ([90Y]-ibritumomab tiuxetan) come terapia di
consolidamento nei pazienti, affetti da linfoma non-Hodgkin follicolare,
che hanno risposto al trattamento di prima linea. La FDA concede la
priority review ai trattamenti destinati ad importanti esigenze mediche
non soddisfatte. Nell’ambito del Prescription Drug User Fee Act (PDUFA),
la FDA ha stabilito la data del 2 aprile 2009 come termine per la
decisione relativa all’approvazione della sBLA per Zevalin. Se la sBLA
fosse approvata, Zevalin sarebbe l’unico farmaco radioimmunoterapico
utilizzato negli Stati Uniti come terapia di consolidamento in prima
linea. Stimiamo che sarebbero circa 18.000 i pazienti, che attualmente
ricevono il trattamento di prima linea, potenzialmente candidabili al
trattamento con Zevalin secondo l’estensione dell’indicazione d’uso da
noi richiesta.
Il 26 novembre 2008 CTI e Spectrum Pharmaceuticals, Inc. hanno stipulato
un accordo volto alla costituzione di una joint-venture al 50%, RIT
Oncology, LLC, per commercializzare e sviluppare Zevalin negli Stati
Uniti, e si prevede che l’operazione sia completata ai primi di dicembre
2008. CTI ha inizialmente acquisito da Biogen Idec, nel dicembre 2007, i
diritti per la commercializzazione di Zevalin negli Stati Uniti. CTI ha
ottenuto l’accesso ai dati dello studio First-line Indolent Trial (FIT)
attraverso un accordo stipulato con Bayer Schering Pharma AG, Germania,
che ha già utilizzato questi dati per ottenere l’approvazione di Zevalin
come terapia di consolidamento in prima linea in Europa.
“Siamo lieti di vedere come la FDA, concedendo la priority review,
riconosca che l’impiego di Zevalin come terapia di consolidamento in
prima linea potrebbe rappresentare un’importante alternativa di
trattamento per i pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin follicolare a
cellule B” ha detto James A. Bianco, CEO di Cell Therapeutics.
“Oltre ad abbreviare i tempi della procedura di revisione da parte della
FDA da 10 a 6 mesi, consentirebbe ai medici di poter presto
somministrare questo farmaco ai pazienti che potrebbero trarne
beneficio. Se la sBLA fosse approvata, sarebbe inoltre anticipata di 4
mesi la tempistica da noi prevista per il lancio commerciale del farmaco
nell’indicazione di prima linea, che dovrebbe comportare un incremento
significativo dei ricavi previsti nel 2009”.
Zevalin è attualmente approvato negli Stati Uniti per il trattamento dei
pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin (NHL) recidivato o refrattario
di basso grado o follicolare a cellule B, inclusi i pazienti con NHL
follicolare refrattario al rituximab. Zevalin è inoltre indicato, in
approvazione accelerata, per il trattamento del NHL di basso grado e
follicolare, recidivato o refrattario, mai trattato con rituximab, sulla
base di studi con endpoint di risposta globale, un endpoint surrogato
per la sopravvivenza libera da progressione.
Terapia di consolidamento in prima linea
La terapia di consolidamento rappresenta un trattamento effettuato dopo
la terapia di induzione iniziale ed ha lo scopo di migliorare la qualità
della risposta del paziente, diminuendo ulteriormente il numero delle
cellule tumorali e con l’obiettivo di conseguire la remissione completa.
Studio clinico di fase III FIT (First-line Indolent Trial)
Lo studio clinico multinazionale, randomizzato, di fase III, denominato
FIT (First-line Indolent Trial), ha valutato l’efficacia e la
tollerabilità di un’unica infusione di Zevalin in 414 pazienti affetti
da linfoma follicolare con antigene CD20 positivo, che avevano
conseguito una remissione parziale o completa dopo il trattamento
chemioterapico standard di prima linea. I risultati dello studio FIT
sono stati presentati in una relazione orale e in tre poster in
occasione della conferenza dell’American Society of Hematology tenutasi
nel dicembre 2007. Lo studio FIT ha dimostrato che, quando impiegato
come terapia di consolidamento di prima linea nei pazienti affetti da
linfoma follicolare, Zevalin ha migliorato significativamente il tempo
mediano di sopravvivenza libera da progressione da 13 mesi (braccio di
controllo) a 37 mesi (gruppo trattato con Zevalin) (p<0,0001).
