Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 27/11/2008

 

Bambini non-udenti partecipano allo Zecchino D'Oro


Musica e sordità. Un binomio che non è più impossibile grazie a Cochlear e all’impianto cocleare, noto anche come orecchio bionico. Anche quest’anno, infatti, 5 bimbi nati sordi, dai 6 ai 12 anni, ma impiantati con l’impianto cocleare potranno partecipare alla trasmissione dello Zecchino d’Oro che andrà in onda dal Teatro Antoniano di Bologna dal 27 novembre. Si ripete con successo la partecipazione di piccoli spettatori che nonostante la loro sordità profonda, sono integrati perfettamente nel contesto sociale grazie alla tecnologia e all’ingegneria che hanno reso possibile la realizzazione dell’impianto cocleare, l’unico dispositivo elettromedicale in grado di restituire uno dei 5 sensi mancanti.

L’edizione del 2008 della storica e meravigliosa gara canora per bimbi, ha rischiato anche di avere fra i minicantanti, uno dei bimbi impiantati con l’orecchio bionico che, non ha superato l’ammissione per poco.

Ricordiamo che l’Antoniano di Bologna è il primo studio televisivo, e forse uno dei pochi in Italia, ad avere un moderno impianto di magnetizzazione, donato da Cochlear Italia. Questa procedura che nell’Europa del Nord è attiva in tutti gli edifici pubblici, dai teatri alle banche agli uffici postali, permette di far distinguere al protesizzato i vari suoni e quindi la musica e il canto dei bimbi che altrimenti si mischierebbero con i rumori ambientali o altri suoni di sottofondo. In pratica il campo magnetico che si crea agisce come gli auricolari che indossano i cantanti quando cantano dal vivo e hanno bisogno di sentire la musica che li accompagna.

I 5 bimbi, spettatori entusiasti, che non hanno invece bisogno della magnetizzazione perché all’interno dell’orecchio bionico hanno già la funzione di selezione e direzione dei suoni, provengono da: Basiglio (MI), Bologna, San Giorgio in Bosco (Pd), Malborghetto di Boara (Fe) e Botteghino di Zocca (Bo).

Sono nati sordi, ma hanno avuto la fortuna che i loro genitori o i medici riconoscessero il loro handicap in tempi brevi e potessero così essere impiantati per iniziare già in tenerissima età a sviluppare il linguaggio invece di crescere e rimanere audiolesi, con gravi difficoltà di parola. Invece sentono benissimo grazie ad un intervento di impianto cocleare di Cochlear, l’azienda australiana che lo ha realizzato negli anni ‘80 , noto anche come “orecchio bionico”*.

L’impianto che è interamente passato dal sistema sanitario nazionale, è stato impiantato ai giovani spettatori dello Zecchino d’Oro in vari ospedali italiani, attrezzati anche con un centro di logopedia, fra cui l’Ospedale di Ferrara, quello di Verona, Padova e Treviso.

I numeri della sordità profonda sono ancora molto alti: ogni 1000 bambini nati, 2 soffrono di sordità acuta. Il che comporta che ogni anno circa 7000/8000 bambini necessitano di sostegno scolastico, con conseguenze immaginabili per la spesa pubblica.

Ma forse non tutti sanno che nel nostro paese circa il 10% della popolazione è affetto da disturbi più o meno gravi dell’udito (quasi 6 milioni di persone!) e che la maggior parte ha necessità di utilizzare delle protesi.

Qui di seguito le storie, autorizzate dai genitori, dei bambini che andranno allo Zecchino d’Oro il 27 e il 28 novembre.

1) Filippo ha 12 anni, vive a Basiglio (MI) e frequenta la seconda media dove sta studiando anche l’inglese e lo spagnolo. Filippo è molto bravo a scuola, ma non solo, è un piccolo campione di equitazione, oltre che uno spericolato pilota di go –kart. Usa sempre il suo impianto con il quale può ascoltare la musica con l’i-pod.

