Mentre Denise, una bella bambina di un anno e mezzo, sorrideva in
braccio alla mamma, Lorenzo Pignataro, Direttore U.O.
Otorinolaringoiatria, ed i colleghi Fabio Mosca, Direttore U.O.
Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, ed Edoardo Calderini,
Direttore U.O. Anestesia e Rianimazione pediatrica presso la Fondazione
Irccs Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena, hanno
spiegato perché e come fosse stato possibile salvarle la vita.
“Denise - spiega il professor Mosca - è nata in un
ospedale milanese dove, fin dai primi minuti di vita, ha mostrato una
grave insufficienza respiratoria, con impossibilità ad inserire nelle
vie aeree la cannula necessaria alla rianimazione. L’equipe di trasporto
neonatale d’emergenza della Mangiagalli è intervenuta quindi
rapidamente, trasferendo la neonata, mantenuta in vita grazie alla
maschera laringea, presso la Neonatologia, dove è stata eseguita
d’urgenza la tracheotomia”.
“La bambina - prosegue il professor Pignataro - presentava
contemporaneamente due gravi malformazioni nella regione
laringo-tracheale ed esofagea: una stenosi, in pratica un restringimento
completo delle vie respiratorie al punto di passaggio tra laringe e
trachea, complicata da una fistola tracheo-esofagea. La seconda,
paradossalmente, le ha però anche salvato la vita. La stenosi, infatti,
impediva alla bambina di respirare, ma la presenza della fistola, in
pratica un forellino tra esofago e trachea, ha permesso una parziale
ventilazione nei primi istanti di vita”.
“La presenza della stenosi - illustra il dottor Calderini -
impediva il posizionamento di un tubo in trachea e pertanto
l’anestesia è stata somministrata per via inalatoria, attraverso una
minuscola maschera facciale che, grazie alla presenza della fistola -
provvidenziale per la piccola Denise - ha permesso di sedare e mantenere
in vita la bambina per il tempo necessario alla esecuzione della
tracheotomia”.
La presenza di queste due malformazioni, di origine congenita, è un caso
veramente eccezionale: in letteratura - a nostra conoscenza - sono
riportati solo due casi similari dei quali uno, visto in Giappone, non
ha ancora potuto recuperare la completa autonomia respiratoria tanto da
essere ancora sottoposto a tracheotomia.
Nei giorni successivi il ricovero è stata eseguita una TAC che ha
confermato la presenza sia della stenosi nella regione laringo-tracheale,
sia della fistola tracheo-esofagea, e la conseguente necessità del
delicato intervento che, da un lato, chiudesse la fistola e, dall’altro,
ripristinasse l’apertura delle vie aeree. Per poter essere operata, la
neonata ha dovuto però raggiungere un peso minimo di sicurezza. E’ stata
quindi affidata alle cure del reparto di Terapia intensiva neonatale per
permetterle di alimentarsi e quindi di crescere.
Dopo 5 mesi di cure presso la Neonatologia della Mangiagalli, il 28
gennaio 2008 Denise è stata operata. L’eccezionalità dell’intervento è
data dal peso estremamente basso della bambina al momento
dell’operazione (6,1 kg: non si registrano casi simili al di sotto dei
10 kg), dalla scelta chirurgica e dalla contemporanea correzione di
entrambe le malformazioni.
L’operazione ha richiesto l’impegno e la collaborazione di un’equipe
multidisciplinare della Fondazione, composta dai membri dei reparti di
otorinolaringoiatria e di anestesia, e coadiuvata dal Dr. Surendra Narne,
Otorinolaringoiatra di origini indiane specializzato nella cura delle
stenosi laringo-tracheali presso l’Azienda Ospedaliera di Padova.
Dopo alcuni controlli eseguiti per via endoscopica, che hanno accertato
la perfetta riuscita dell’intervento, l’11 febbraio è stato rimosso il
tubo tracheale e la bambina è tornata a respirare ed ad alimentarsi per
le vie naturali autonomamente. “Per facilitare la naturale funzione
respiratoria - conclude il dottor Calderini - abbiamo
utilizzato una innovativa tecnica di assistenza respiratoria non
invasiva. Si tratta di un elmetto trasparente che viene inserito sulla
testa del paziente (anche di un neonato, come in questo caso) e consente
l’applicazione di una pressione positiva continua nelle vie aeree. In
questo modo è stato possibile stabilizzare la neolaringe favorendo la
respirazione spontanea della piccola”.
A marzo la bambina è stata dimessa e a luglio è stata sottoposta ad un
ulteriore controllo che non ha evidenziato complicanze, confermando che
Denise, una bella bambina con una piccola cicatrice alla base del collo
che presto scomparirà, potrà vivere e crescere in modo normale.