Si svolgerà dal 27 al 29 novembre presso l’Aula Magna del
Politecnico di Torino, il XIV Congresso italiano della fibrosi
cistica, unitamente al IV Congresso nazionale della SIFC (Società
Italiana Fibrosi Cistica), un appuntamento di confronto e dialogo
destinato alle figure professionali multidisciplinari e alle istituzioni
che lavorano in questo ambito.
Principali argomenti di discussione saranno i più recenti progressi
della ricerca di base e clinica, della genetica e della biologia
molecolare e il difficile processo di transizione dall’infanzia all’età
adulta dei soggetti malati, con le relative problematiche cliniche,
psicologiche e organizzative.
Presso il Centro di riferimento regionale per la fibrosi cistica,
istituito nel 1994, sono attualmente seguiti 270 pazienti, dei quali 189
in età pediatrica, in cura presso l’Aso OIRM-Sant’Anna di Torino. Ogni
anno vengono diagnosticati circa 15 nuovi casi tra i bambini grazie al
programma di screening neonatale. Sono 81, invece, i pazienti seguiti
dalla sezione adulti del Centro (39 donne e 42 uomini), con un età media
di 38,3 anni. Circa il 46% delle diagnosi è stata effettuata in età
adulta.
“L’epidemiologia della fibrosi cistica – afferma Virginia Derose,
responsabile della sezione adulti del Centro – è profondamente
mutata. Fino a pochi decenni fa, infatti, la malattia era di pertinenza
esclusivamente pediatrica, a causa dell’esordio in età infantile e della
prognosi tipicamente infausta entro le prime due decadi di vita.
Attualmente, sia per l’evoluzione delle terapie, che hanno migliorato la
prognosi, sia per il riconoscimento di forme di malattia relativamente
lievi ad esordio in età più avanzata, la fibrosi riguarda un numero
sempre più elevato di adulti e adolescenti”.
Nel corso degli anni si è sviluppato in Piemonte un percorso di
prevenzione, diagnosi e cura sempre più efficiente, grazie soprattutto
all’introduzione dello screening neonatale, che ha consentito
l’abbassamento dell’età della diagnosi, effettuata normalmente entro il
3° mese di vita e l’introduzione della terapia domiciliare, che ha
permesso una netta riduzione dei giorni di ricovero programmato per i
cicli di terapia antibiotica endovenosa (600 fino al 31 ottobre 2008).
“Gli interventi domiciliari, – dichiara Elisabetta Bignamini,
responsabile della sezione pediatrica del centro – che prevedono la
somministrazione di antibiotici in 3-5 dosi suddivise, sono eseguiti da
personale sanitario, con la conseguente riduzione del carico
assistenziale da parte dei familiari. L’attenzione rivolta ai pazienti
con patologia cronica, sviluppata attraverso la collaborazione tra
l’Assessorato alla tutela della salute e sanità, gli operatori dei
centri di riferimento e le associazioni dei pazienti ha permesso
l’applicazione di questo modello a rete, ottimizzando la gestione delle
risorse sanitarie e migliorando la qualità della vita dei pazienti
stessi”.”
Il programma del Congresso, a cui parteciperà anche l’assessore
regionale alla tutela della salute e sanità, Eleonora Artesio, è
scaricabile all’indirizzo www.sifc.it .