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La mela contro le radiazioni



Buongiorno,

mi chiamo  Roberto Trevisan e sono il presidente dell'associazione CICOGNASOLIDALE che si occupa dell'accoglienza per il risanamento dei minori bielorussi colpiti dalle conseguenze di Chernobyl.

Ho letto alcuni articoli del prof. Nesterenko e del prof. Bandajevsky che hanno studiato che la pectina è un utile enterosorbente, ricavato dalle mele, che aiuta lo smaltimento dall'organismo di cesio 137.

Vorrei sapere se ci sono delle prove scientifiche riguardo queste affermazioni.

Grazie, Roberto

 

Risposta

 

Ad oggi si sa che alcuni ricercatori stiano analizzando gli effetti negativi sulla salute dei bambini bielorussi delle zone contaminate. Da questa ricerca, eseguita dal professor Vasilyi Nesterenko, rinomato fisico nucleare sovietico, fondatore dell'Istituto di radioprotezione indipendente Belrad, è emersa la possibilità che alcune sostanze naturali, come la pectina "VITAPECT", un utile enterosorbente, ricavato dalle mele, possano contribuire all'espulsione dei radionuclidi assorbiti dall'organismo in casi di assunzione di cibi radiocontaminati ed esposizione a radioattività.

I risultati ottenuti in collaborazione con l'istituto Belrad di Minsk dimostrano quanto sia importante non solo l'allontanamento temporaneo dal loro paese e dalle loro abitudini alimentari, ma anche la costante cura con complementi alimentari come la pectina "Vitapect".

La pectina "Vitapect" aiuta lo smaltimento dall'organismo di cesio 137. I bambini che hanno seguito un trattamento di un mese a base di pectina (una terapia di assunzione di 10 grammi al giorno) hanno una riduzione del carico di radionuclidi del 40-90 per cento, che vengono poi espulsi fisiologicamente attraverso l'urina e le feci, riuscendo ad azzerare la presenza di contaminazione nell'organismo. La pectina "Vitapect" produce altri benefici positivi tra cui la normalizzazione del livello di colesterolo nel sangue e la riduzione dei rischi dell'infarto di miocardia.

E' un trattamento semplice la somministrazione del prodotto in oggetto ai bambini ospitati durante la permanenza in Italia, e ancora più semplice è dotare ogni bambino di questo integratore alimentare in quantità necessaria per tutto l'anno. E' una terapia economica; per un intero anno circa 80 euro a cui vanno poi sommate le spese (circa 20 euro annue) per i vari controlli e verifiche da parte dell'istituto Belrad di Minsk, ovvero circa 100 euro in un anno.

(Notizie www.vcoaiuta.org)

 

redazione@clicemdicina.it