L’inverno
si avvicina e, per gli appassionati della montagna, l’appuntamento con
la settimana bianca. Come per ogni sport, anche per lo sci è necessaria
un’adeguata preparazione per non tornare dalla montagna con un doloroso
ricordo. Fra i problemi che più spesso coinvolgono gli sciatori sia
dilettanti che professionisti c’è il mal di schiena. Una ricerca
condotta negli Stati Uniti fra i maestri di sci ha rivelato come anche
in questi atleti la lombalgia rappresenti un disturbo estremamente
comune: i tre quarti degli intervistati riferisce di averne sofferto,
con una prevalenza superiore a quella di atleti di molti altri sport,
mentre quasi un terzo indica nel mal di schiena un problema ricorrente,
tanto che il 9% dei partecipanti allo studio riferisce di aver perso
oltre dieci giorni di lavoro a causa del disturbo. La situazione non è
migliore fra chi predilige lo sci di fondo.
Una ricerca effettuata in atleti professionisti svedesi praticanti
questa disciplina conferma che la lombalgia rappresenta un problema
fisico per quasi due terzi di questi sciatori. D’altra parte lo sci
espone la schiena a una discreta sollecitazione, con forze di
compressione e di stiramento sui dischi intervertebrali lombari.
Per ridurre il rischio di tornare dalla settimana bianca col mal di
schiena è importante adottare alcuni accorgimenti, utili anche nella
vita di tutti i giorni.
A fornire le regole d’oro per le piste da sci è il dottor Alessandro
Pagliaccia, reduce da Pechino dove, oltre ad aver seguito in qualità
di responsabile medico la Nazionale Italiana di Scherma, ha collaborato
con le Federazioni Italiane di Pentathlon, di Ginnastica e di Tae Kwon
Do, discipline in cui è necessario prestare la massima attenzione al
benessere della schiena.
Molte regole valgono sia per lo sci, sia per le altre discipline. “In
generale durante l’attività giornaliera è fondamentale che chiunque
debba affrontare un impegno come lo sport sciistico cerchi di evitare di
portare pesi in maniera scomposta” ricorda il medico dello sport.
“Bisogna farlo in modo consono, accompagnando il peso con tutto il
corpo, usando gli arti inferiori, le braccia e non solo la schiena;
bisogna inoltre evitare di stressare la colonna anche quando si sta in
una posizione che sembrerebbe abbastanza comoda, come quando si sta
seduti, magari davanti alla TV. Altro consiglio universale riguarda il
peso: bisogna evitare i chili in più. Anche un paio di chili di troppo
possono incidere negativamente sulla colonna vertebrale, soprattutto nel
caso si debba affrontare un impegno fisico”.
Un’altra raccomandazione valida un po’ per tutti riguarda la postura:
“Molte volte, senza rendercene conto, assumiamo atteggiamenti come un’iperlordosi
o una ipercifosi” aggiunge Pagliaccia. “Nel corso del tempo la
postura che assumiamo durante il giorno si ripercuote sulla schiena,
portando alla comparsa del dolore. Fondamentali sono anche le calzature;
nel caso dell’attività sciistica è importante scegliere gli scarponi
adatti: bisogna provarli e misurarli, perché se non sono consoni,
possono creare problemi legati al gesto sciistico”.
E infine la regola fondamentale: “Bisogna prepararsi fisicamente”
ribadisce il medico dello sport: - un mese, un mese e mezzo prima
della settimana bianca si deve iniziare a praticare attività fisica,
anche un paio di volte alla settimana, per migliorare la tonicità
muscolare. Utili gli esercizi di allungamento e quelli di potenziamento
della muscolatura inferiore, delle cosce, dei glutei, delle gambe;
bisogna cercare di utilizzare anche gli addominali che aiutano a
contenere gli sforzi dettati dalla colonna. Sulle piste è
importantissimo il riscaldamento che permette di evitare molti incidenti
banali: bastano 10-15 minuti di esercizi di stretching prima di
cominciare a sciare”.
Per chi ha già sofferto in passato di problemi di schiena può essere
utile ricorrere a una fascia lombare sportiva. “Ne esistono con una
forma a V che ricopre il tratto lombosacrale permettendo di fare
attività sportiva senza impedimenti” spiega l’esperto.
Seguendo queste regole sono poche le probabilità che il divertimento
sulla neve possa lasciare uno doloroso ricordo. E se, nonostante tutto,
dovesse accadere? “È indicato sottoporsi a un controllo,
eventualmente completato da esami diagnostici per escludere eventuali
ernie discali o altri problemi, anche in considerazione del fatto che ci
sono sciatori della terza età” suggerisce il dr Pagliaccia. Per
curare una lombalgia è necessario un periodo riabilitativo di 2-3
settimane. “Il protocollo terapeutico da utilizzare prevede il
ricorso alla terapia fisica: qui è particolarmente importante la
Hilterapia che nel primo periodo è fondamentale per tutte le patologie.
La prima fase è quella del dolore in cui c’è una sofferenza delle radici
nervose, un impegno periferico dettato da presenza di un’edema a livello
del disco vertebrale. La Hilterapia tende a diminuire l’edema
intradiscale e ciò consente al paziente di sentirsi meglio fin dalla
prima seduta. Una volta diminuito il dolore si continua la Hilterapia
andando a lavorare sull’infiammazione e sui punti trigger; inoltre la
Hilterapia consente di aumentare la vascolarizzazione dei muscoli
paravertebrali e quindi di attivarli in modo da aumentare la loro
capacità di sostenere la colonna stessa”.