Il movimento e l’attività fisica non sono solo strumenti di prevenzione
ma hanno effetti terapeutici per le malattie cardiovascolari,
metaboliche e tumorali.
Ciò che la letteratura scientifica ha ampiamente documentato diventa ora
un progetto – primo in Italia per sistematicità e numero di persone
coinvolte - per inserire l’esercizio fisico nella pratica del medico di
famiglia.
A proporlo è l’Azienda USL di Ferrara, in partnership con la Regione
Emilia – Romagna, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara,
l’Università e la Federazione dei Medici di Medicina Generale di
Ferrara, con il sostegno della Fondazione Carife e di AFM Farmacie
Comunali.
Il progetto, denominato “L’attività fisica come farmaco. Il movimento
come strumento di prevenzione e cura” è stato presentato ieri a Roma,
presso la sede dell’Associazione Civita in piazza Venezia, alla presenza
del Sottosegretario al Ministero del Welfare con delega alla sanità
Ferruccio Fazio.
Come ha illustrato il prof. Francesco Conconi dell’Università di
Ferrara, l’iniziativa prevede che i medici di medicina generale di
Ferrara e provincia “prescrivano” attività motoria a soggetti diabetici
e ipertesi.
Nei prossimi 3 mesi è previsto l’arruolamento di 7.500 diabetici e 2.500
ipertesi, e in un secondo momento di 1.000 anziani “fragili”: in totale
11.000 persone a rischio individuate tra la popolazione sedentaria;
quella con patologie sensibili all’esercizio fisico come diabete di tipo
2, obesità, dislipemie, ipertensione, sindrome metabolica, bronco
pneumopatie ostruttive.
A questi pazienti, individuati dai medici di medicina generale, verrà
quindi consegnata una guida teorico – pratica sull’attività motoria da
svolgere, con particolare riferimento al camminare, e un contapassi per
registrarla.
Ogni due mesi il medico registrerà in una specifica cartella, oltre
all’attività fisica svolta registrata con il contapassi, il peso
corporeo del paziente, l’indice di massa corporea, la circonferenza
addominale, la pressione arteriosa sistolica e diastolica, la frequenza
cardiaca a riposo, i valori ematici di colesterolo totale, LDL e HDL,
trigliceridi e, nei soggetti diabetici, della glicemia di base e della
emoglobina glicosilata.
I benefici attesi per gli arruolati nel nuovo “stile di vita”, che
seguiranno il programma per un anno sono la riduzione di tutti gli
indicatori sopra elencati e l’aumento del colesterolo “buono” HDL,
oltre a una generale e progressiva riduzione del rischio di contrarre
malattie cardiovascolari e da inattività.
Per la sanità pubblica, è, invece, prevista una consistente riduzione
della spesa in farmaci e in altre spese sanitarie, miglioramenti clinici
ed economici, che si basano sui risultati ottenuti da ricercatori
statunitensi su 179 diabetici di Tipo 2: i pazienti che percorrevano
camminando 5 chilometri al giorno hanno ottenuto una riduzione della
spesa annuale pro capite di 550 dollari per i farmaci e di 700 dollari
per altre spese sanitarie.
“A Ferrara –ha sottolineato il direttore dell’Azienda USL
Fosco Foglietta- quanto è noto in letteratura scientifica è
diventato un reale, concreto piano d’intervento per migliorare il
profilo di salute della popolazione con un obiettivo preciso: trovarci
fra un anno a discutere assieme di risultati concreti. Con questo
progetto, l’attività fisica viene prescritta come una vera e propria
prestazione sanitaria, diventando un pezzo dell’offerta del sistema
sanitario."
L’assessore alle Politiche della Salute della Regione Emilia – Romagna
Giovanni Bissoni ha sottolineato il sostegno dato fin dall’inizio
alla realizzazione di questa iniziativa, che per la prima volta
considera l’esercizio fisico non più solo come uno strumento di
prevenzione ma come una vera e propria cura, al pari del farmaco.
Il progetto ha suscitato l’interesse del Ministero del Welfare, che ha
manifestato l’intenzione di monitorare l’andamento dell’iniziativa, con
l’obiettivo di renderlo un modello replicabile in altre realtà
territoriali.
Alla presentazione del progetto erano inoltre presenti Adolfo Panfili,
delegato del sindaco di Roma Gianni Alemanno per i rapporti con
le USL, Angelo Pucci in rappresentanza della Fondazione Carife
che a cofinanziato l’iniziativa, Francesco Schito vicepresidente
nazionale di Assofarm.
I primi dati sull’andamento del progetto saranno disponibili a giugno
del prossimo anno, mentre per l’analisi completa dei risultati bisognerà
attendere giugno 2010.