Cresce
l’ansia da cicogna a comando. Si innesca in 4 donne su 10, intorno ai 32
anni, già dopo il loro primo tentativo, fallito, di concepire un figlio.
E l’ansia di aver aspettato troppo e, quindi, di veder svanire il sogno.
Basta uno o due mesi senza che la cicogna si sia presentata ed ecco che
le donne arrivano dal ginecologo chiedendogli, quasi a comando, un
figlio subito e perfetto. Se a tentare di diventare madre è una donna di
35 anni, l’ansia della cicogna a comando colpisce 8 donne su 10. Ma la
quota arriva a 10 donne su 10, indipendentemente dall’età, quando la
cicogna non arriva dopo 5-6 mesi di tentativi. Questa ansia da figlio
subito, cresce con il crescere dell’età delle donne. E si alimenta delle
ansie di tutta la famiglia: più i parenti e gli amici si aspettano, e
chiedono, quando arriverà la cicogna e più la donna teme di essere
sterile. Ma è anche un’ansia figlia della cultura dell’oggi che ci fa
acquistare un prodotto ancora prima di desiderarlo. Non c’è più la
cultura dell’attesa. Nemmeno quella di un figlio. Questa realtà sempre
crescente fa riflettere i ginecologi perché vedono la donna più
preoccupata ad avere un figlio subito che ad averlo prima, quando la
natura le sarebbe più alleata.
L’ansia del figlio “immediato” è pericolosa per due aspetti:
innanzitutto non è certo dell’aiuto al concepimento, anzi. In secondo
luogo una donna meno disposta ad aspettare, ad affrontare rischi e
fallimenti e una donna poco pronta proprio a quei rischi e a quei
fallimenti che la gravidanza e la maternità possono comportare.
Le donne vorrebbero dal ginecologo la realizzazione del sogno: essere
“madri da fiction”. Perché tutte le protagoniste di una soap opera
quando decidono di avere un figlio, concepiscono dopo un paio di
puntate, partoriscono poco dopo e hanno un bambino non solo sano ma
anche bellissimo. E i chili di troppo scompaiono come per miracolo. Così
le donne si dichiaro disponibili- anzi le pretendono- a sottoporsi a
tutti i controlli, anche quelli più invasivi, per conoscere se sono o
meno fertili. In loro c’è sempre il dubbio- non infondato- di essere
arrivate a realizzare il sogno di maternità troppo tardi.
Le donne hanno bisogno di essere più informate e meglio informate
sostengono gli specialisti. Perché solo con una corretta educazione si
possono evitare ansie e paure che sono alla base di comportamenti a
volte dannosi. Questa dell’informazione sul Territorio, da parte di
tutte le voci della Ginecologia e Ostetricia che sul Territorio stesso
operano, è la filosofia di base che anima la FIOG. L’intento della
Federazione è la creazione di una Rete al servizio della Salute della
donna, tra Università, Ospedali, Consultorio e Liberi Professionisti. Al
di là della problematica dell’ansia ci sono tutte quelle tematiche
legate alla salute della donna, non solo quando diventa madre, alle
quali spesso la donna non sa a chi chiedere una risposta.