“Abbiamo cercato di far crescere Filippo come un qualsiasi bambino che ha la fortuna di nascere senza handicap – racconta la mamma Manuelae credo che ci siamo riusciti, nonostante un inizio un po’ problematico del riconoscimento della sua sordità.” Filippo (operato a Verona dal Prof. Colletti) che è anche il leader della sua classe, ha recentemente cambiato il modello del suo impianto cocleare, ormai vecchio, con il nuovo modello del Freedom di Cochlear che ha un microfono direzionale molto sensibile. Per nulla timido, lo ha scelto azzurro perché “è un colore di moda”.

2) Lisa è una bella bambina di 9 anni, nata a San Giorgio in Bosco (PD) dove frequenta con passione la 4^elementare. Nata prematura, figlia unica, e da una famiglia sana, Lisa ha iniziato a far insospettire i suoi genitori che qualcosa non andava, all’età di 18 mesi. Purtroppo la diagnosi è stata: sordità neurosensoriale bilaterale, con malformazione di una coclea. Per i genitori che non sapevano nulla di sordità, è stato il crollo del loro mondo. Si sono rivolti all’Ospedale di Padova, al centro diretto dal prof. Babighian e lì hanno trovato conforto e sostegno, oltreché una equipe pronta a risolvere l’handicap. Lisa è stata operata a due anni e mezzo e, dopo 6 mesi, ha iniziato – finalmente – a pronunciare le sue prime parole. Ora, come dice mamma Antonella, se la cava bene anche con il canto e per questo non vede l’ora di andare allo Zecchino d’Oro in attesa di partecipare lei stessa come cantante nel prossimo futuro. Da grande Lisa vuol fare la maestra. Per ora è molto contenta di aver cambiato il suo impianto cocleare con quello di ultima generazione, che ha il microfono direzionale dietro l’orecchio, al punto che ha chiesto alla mamma una pettinatura speciale perché non si vergogna affatto di mostrare che lei è dotata di “orecchio bionico”

3) Giulia abita a Malborghetto di Boara (Fe) con la mamma e il papà ed ha 7 anni. Già al terzo giorno di vita, all’Ospedale di Ferrara, le fu diagnosticata la sordità totale, grazie allo screening neonatale attivo all’Ospedale. Dopo un primo periodo di protesizzazione, i genitori di Giulia hanno deciso per l’intervento e l’impianto cocleare quando la bambina aveva un anno e mezzo (realizzato a Ferrara dal Prof. Martini). Ora Giulia risponde al telefono, canta a squarciagola e con grande intonazione l’Inno di Mameli, va in piscina e sa di essere una bambina speciale e porta con orgoglio il suo impianto cocleare.

4) Matilde vive a Bologna ed è la più piccola del gruppo: ha solo 6 anni, ma anche lei va già a scuola ed ha un carattere solare, mentre da piccolina era piuttosto chiusa. Matilde, che è stata operata a Ferrara dal prof. Martini, grazie all’impianto cocleare messo a due anni è diventata una gran chiacchierona, grazie anche ad un trattamento logopedico eccezionale. Piscina e danza classica sono la sua passione. La prima parola che ha pronunciato – ricorda la mamma Grazia – è stata : “Apri” alla vista di una casetta in miniatura che dentro conteneva chissà quali meraviglie.

5) Francesca ha 9 anni ed è nata a Botteghino di Zocca (BO). Conosce bene l’Antoniano perché è lì che si trova la sua insegnante di logopedia. Bravissima in matematica, gioca a basket e studia l’inglese. A 13 mesi è arrivata la diagnosi di sordità bilaterale profonda. Francesca è stata operata a Treviso dal prof. Arslan ed è stata seguita con grande attenzione e calore umano da una equipe eccezionale – desidera sottolineare la mamma di Francesca - I ricordi sono tanti. Uno di questi è il sorriso di Francesca quando le è stato attivato l’impianto cocleare e la prima parola pronunciata da lei, a due anni e mezzo: “Bubu”, alla vista della cagnolina che le era stata appena regalata. E anche se femmina, Bubu è il nome che è rimasto al cucciolo. “Non bisogna perdersi d’animo – dice la mamma – anche se il percorso non è sempre facile, né per i genitori, né soprattutto per i bambini, che vanno alla conquista del loro udito e dell’oralità, condizione indispensabile nello sviluppo dei bambini di oggi.”
 

 

 






 
 
 
 

  



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