Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

Creme e profumi in gravidanza: pericolo infertilità del nascituro


clicMedicina -redazione@clicmedicina.it - Aldo F. De Rose

Un altro allarme per la fertilità maschile. Questa volta il pericolo arriva dalle “cattive” abitudini della madre in gravidanza. Sembra infatti che l’utilizzo di profumi e cosmetici nelle donne incinte possa essere causa di infertilità e tumori nei nascituri, soprattutto se maschi. E’ quanto sostiene il professor Richard Sharpe del Medical Research Council, che ha presentato i dati di una ricerca sperimentale sui topi al Simpson Symposium di Edimburgo nel corso di un meeting sulla fertilità. Il periodo particolarmente critico secondo il ricercatore è compreso tra l’ottava e la dodicesima settimana, quando inizia la differenziazione degli organi genitali maschili e femminili.

 

L’utilizzo da parte delle future mamme di profumi e prodotti cosmetici “indebolirebbe” e altererebbe l’azione del testosterone e quindi la fertilità futura del nascituro, oltre a favorire l’insorgenza di tumori, soprattutto al testicolo. Poco tempo addietro un altro allarme per la fertilità maschile era stato accertato nei confronti di Pesticidi, diossine, fitoestrogeni, utilizzati in agricoltura o zootecnia. Anche in questo caso era stato evidenziata l’azione bloccante di questi agenti inquinanti nei confronti degli ormoni sessuali maschili, alterando il delicato equilibrio ormonale dell’organismo fino a causare sterilità. Infine gli estrogeni. Assunti dalla madre attraverso il cibo o l’ inquinamento delle falde acquifere, riducono nel neonato il numero degli spermatozoi. Insomma una fertilità maschile “avvelenata” da smog e scarichi industriali.

 

Dunque molte di queste sostanze inquinanti si comportano come se fossero dei veri e propri ormoni in grado di modificare non solo la fertilità ma anche lo sviluppo fetale durante la gravidanza. Uno studio finlandese ha dimostrato che nei nati maschi degli ultimi 20 anni vi è un netto incremento della alterazioni dello sviluppo del sistema riproduttivo maschile che si manifesta con infertilità, alterata discesa dei testicoli alla nascita (criptorchidismo), alterazione anatomica dello sbocco dell’uretra (ipospadia) e tumori del testicolo. In altre parole, seppure nella fase iniziale e in modo più graduale, stiamo osservando quanto è stato già documentato negli animali che si riproducono nelle zone inquinate, dove la “fotografia” è veramente spaventosa: pesci e orsi polari risultano sempre più ermafroditi.
 

 

 






 
 
 
 

  



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