Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 26/11/2008

 

L’attività fisica come farmaco


Il movimento e l’attività fisica non sono solo strumenti di prevenzione ma hanno effetti terapeutici per le malattie cardiovascolari, metaboliche e tumorali.
Ciò che la letteratura scientifica ha ampiamente documentato diventa ora un progetto – primo in Italia per sistematicità e numero di persone coinvolte - per inserire l’esercizio fisico nella pratica del medico di famiglia.

A proporlo è l’Azienda USL di Ferrara, in partnership con la Regione Emilia – Romagna, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara, l’Università e la Federazione dei Medici di Medicina Generale di Ferrara, con il sostegno della Fondazione Carife e di AFM Farmacie Comunali.

Il progetto, denominato “L’attività fisica come farmaco. Il movimento come strumento di prevenzione e cura” è stato presentato ieri a Roma, presso la sede dell’Associazione Civita in piazza Venezia, alla presenza del Sottosegretario al Ministero del Welfare con delega alla sanità Ferruccio Fazio.

Come ha illustrato il prof. Francesco Conconi dell’Università di Ferrara, l’iniziativa prevede che i medici di medicina generale di Ferrara e provincia “prescrivano” attività motoria a soggetti diabetici e ipertesi.

Nei prossimi 3 mesi è previsto l’arruolamento di 7.500 diabetici e 2.500 ipertesi, e in un secondo momento di 1.000 anziani “fragili”: in totale 11.000 persone a rischio individuate tra la popolazione sedentaria; quella con patologie sensibili all’esercizio fisico come diabete di tipo 2, obesità, dislipemie, ipertensione, sindrome metabolica, bronco pneumopatie ostruttive.

A questi pazienti, individuati dai medici di medicina generale, verrà quindi consegnata una guida teorico – pratica sull’attività motoria da svolgere, con particolare riferimento al camminare, e un contapassi per registrarla.

Ogni due mesi il medico registrerà in una specifica cartella, oltre all’attività fisica svolta registrata con il contapassi, il peso corporeo del paziente, l’indice di massa corporea, la circonferenza addominale, la pressione arteriosa sistolica e diastolica, la frequenza cardiaca a riposo, i valori ematici di colesterolo totale, LDL e HDL, trigliceridi e, nei soggetti diabetici, della glicemia di base e della emoglobina glicosilata.

I benefici attesi per gli arruolati nel nuovo “stile di vita”, che seguiranno il programma per un anno sono la riduzione di tutti gli indicatori sopra elencati e l’aumento del colesterolo “buono” HDL,
oltre a una generale e progressiva riduzione del rischio di contrarre malattie cardiovascolari e da inattività.

Per la sanità pubblica, è, invece, prevista una consistente riduzione della spesa in farmaci e in altre spese sanitarie, miglioramenti clinici ed economici, che si basano sui risultati ottenuti da ricercatori statunitensi su 179 diabetici di Tipo 2: i pazienti che percorrevano camminando 5 chilometri al giorno hanno ottenuto una riduzione della spesa annuale pro capite di 550 dollari per i farmaci e di 700 dollari per altre spese sanitarie.

“A Ferrara –ha sottolineato il direttore dell’Azienda USL Fosco Foglietta- quanto è noto in letteratura scientifica è diventato un reale, concreto piano d’intervento per migliorare il profilo di salute della popolazione con un obiettivo preciso: trovarci fra un anno a discutere assieme di risultati concreti. Con questo progetto, l’attività fisica viene prescritta come una vera e propria prestazione sanitaria, diventando un pezzo dell’offerta del sistema sanitario."

L’assessore alle Politiche della Salute della Regione Emilia – Romagna Giovanni Bissoni ha sottolineato il sostegno dato fin dall’inizio alla realizzazione di questa iniziativa, che per la prima volta considera l’esercizio fisico non più solo come uno strumento di prevenzione ma come una vera e propria cura, al pari del farmaco.

Il progetto ha suscitato l’interesse del Ministero del Welfare, che ha manifestato l’intenzione di monitorare l’andamento dell’iniziativa, con l’obiettivo di renderlo un modello replicabile in altre realtà territoriali.

Alla presentazione del progetto erano inoltre presenti Adolfo Panfili, delegato del sindaco di Roma Gianni Alemanno per i rapporti con le USL, Angelo Pucci in rappresentanza della Fondazione Carife che a cofinanziato l’iniziativa, Francesco Schito vicepresidente nazionale di Assofarm.

I primi dati sull’andamento del progetto saranno disponibili a giugno del prossimo anno, mentre per l’analisi completa dei risultati bisognerà attendere giugno 2010.
 

 

 






 
 
 
 

  



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati