In
Italia non esiste uno standard comune tra frequenze video Tv e schermi
Pc. Secondo gli esperti si tratta di una lacuna rischiosa. Significa in
pratica che il 10 per cento dei 400 mila pazienti epilettici registrati
ad oggi in Italia potrebbero incorrere in crisi gravi ed inaspettate. E’
questo il tema principale del primo Workshop Internazionale “The
visually-induced seizures Marie Curie workshop: standardization of
diagnostic measures and prevention of seizures” in programma a Roma
dal 27 al 28 Novembre presso l’Istituto Nazionale di Studi Romani
Piazza dei Cavalieri di Malta, 2.
“Uno dei principali obiettivi del nostro incontro – dichiara la
Professoressa Carla Buttinelli, del Dipartimento di Scienze
Neurologiche, Policlinico Umberto I, Roma ed organizzatrice dell’evento
– è quello di sensibilizzare le istituzioni nazionali alla
formulazione di nuove linee guida, sul modello di quelle Inglesi, dove
il problema è stato affrontato tempestivamente e risolto con successo
alla fine degli anni 90.”
Epilessia patologia nascosta. Perché per essere identificati come
epilettici, i pazienti richiedono una diagnosi clinica specifica solo
dopo aver avuto una crisi di tipo “grande male”. Si è riscontrato,
inoltre, che circa il 10% di pazienti epilettici sono affetti anche da
sensibilità alla luce intermittente e che nella maggior parte dei casi
si tratta di bambini e adolescenti.
“Sappiamo da tempo che alcuni stimoli visivi ambientali (la luce del
sole lungo i viali alberati, il riflesso sull’acqua) possono dare avvio
a crisi epilettiche. – afferma la Professoressa Dorothée
Kasteleijn-Nolst Trenité, del Marie Curie Excellence Chair, Visual
sensitivity e co-organizzatrice del Workshop – Quello che dobbiamo
ancora studiare invece sono gli effetti dell’enorme quantità di stimoli
visivi di tutti i tipi di schermi che ormai ci circondano. La presenza
costante ed a volte contemporanea di emissioni non standardizzate
derivanti Tv, Pc e cellulari infatti, aumentano enormemente la
probabilità di rischio di crisi, rendendole molto più difficili da
prevenire.”
Epilessia da fotosensibilità, alcuni sintomi. Gli esperti hanno
scoperto nei laboratori di elettroencefalografia, che l’epilessia
fotosensibile, non si manifesta solo come crisi di tipo “grande male”,
ma anche in forme meno eclatanti, comunque disturbanti. Tra gli esempi,
è possibile citare: assenze, movimenti involontari delle palpebre,
scosse e sensazioni di scosse alle braccia e agli zigomi, cefalea ed
emicrania ed infine disturbi visivi.
Una proposta di linee guida condivise tra tutti i soggetti
interessati: medici, tv, produttori di hardware/software. Se la
priorità in assoluto è quella di informare sull’esistenza della
fotosensibilità, sui suoi fattori scatenanti e su quali strategie è
possibile adottare per evitare tali crisi, quello che gli esperti
auspicano e propongono è un ampio confronto tra pazienti, famiglie ed
esperti, sia in ambito sanitario che in ambito tecnologico. Per questa
particolare patologia infatti l’idea del “prevenire” coinvolge aree
diverse e lontane tra di loro quali ad esempio: i produttori e i
creatori di software e hardware, di programmi televisivi, designer.
Ed ecco infine Dieci semplici regole da adottare come precauzione
per evitare di incappare in gravi guai:
1. Mantenere una distanza dallo schermo pari almeno a 3 volte la
diagonale dello schermo;
2. Usare schermi con frequenza maggiore di 70 Hz;
3. Usare schermi LCD e TFT;
4. Ridurre il più possibile il contrasto dello schermo;
5. Usare quando possibile lenti scure e polarizzate;
6. Coprire un occhio in presenza di stimoli disturbanti;
7. Distogliere lo sguardo in presenza di stimoli disturbanti;
8. Evitare discoteche con luci intermittenti maggiori di 8 Hz;
9. Ridurre a non più di un’ora al giorno i tempi di gioco ai
videogames;
10. Non sottovalutare mai i segni clinici minori, come scosse,
cefalee.