Il Fondo per la Ricerca sulla Distrofia Muscolare di Duchenne, affiliato
all'Associazione La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, ha avviato un
campagna di raccolta fondi a supporto della seconda fase del "Progetto
Uomo", volto a determinare l'efficacia e la "safety" del trapianto di
cellule staminali autologhe, cioè provenienti dallo stesso soggetto.
Nella prima fase ad otto bambini era stato prelevato un pezzetto del
muscolo tibiale anteriore per recuperare le cellule staminali. In
laboratorio queste erano state purificate, selezionate e moltiplicate e
quindi reintrodotte con successo in un muscolo della mano dei pazienti
stessi.
Ora si sta preparando la fase successiva, il "Progetto Uomo 2". Gli
studi sono concentrati nel cercare di far leggere il messaggio contenuto
nel DNA interrotto in modo continuo, facendo saltare il blocco di
lettura legato all'errore genetico.
Questo tipo di terapia genica, denominata exon-skipping, permette di
entrare nel nucleo delle cellule staminali e "correggere" l'errore
genetico contenuto nel DNA della cellula stessa, per poi introdurre le
cellule "corrette" all'interno dell'organismo. Questa tecnica verrà
applicata alle cellule staminali che non saranno più prelevate dal
muscolo ma direttamente dal sangue diventando, così, una risorsa quasi
inesauribile.
Questo progetto, sviluppato dai ricercatori del Policlinico di Milano,
dell'Università di Milano, del Centro Studi Dino Ferrari e dell' IRCCS
"E. Medea" - Associazione La Nostra Famiglia e diretto dal Prof.
Nereo Bresolin, è per ora l'unica sperimentazione in Italia che
prevede l'utilizzo di cellule staminali nella Distrofia Muscolare di
Duchenne.
I lavori sono ora in una fase cruciale e i finanziamenti in questo
momento permetterebbero di aggiungere al mosaico una casellina
indispensabile per trovare una soluzione a questa malattia.
Per questo motivo il Fondo DMD e La Nostra Famiglia organizzano, dal
30 novembre all'8 dicembre, "Milledicuori: le forme e i colori della
ricerca", una mostra d'arte contemporanea presso Villa Borromeo Visconti
Litta di Lainate. All'iniziativa hanno aderito 76 pittori di fama
nazionale e internazionale; all'interno della manifestazione - il 7
dicembre - è previsto un concerto Gospel-Spirituals mentre nella
giornata conclusiva - l'8 dicembre alle ore 17.00 - ci sarà la battitura
d'asta delle opere esposte.
L'iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Regione Lombardia, della
Provincia di Milano e del Comune di Lainate.
L'intero ricavato della vendita delle opere donate dagli artisti al
Fondo DMD verrà devoluto per la ricerca contro la Distrofia Muscolare di
Duchenne.
La ricerca
Le distrofie muscolari sono un gruppo eterogeneo di patologie
caratterizzate da una progressiva degenerazione del tessuto muscolare e
perdita di forza. La Distrofia Muscolare di Duchenne (DMD), in
particolare, è una patologia ereditaria dovuta all'assenza di una
proteina della membrana muscolare chiamata distrofina.
Recentemente è stata presa in considerazione l'ipotesi di approcci
sperimentali basati sull'utilizzo di cellule staminali ottenute da
tessuti adulti e non da embrioni, che siano allo stesso tempo prive di
rischi.
In questo ambito, nel 2005 si è conclusa la prima parte del "Progetto
Uomo", uno studio il cui scopo era verificare la sicurezza del trapianto
autologo di cellule staminali. Questa prima fase della sperimentazione
clinica è stata condotta su 8 bambini di età compresa fra 5 e 8 anni. Le
cellule staminali sono state ricavate da campioni bioptici del muscolo
tibiale anteriore. Una volta isolate, le cellule neuromuscolari così
ottenute sono state iniettate nel muscolo adduttore del mignolo della
mano, molto piccolo per limitare i danni in caso di problemi (nella
sperimentazione clinica vera e propria saranno infuse nel sangue).
Quindi, per valutare eventuali danni, è stata eseguita la risonanza
magnetica, poi ripetuta ogni 2 mesi, con responso sempre negativo per
processi degenerativi, infiammatori o neoplastici.
In questa prima fase dello studio è stata dimostrata la non tossicità
delle cellule ed una miglior capacità di ossigenazione muscolare nei
soggetti trattati. Questi dati superano ogni aspettativa, specialmente
se si pensa che le cellule staminali iniettate non erano in grado di
produrre la proteina distrofina.
Nell'ottica di un eventuale proseguimento clinico della prima fase del
trapianto autologo di cellule staminali in soggetti DMD, lo stesso
gruppo di ricerca ha iniziato ad investigare la possibilità di combinare
la terapia cellulare con una potenziale terapia genica denominata "exon-skipping".
Tramite questo approccio è possibile indurre la riespressione della
distrofina mancante nelle cellule staminali e garantire così risultati
più significativi e duraturi dopo trapianto.
Per questo motivo i ricercatori hanno cominciato ad analizzare la
capacità di cellule staminali derivate da soggetti distrofici di
recuperare l'espressione di distrofina umana tramite la metodica di
exon-skipping e di sostenere la rigenerazione muscolare. Le prime prove
sono state eseguite su animali distrofici come passaggio indispensabile
prima di arrivare all'uomo.
"Tutti questi dati dimostrano la possibilità di ottenere una terapia
con cellule staminali autologhe che possa portare a una riespressione di
distrofina funzionale nei muscoli scheletrici di soggetti malati -
afferma Nereo Bresolin, responsabile del progetto di ricerca -
una delle difficoltà che dovremo affrontare è rappresentata dalla
singolarità dell'errore che ogni malato presenta e che deve prevedere
una correzione individuale. Inoltre il procedimento è molto costoso,
perchè queste cellule staminali, che vengono sottoposte anche a processi
di espansione e di purificazione, sono trattate secondo le norme di Good
Medical Practice (GMP) utilizzate per i farmaci."