Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 27/11/2008

 

Gli epilettici sono a rischio crisi per gli stimoli visivi dagli schermi


In Italia non esiste uno standard comune tra frequenze video Tv e schermi Pc. Secondo gli esperti si tratta di una lacuna rischiosa. Significa in pratica che il 10 per cento dei 400 mila pazienti epilettici registrati ad oggi in Italia potrebbero incorrere in crisi gravi ed inaspettate. E’ questo il tema principale del primo Workshop Internazionale “The visually-induced seizures Marie Curie workshop: standardization of diagnostic measures and prevention of seizures” in programma a Roma dal 27 al 28 Novembre presso l’Istituto Nazionale di Studi Romani Piazza dei Cavalieri di Malta, 2.

“Uno dei principali obiettivi del nostro incontro – dichiara la Professoressa Carla Buttinelli, del Dipartimento di Scienze Neurologiche, Policlinico Umberto I, Roma ed organizzatrice dell’evento – è quello di sensibilizzare le istituzioni nazionali alla formulazione di nuove linee guida, sul modello di quelle Inglesi, dove il problema è stato affrontato tempestivamente e risolto con successo alla fine degli anni 90.”

Epilessia patologia nascosta. Perché per essere identificati come epilettici, i pazienti richiedono una diagnosi clinica specifica solo dopo aver avuto una crisi di tipo “grande male”. Si è riscontrato, inoltre, che circa il 10% di pazienti epilettici sono affetti anche da sensibilità alla luce intermittente e che nella maggior parte dei casi si tratta di bambini e adolescenti.

“Sappiamo da tempo che alcuni stimoli visivi ambientali (la luce del sole lungo i viali alberati, il riflesso sull’acqua) possono dare avvio a crisi epilettiche. – afferma la Professoressa Dorothée Kasteleijn-Nolst Trenité, del Marie Curie Excellence Chair, Visual sensitivity e co-organizzatrice del Workshop – Quello che dobbiamo ancora studiare invece sono gli effetti dell’enorme quantità di stimoli visivi di tutti i tipi di schermi che ormai ci circondano. La presenza costante ed a volte contemporanea di emissioni non standardizzate derivanti Tv, Pc e cellulari infatti, aumentano enormemente la probabilità di rischio di crisi, rendendole molto più difficili da prevenire.”

Epilessia da fotosensibilità, alcuni sintomi. Gli esperti hanno scoperto nei laboratori di elettroencefalografia, che l’epilessia fotosensibile, non si manifesta solo come crisi di tipo “grande male”, ma anche in forme meno eclatanti, comunque disturbanti. Tra gli esempi, è possibile citare: assenze, movimenti involontari delle palpebre, scosse e sensazioni di scosse alle braccia e agli zigomi, cefalea ed emicrania ed infine disturbi visivi.

Una proposta di linee guida condivise tra tutti i soggetti interessati: medici, tv, produttori di hardware/software. Se la priorità in assoluto è quella di informare sull’esistenza della fotosensibilità, sui suoi fattori scatenanti e su quali strategie è possibile adottare per evitare tali crisi, quello che gli esperti auspicano e propongono è un ampio confronto tra pazienti, famiglie ed esperti, sia in ambito sanitario che in ambito tecnologico. Per questa particolare patologia infatti l’idea del “prevenire” coinvolge aree diverse e lontane tra di loro quali ad esempio: i produttori e i creatori di software e hardware, di programmi televisivi, designer.

Ed ecco infine Dieci semplici regole da adottare come precauzione per evitare di incappare in gravi guai:

1. Mantenere una distanza dallo schermo pari almeno a 3 volte la diagonale dello schermo;
2. Usare schermi con frequenza maggiore di 70 Hz;
3. Usare schermi LCD e TFT;
4. Ridurre il più possibile il contrasto dello schermo;
5. Usare quando possibile lenti scure e polarizzate;
6. Coprire un occhio in presenza di stimoli disturbanti;
7. Distogliere lo sguardo in presenza di stimoli disturbanti;
8. Evitare discoteche con luci intermittenti maggiori di 8 Hz;
9. Ridurre a non più di un’ora al giorno i tempi di gioco ai videogames;
10. Non sottovalutare mai i segni clinici minori, come scosse, cefalee.
 

 

 






 
 
 
 

  



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