Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 21/11/2008

 

Censimento italiano sulla radioterapia oncologica


Il secondo censimento condotto dall’Airo, Associazione Italiana Radioterapia Oncologica non permette equivoci: 150 centri di radioterapia in Italia, distribuiti in modo omogeneo, 120.000 pazienti trattati (20 per cento in più) su 260.000 nuovi casi di tumore diagnosticati in un anno, un parco tecnologico sempre più avanzato che ha superato il divario tra Nord e Sud, e l’ulteriore miglioramento delle strutture radioterapiche ha avvicinato l’Italia agli standard qualitativi della Germania, del Belgio, dell’Olanda e della Gran Bretagna . Questi sono solo alcuni dei dati più significativi emersi dall’indagine, presentata al XVIII Congresso Nazionale AIRO, in programma dal 15 al 18 Novembre 2008 presso la Fiera di Milano. Da sottolineare inoltre i tre importanti traguardi che la moderna radioterapia ha raggiunto negli ultimi anni: efficacia, costi contenuti e innovazione tecnologica in costante progresso.

“Il dato più significativo che emerge dal censimento – spiega il dottor Paolo Muto, Presidente Airo – è che esiste ormai una distribuzione omogenea dei Centri di radioterapia su tutto il territorio nazionale e che il divario storico tra Nord e Sud del Paese è stato colmato. Al Nord si contano 68 Centri, 38 al Centro e 44 al Sud e nelle isole. Di contro, emerge un dato problematico relativo all’età delle apparecchiature; delle oltre 200 macchine distribuite nei Centri di tutta Italia, infatti, ne andrebbero sostituite circa il 25-30%. Una macchina che ha circa dieci anni di vita necessita di maggiore manutenzione, con costi più elevati e allungamento dei tempi del trattamento”.

In cima alla lista delle regioni c’è la Lombardia con 25 Centri, seguita dalla Campania con 17, il Lazio con 15, il Piemonte e l’Emilia-Romagna con 12, la Toscana e la Sicilia con 11, il Veneto con 9, la Puglia con 8, la Liguria con 6, l’Abruzzo, la Calabria, le Marche con 4, il Friuli, la Sardegna e l’Umbria con 3 e, fanalini di coda, il Trentino e il Molise con un solo Centro. In Lombardia il parco tecnologico è molto avanzato, le unità di telecobalto terapia sono quasi del tutto scomparse a favore dei moderni acceleratori lineari ad alta energia e delle apparecchiature per tecniche speciali. In Emilia e nelle Marche la radioterapia guidata dalle moderne tecniche di fusione di immagine è una realtà emergente, con ovvi vantaggi in termini di qualità dei trattamenti e risparmio dei tessuti sani.

Per quanto riguarda, invece, il Sud, le moderne tecniche rimangono appannaggio di poche realtà, concentrate soprattutto in Campania e Sicilia.
“Parallelamente al recupero del divario tra Nord e Sud del Paese, negli ultimi anni stiamo assistendo anche ad un significativo miglioramento delle nostre strutture rispetto al resto d’Europa – afferma il Professor Roberto Orecchia, Direttore della Divisione di radioterapia dell’Istituto Europeo di Oncologia e Presidente del Congresso – gli standard qualitativi di paesi come la Germania, il Belgio, l’Olanda e la Gran Bretagna non sono così lontani dagli obiettivi che la radioterapia in Italia sta raggiungendo. Per questo motivo occorre incentivare lo sviluppo di scuole di specializzazione, come la fisica sanitaria, e di percorsi formativi ad hoc per le nuove figure professionali che lavorano nei centri di radioterapia, con un coinvolgimento più diretto degli ospedali, delle Università, delle società scientifiche”.

L’obiettivo, insomma è di incentivare la quantità e la qualità delle risorse umane per andare incontro ad una maggiore richiesta di trattamenti radioterapici. “Ogni anno – prosegue Orecchiaabbiamo il 20% in più di pazienti trattati con radioterapia contro il 30% di nuove strutture: un dato che indica l’incidenza della radioterapia nella cura delle neoplasie e una buona proporzione tra numero dei pazienti, medici radioterapisti e centri di riferimento. Dunque, un trend positivo che va mantenuto e, se è possibile, innalzato”.
La radioterapia ha un ruolo di primo piano nel trattamento di alcune patologie tumorali e la tecnologia sempre più avanzata dei nuovi macchinari è fondamentale per ottenere i migliori risultati con bassi effetti di tossicità sulle cellule sane. Le apparecchiature per tecniche speciali (Cyberknife 1, Gammaknife 1, Tomoterapia e IORT), vengono impiegate in particolare nei tumori primitivi dell’encefalo benigni e maligni, nelle piccole recidive endocraniche, nei tumori polmonari allo stadio iniziale, negli epatocarcinomi e nelle metastasi linfonodali da diversi tipi di neoplasie (colon-retto, prostata, rene, mammella).
“La radioterapia oncologica si avvale non solo di apparecchiature sempre più sofisticate- conclude Orecchia- ma soprattutto di nuove figure professionali che stanno entrando con competenze specifiche nei protocolli di cura, dai fisici ai bioingegneri, dai chimici ai biologi. A conferma che l’innovazione non si ferma, nell’ottica di una visione multidisciplinare sempre più ampia dell’approccio al paziente”.
 

 

 






 
 
 
 

  



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