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Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali Creme e profumi in gravidanza: pericolo infertilità del nascituro clicMedicina -redazione@clicmedicina.it - Aldo F. De Rose
L’utilizzo da parte delle future mamme di profumi e prodotti cosmetici “indebolirebbe” e altererebbe l’azione del testosterone e quindi la fertilità futura del nascituro, oltre a favorire l’insorgenza di tumori, soprattutto al testicolo. Poco tempo addietro un altro allarme per la fertilità maschile era stato accertato nei confronti di Pesticidi, diossine, fitoestrogeni, utilizzati in agricoltura o zootecnia. Anche in questo caso era stato evidenziata l’azione bloccante di questi agenti inquinanti nei confronti degli ormoni sessuali maschili, alterando il delicato equilibrio ormonale dell’organismo fino a causare sterilità. Infine gli estrogeni. Assunti dalla madre attraverso il cibo o l’ inquinamento delle falde acquifere, riducono nel neonato il numero degli spermatozoi. Insomma una fertilità maschile “avvelenata” da smog e scarichi industriali.
Dunque molte di queste
sostanze inquinanti si comportano come se fossero dei veri e propri
ormoni in grado di modificare non solo la fertilità ma anche lo sviluppo
fetale durante la gravidanza. Uno studio finlandese ha dimostrato che
nei nati maschi degli ultimi 20 anni vi è un netto incremento della
alterazioni dello sviluppo del sistema riproduttivo maschile che si
manifesta con infertilità, alterata discesa dei testicoli alla nascita (criptorchidismo),
alterazione anatomica dello sbocco dell’uretra (ipospadia) e tumori del
testicolo. In altre parole, seppure nella fase iniziale e in modo più
graduale, stiamo osservando quanto è stato già documentato negli animali
che si riproducono nelle zone inquinate, dove la “fotografia” è
veramente spaventosa: pesci e orsi polari risultano sempre più
ermafroditi.
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