I principali sperimentatori dello studio hanno concluso che l’impiego di
Zevalin, come terapia di consolidamento della prima remissione del
linfoma follicolare di stadio avanzato, risulta essere notevolmente
efficace e determina un tasso di risposta completa totale (CR + CRu)
dell’87% con un prolungamento della sopravvivenza libera da progressione
media di circa due anni e con un profilo di tossicità comparabile a
quello osservato con l’impiego di Zevalin nelle indicazioni approvate.
Nei pazienti trattati con Zevalin sono stati osservati effetti
collaterali di tipo ematologico di grado 3 o 4 reversibili, incluse
neutropenia nel 67% dei pazienti, trombocitopenia nel 61% e anemia nel
3%. Le tossicità di tipo non ematologico sono state di grado 3 pari al
24%, di grado 4 pari al 5% ed infezioni di grado 3/4 pari all’8%.
Zevalin®
Zevalin® (Ibritumomab Tiuxetan) appartiene alla categoria di trattamenti
antitumorali nota come radio immunoterapia ed è indicato come parte del
regime terapeutico Zevalin per il trattamento dei pazienti affetti da
linfoma non-Hodgkin (NHL) recidivato o refrattario di basso grado o
follicolare a cellule B, inclusi i pazienti con NHL follicolare
refrattario al rituximab. Zevalin è inoltre indicato, in approvazione
accelerata, per il trattamento del NHL di basso grado e follicolare,
recidivato o refrattario, mai trattato con rituximab, sulla base di
studi con endpoint surrogati di risposta globale. E’ stato approvato
dalla FDA in febbraio 2002 come primo agente radioimmunoterapico per il
trattamento del NHL.
Rari decessi, associati ad un complesso di sintomi da reazione ad
infusione, sono stati osservati entro 24 ore dall’infusione di rituximab
(RITUXAN). La somministrazione di Ittrio-90 Zevalin comporta grave e
prolungata citopenia nella maggior parte dei pazienti trattati. Sono
state osservate gravi reazioni cutanee e mucocutanee. Le reazioni
avverse più gravi rilevate nel trattamento terapeutico con Zevalin sono
state prevalentemente di tipo ematologico, incluse neutropenia,
trombocitopenia ed anemia. Le tossicità correlate all’infusione sono
state associate alla pre-somministrazione di rituximab. Il rischio di
tossicità ematologica è correlato al grado di coinvolgimento del midollo
osseo prima della somministrazione di Zevalin. E’ stata osservata
mielodisplasia o leucemia mieloide acuta nel 2% dei pazienti (da 8 a 34
mesi dopo il trattamento). Zevalin deve essere impiegato esclusivamente
da personale sanitario qualificato ed addestrato all’uso sicuro dei
radionuclidi.
I pazienti e gli operatori professionali possono consultare il sito
www.zevalin.com per ulteriori informazioni.
Linfoma non-Hodgkin
Il linfoma non-Hodgkin (NHL) è causato da un’abnorme proliferazione dei
globuli bianchi e normalmente si diffonde attraverso il sistema
linfatico, un sistema di vasi che drena la linfa dal corpo umano. Il NHL
può essere in generale classificato in due forme principali, NHL
aggressivo, una forma acuta della malattia a diffusione rapida, e NHL
indolente, caratterizzato da una progressione più lenta. Secondo il SEER
CanQuest Database del National Cancer Institute, nel 2004 i pazienti
affetti da NHL negli Stati Uniti erano quasi 400.000. L’American Cancer
Society stima che negli Stati Uniti 66.120 persone potrebbero ammalarsi
di NHL nel 2008, con circa 19.160 decessi.