Caro Direttore,
mi chiamo Francesco e sono genitore di una dolce bimba di 4 anni.
Le scrivo perché sono preoccupato per il futuro di mia figlia, in merito a un
fenomeno che si sta divulgando forse senza controllo. Mi è capitato più di una
volta di sentire genitori che adoperano psicofarmaci per occuparsi di problemi
di comportamento (considerati "disturbi") dei propri figli.
Il fatto eclatante è che i “disturbi” sono manifestazioni normali in un bambino
o adolescente.
Scarsa concentrazione nello studio e troppa vivacità sono diventati i “mali” da
curare con una pillola.
Questi “mali” mi hanno accompagnato in modo marcato per anni ed ora sono un
imprenditore di 30anni, sposato, padre e che conduce una vita serena.
Il 50% dei miei compagni di scuola “soffrivano” dei miei stessi mali e sono,
ora, persone nella norma. Ho visto l'abuso dei farmaci su mia nonna e altre
persone anziane; quasi tutte le sere si possono vedere alla televisione le
truffe a spese della società nell'ambito della sanità.
Si può pensare: “Queste cose succedono tutti i giorni in svariati campi....”
Ma quando si tratta di affari di milioni di euro a spese della salute dei
bambini questo in quanto cittadino ed essere umano non mi va giù.
Io sono solo un genitore, un voce nel vortice del caos metropolitano, ma lei può
fare la differenza.
Si può chiedere il parere dei lettori in merito a questa dubbia teoria dei
disturbi mentali in bambini considerati, una volta, con l'argento vivo addosso?
Dico a spese dei bambini perché se si leggono le controindicazioni dei farmaci
possono tremare le gambe ad un genitore; il quale, spesso, fidandosi della
prescrizione non legge attentamente gli effetti negativi di questi potenti
medicinali. Per non parlare del fatto che nostro figlio può essere considerato
un malato mentale come niente.
Questo lo ritengo un argomento di prima categoria perché riguarda i figli,
quindi i genitori, quindi ogni uomo e donna di questa nazione.
E' un argomento che a me sta a cuore molto dato che ho scoperto che alcuni
genitori non sapevano che i propri figli venissero etichettati come affetti da
svariati "disturbi" a scuola a loro insaputa.
Caro Direttore, caro lettore, vi dico che d'ora in poi siamo costretti a
controllare i nostri figli anche a
scuola, l'ultimo ambiente che ritenevamo sicuro. Ambiente trasformato in un
vivaio di potenziali pazienti.
Grazie per l'attenzione
Francesco Leone