Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 05/11/2008

 

Schiena al sicuro sulle piste da sci


L’inverno si avvicina e, per gli appassionati della montagna, l’appuntamento con la settimana bianca. Come per ogni sport, anche per lo sci è necessaria un’adeguata preparazione per non tornare dalla montagna con un doloroso ricordo. Fra i problemi che più spesso coinvolgono gli sciatori sia dilettanti che professionisti c’è il mal di schiena. Una ricerca condotta negli Stati Uniti fra i maestri di sci ha rivelato come anche in questi atleti la lombalgia rappresenti un disturbo estremamente comune: i tre quarti degli intervistati riferisce di averne sofferto, con una prevalenza superiore a quella di atleti di molti altri sport, mentre quasi un terzo indica nel mal di schiena un problema ricorrente, tanto che il 9% dei partecipanti allo studio riferisce di aver perso oltre dieci giorni di lavoro a causa del disturbo. La situazione non è migliore fra chi predilige lo sci di fondo.

Una ricerca effettuata in atleti professionisti svedesi praticanti questa disciplina conferma che la lombalgia rappresenta un problema fisico per quasi due terzi di questi sciatori. D’altra parte lo sci espone la schiena a una discreta sollecitazione, con forze di compressione e di stiramento sui dischi intervertebrali lombari.

Per ridurre il rischio di tornare dalla settimana bianca col mal di schiena è importante adottare alcuni accorgimenti, utili anche nella vita di tutti i giorni.

A fornire le regole d’oro per le piste da sci è il dottor Alessandro Pagliaccia, reduce da Pechino dove, oltre ad aver seguito in qualità di responsabile medico la Nazionale Italiana di Scherma, ha collaborato con le Federazioni Italiane di Pentathlon, di Ginnastica e di Tae Kwon Do, discipline in cui è necessario prestare la massima attenzione al benessere della schiena.

Molte regole valgono sia per lo sci, sia per le altre discipline. “In generale durante l’attività giornaliera è fondamentale che chiunque debba affrontare un impegno come lo sport sciistico cerchi di evitare di portare pesi in maniera scomposta” ricorda il medico dello sport. “Bisogna farlo in modo consono, accompagnando il peso con tutto il corpo, usando gli arti inferiori, le braccia e non solo la schiena; bisogna inoltre evitare di stressare la colonna anche quando si sta in una posizione che sembrerebbe abbastanza comoda, come quando si sta seduti, magari davanti alla TV. Altro consiglio universale riguarda il peso: bisogna evitare i chili in più. Anche un paio di chili di troppo possono incidere negativamente sulla colonna vertebrale, soprattutto nel caso si debba affrontare un impegno fisico”.

Un’altra raccomandazione valida un po’ per tutti riguarda la postura: “Molte volte, senza rendercene conto, assumiamo atteggiamenti come un’iperlordosi o una ipercifosi” aggiunge Pagliaccia. “Nel corso del tempo la postura che assumiamo durante il giorno si ripercuote sulla schiena, portando alla comparsa del dolore. Fondamentali sono anche le calzature; nel caso dell’attività sciistica è importante scegliere gli scarponi adatti: bisogna provarli e misurarli, perché se non sono consoni, possono creare problemi legati al gesto sciistico”.

E infine la regola fondamentale: “Bisogna prepararsi fisicamente” ribadisce il medico dello sport: - un mese, un mese e mezzo prima della settimana bianca si deve iniziare a praticare attività fisica, anche un paio di volte alla settimana, per migliorare la tonicità muscolare. Utili gli esercizi di allungamento e quelli di potenziamento della muscolatura inferiore, delle cosce, dei glutei, delle gambe; bisogna cercare di utilizzare anche gli addominali che aiutano a contenere gli sforzi dettati dalla colonna. Sulle piste è importantissimo il riscaldamento che permette di evitare molti incidenti banali: bastano 10-15 minuti di esercizi di stretching prima di cominciare a sciare”.

Per chi ha già sofferto in passato di problemi di schiena può essere utile ricorrere a una fascia lombare sportiva. “Ne esistono con una forma a V che ricopre il tratto lombosacrale permettendo di fare attività sportiva senza impedimenti” spiega l’esperto.

Seguendo queste regole sono poche le probabilità che il divertimento sulla neve possa lasciare uno doloroso ricordo. E se, nonostante tutto, dovesse accadere? “È indicato sottoporsi a un controllo, eventualmente completato da esami diagnostici per escludere eventuali ernie discali o altri problemi, anche in considerazione del fatto che ci sono sciatori della terza età” suggerisce il dr Pagliaccia. Per curare una lombalgia è necessario un periodo riabilitativo di 2-3 settimane. “Il protocollo terapeutico da utilizzare prevede il ricorso alla terapia fisica: qui è particolarmente importante la Hilterapia che nel primo periodo è fondamentale per tutte le patologie. La prima fase è quella del dolore in cui c’è una sofferenza delle radici nervose, un impegno periferico dettato da presenza di un’edema a livello del disco vertebrale. La Hilterapia tende a diminuire l’edema intradiscale e ciò consente al paziente di sentirsi meglio fin dalla prima seduta. Una volta diminuito il dolore si continua la Hilterapia andando a lavorare sull’infiammazione e sui punti trigger; inoltre la Hilterapia consente di aumentare la vascolarizzazione dei muscoli paravertebrali e quindi di attivarli in modo da aumentare la loro capacità di sostenere la colonna stessa”.
 

 

 






 
 
 
 

  



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati