Il secondo censimento condotto dall’Airo, Associazione Italiana
Radioterapia Oncologica non permette equivoci: 150 centri di
radioterapia in Italia, distribuiti in modo omogeneo, 120.000 pazienti
trattati (20 per cento in più) su 260.000 nuovi casi di tumore
diagnosticati in un anno, un parco tecnologico sempre più avanzato che
ha superato il divario tra Nord e Sud, e l’ulteriore miglioramento delle
strutture radioterapiche ha avvicinato l’Italia agli standard
qualitativi della Germania, del Belgio, dell’Olanda e della Gran
Bretagna . Questi sono solo alcuni dei dati più significativi emersi
dall’indagine, presentata al XVIII Congresso Nazionale AIRO, in
programma dal 15 al 18 Novembre 2008 presso la Fiera di Milano. Da
sottolineare inoltre i tre importanti traguardi che la moderna
radioterapia ha raggiunto negli ultimi anni: efficacia, costi contenuti
e innovazione tecnologica in costante progresso.
“Il dato più significativo che emerge dal censimento – spiega il
dottor Paolo Muto, Presidente Airo – è che esiste ormai una
distribuzione omogenea dei Centri di radioterapia su tutto il territorio
nazionale e che il divario storico tra Nord e Sud del Paese è stato
colmato. Al Nord si contano 68 Centri, 38 al Centro e 44 al Sud e nelle
isole. Di contro, emerge un dato problematico relativo all’età delle
apparecchiature; delle oltre 200 macchine distribuite nei Centri di
tutta Italia, infatti, ne andrebbero sostituite circa il 25-30%. Una
macchina che ha circa dieci anni di vita necessita di maggiore
manutenzione, con costi più elevati e allungamento dei tempi del
trattamento”.
In cima alla lista delle regioni c’è la Lombardia con 25 Centri, seguita
dalla Campania con 17, il Lazio con 15, il Piemonte e l’Emilia-Romagna
con 12, la Toscana e la Sicilia con 11, il Veneto con 9, la Puglia con
8, la Liguria con 6, l’Abruzzo, la Calabria, le Marche con 4, il Friuli,
la Sardegna e l’Umbria con 3 e, fanalini di coda, il Trentino e il
Molise con un solo Centro. In Lombardia il parco tecnologico è molto
avanzato, le unità di telecobalto terapia sono quasi del tutto scomparse
a favore dei moderni acceleratori lineari ad alta energia e delle
apparecchiature per tecniche speciali. In Emilia e nelle Marche la
radioterapia guidata dalle moderne tecniche di fusione di immagine è una
realtà emergente, con ovvi vantaggi in termini di qualità dei
trattamenti e risparmio dei tessuti sani.
Per quanto riguarda, invece, il Sud, le moderne tecniche rimangono
appannaggio di poche realtà, concentrate soprattutto in Campania e
Sicilia.
“Parallelamente al recupero del divario tra Nord e Sud del Paese,
negli ultimi anni stiamo assistendo anche ad un significativo
miglioramento delle nostre strutture rispetto al resto d’Europa –
afferma il Professor Roberto Orecchia, Direttore della Divisione
di radioterapia dell’Istituto Europeo di Oncologia e Presidente del
Congresso – gli standard qualitativi di paesi come la Germania, il
Belgio, l’Olanda e la Gran Bretagna non sono così lontani dagli
obiettivi che la radioterapia in Italia sta raggiungendo. Per questo
motivo occorre incentivare lo sviluppo di scuole di specializzazione,
come la fisica sanitaria, e di percorsi formativi ad hoc per le nuove
figure professionali che lavorano nei centri di radioterapia, con un
coinvolgimento più diretto degli ospedali, delle Università, delle
società scientifiche”.
L’obiettivo, insomma è di incentivare la quantità e la qualità delle
risorse umane per andare incontro ad una maggiore richiesta di
trattamenti radioterapici. “Ogni anno – prosegue Orecchia
– abbiamo il 20% in più di pazienti trattati con radioterapia contro
il 30% di nuove strutture: un dato che indica l’incidenza della
radioterapia nella cura delle neoplasie e una buona proporzione tra
numero dei pazienti, medici radioterapisti e centri di riferimento.
Dunque, un trend positivo che va mantenuto e, se è possibile, innalzato”.
La radioterapia ha un ruolo di primo piano nel trattamento di alcune
patologie tumorali e la tecnologia sempre più avanzata dei nuovi
macchinari è fondamentale per ottenere i migliori risultati con bassi
effetti di tossicità sulle cellule sane. Le apparecchiature per tecniche
speciali (Cyberknife 1, Gammaknife 1, Tomoterapia e IORT), vengono
impiegate in particolare nei tumori primitivi dell’encefalo benigni e
maligni, nelle piccole recidive endocraniche, nei tumori polmonari allo
stadio iniziale, negli epatocarcinomi e nelle metastasi linfonodali da
diversi tipi di neoplasie (colon-retto, prostata, rene, mammella).
“La radioterapia oncologica si avvale non solo di apparecchiature
sempre più sofisticate- conclude Orecchia- ma soprattutto
di nuove figure professionali che stanno entrando con competenze
specifiche nei protocolli di cura, dai fisici ai bioingegneri, dai
chimici ai biologi. A conferma che l’innovazione non si ferma,
nell’ottica di una visione multidisciplinare sempre più ampia
dell’approccio al paziente”.