Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

Giornata nazionale contro le violenze alle donne


Anna Carderi - Psicologa - redazione@clicmedicina.it

Anna Carderi -  psicologa

Il 25 novembre è la giornata contro la violenza ed i maltrattamenti alle donne.
Quello che per alcuni è solo un rumore di fondo è in realtà un vero e proprio scacco ai diritti umani di cui tutti deteniamo una piccola responsabilità quando, nascondendoci dietro pregiudizi, tabù e falsi moralismi ci dimentichiamo di essere solidali con chi “è andata proprio a cercarsela”, riconoscendo così alla vittima la responsabilità dell’accaduto e/o tacciando l’altro come matto o drogato sostenendo così la sua preterintenzionalità a nuocere ed escludendolo, in quanto “incapace e inconsapevole”, da una imputabilità più idonea al caso.

 

Siamo responsabili, perché le nostre parole, i nostri comportamenti hanno un peso che andrà a gravare sugli uomini e le donne di domani, perché quello che Padri e Madri dicono su tutto ciò, conta molto per lo sviluppo del senso civico dei propri figli. … e a dimostrarlo sono proprio i dati Istat che evidenziano una escalation del fenomeno a dir poco scioccante. Sono 6 milioni 743 mila le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale e 7 milioni 134 mila quelle che hanno subito violenza psicologica. Inoltre 2 milioni 77 mila sono vittime dello stalking (vedi anche “La sindrome del molestatore assillante: lo stalking”). Il 27,2% delle vittime a seguito della violenza fisica o sessuale ha subito ferite, lividi o contusioni. Nel 69,7% dei casi responsabile della violenza è il partner ma solo il 18,2% delle donne considera una siffatta violenza un reato, per la maggior parte è da considerarsi come qualcosa di sbagliato (44%) o solo qualcosa che è accaduto (36%) e che va dimenticato. Nella quasi totalità dei casi le violenze non vengono denunciate in quanto avvertite come un ostacolo insormontabile, un destino immutabile di fronte al quale la vittima non solo si percepisce impotente ma anche nell’impossibilità di poter ricevere aiuto (“helplessness”).


1 milione 42 mila di queste donne hanno subito, oltre alla violenza fisica o sessuale, anche violenza psicologica. Le forme più diffuse sono l’isolamento (46,7%) dalla famiglia di origine, dagli amici, impedimento a lavorare o studiare, il controllo (40,7%) e le limitazioni inerenti il modo di vestirsi o pettinarsi, la violenza economica (30,7%), la svalorizzazione (23,8%) quali umiliazioni, offese, denigrazioni e critiche, le intimidazioni (7,8%).


Sono tutte Donne inchiodate agli stereotipi maschili più vieti che banalizzano la relazione e la sessualità, calpestano il diritto di libertà di scelta e giustificano atrocità sessuali dietro il bieco assunto di “donne leggere” o di “povere malcapitate” nelle mani di un folle. Considerare i disturbi mentali il movente della violenza non solo è riduttivo e superficiale ma autorizza l’abusante ad usarlo come scusante per evitare l’assunzione di responsabilità.
Nella maggioranza dei casi, infatti, i violentatori non sono, come spesso si tenta di dipingerli, soggetti psichiatrici ma persone “normali” con una visione distorta del rapporto uomo-donna. Sono uomini con un’alta propensione all’aggressività, con difficoltà relazionali, che spesso abusano di alcol ed altre sostanze stupefacenti e che vedono l’atto sessuale non come un gesto d’amore e di condivisione ma di possesso, di forza e sfogo, un modo per dominare l’altro, la “preda”, che lo gratifica e lo tutela dai radicati sentimenti di inadeguatezza che prova verso se stesso. Dietro ciò, spesso, si nasconde il limite di una cultura prettamente misogina basata su uno sbilanciamento dei poteri tra uomo e donna che offuscando il limite dell’abuso lo considera quasi normale.
 


 






 
 
 
 

  



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati