IFN-gamma.
E’ questo il nome del nuovo test per scoprire la tbc che sembra più
sensibile e molto affidabile; ma attenzione in quanto il rilevamento
della TBC latente può essere compromessa se è stato effettuato un test
cutaneo alla tubercolina anche diverse settimane prima. E’ quanto rivela
uno studio pubblicato su Chest 2008 (133: 1415-20) La concordanza fra i
due test, peraltro, è piuttosto bassa: i due terzi dei soggetti che con
il test alla tubercolina sarebbero risultati candidati alla terapia
preventiva per la TBC latente risultano del tutto negativi al test dell'IFN-gamma.
Se comunque si desidera effettuare un test dell'IFN-gamma a seguito di
un test cutaneo, i campioni ematici usati per il test dovrebbero essere
prelevati lo stesso giorno, o comunque non oltre una settimana dopo che
è stato effettuato il test cutaneo.
Intanto arrivano novità per la tubercolosi ribelle che spesso è causa di
morte. Lo annunciano i ricercatori della Harvard Medical School su
Lancet. "Con un trattamento aggressivo – afferma all’Ansa
Salmaan Keshavjee, coordinatore della ricerca - è possibile
ridurre l'elevata mortalità che caratterizza i ceppi 'multifarmaco
resistenti' e 'super-multifarmaco resistenti' della tubercolosi e
limitarne la trasmissione". Sarebbe una combinazione di 5 farmaci da
somministrare secondo programmi individuali stilati in base al ceppo.
Secondo i ricercatori rappresenta la chiave per curare e contrastare la
diffusione del batterio killer Xdr-Tb e quello Mdr-Tb, le due forme di
tubercolosi resistenti ai farmaci fino ad oggi utilizzati per trattare
la malattia. La terapia si è rivelata efficace nella metà dei pazienti
con la tubercolosi multifarmaco resistente (Mdr-tb) e nel 67% dei quelli
con la Xdr-Tb. La forma Mdr-tb è resistente ai farmaci di prima scelta
come isoniazide e rifampicina, mentre la forma ultra-resistente Xdr-Tb,
è refrattaria sia alle due principali medicine di prima e seconda.