Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 25/11/2008

 

Gli infermieri dalla parte degli immigrati


“L’obbligo imposto al personale sanitario di denunciare alle autorità gli stranieri irregolari che ricorrono all’assistenza delle strutture sanitarie contrasta con i principi costituzionali e rischia di mettere gli infermieri italiani di fronte all’alternativa tra il rispetto della legge e la violazione della loro deontologia professionale”.
Lo afferma Annalisa Silvestro, presidente della Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi, dopo la ripresentazione in Aula al Senato degli emendamenti al pacchetto sicurezza che prevedono l'obbligo di segnalare l'eventuale presenza di pazienti stranieri irregolari.
Sono oltre 360.000 gli infermieri impegnati ogni giorno in prima linea nell’assistenza delle strutture sanitarie pubbliche e private che, in caso di approvazione degli emendamenti, potrebbero vedersi costretti a denunciare i pazienti irregolari.
“Questa norma” - secondo Silvestro - “appare in netto contrasto con il principio universale del diritto alla salute affermato dall’art. 32 della nostra Carta costituzionale e costringerebbe gli infermieri ad assumere comportamenti contrari allo spirito e agli articoli del loro attuale e futuro Codice Deontologico, che sta per essere varato sulla base di un’ampia concertazione che ha coinvolto tecnici e soggetti esterni, a cominciare dai movimenti di cittadinanza”.
Secondo Silvestro, il rispetto del proprio Codice Deontologico, impone agli infermieri di prestare assistenza senza discriminazioni e di farsi carico di una risposta globale ai bisogni sanitari di tutti coloro che chiedono il loro intervento: “Tutto il nostro Codice è imperniato sul principio che l’infermiere è responsabile di prestare assistenza alla persona nel rispetto della dignità dell’individuo: come conciliare tutto questo con una disposizione che scoraggerà l’accesso alle strutture sanitarie da parte degli irregolari e introdurrà limitazioni e discriminazioni nell'erogazione dell’assistenza?”
“E’ singolare”
– conclude Silvestro – “che mentre giustamente si chiede ai professionisti sanitari di adottare comportamenti corretti e trasparenti, dall’altra si propongono norme che sono contrarie ai principi etici che regolano la vita delle professioni: ci auguriamo che nella loro autonomia e responsabilità i parlamentari sappiano e vogliano porre rimedio a questa situazione”.
 

 

 






 
 
 
 

  



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