Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 03/11/2008

 

Maggiore efficacia di liraglutide nel trattamento del diabete tipo 2


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Presentati per la prima volta nel corso del Congresso dell’Associazione Canadese del Diabete i risultati di uno studio clinico di fase 3b (LEAD™ 6) che confronta liraglutide, un nuovo farmaco per la cura del diabete di tipo 2 attualmente in sperimentazione, ad exenatide. Lo studio ha dimostrato che liraglutide, un analogo del GLP-1 umano somministrato una volta al giorno, induce un controllo glicemico significativamente superiore (in base alla misurazione dell’HbA1c) rispetto ad exenatide, un GLP-1-mimetico, somministrato due volte al giorno, in pazienti diabetici di tipo 2.

“In questo studio, la riduzione della glicemia indotta dal trattamento con liraglutide è risultata maggiore rispetto a quella indotta da exenatide,” ha affermato il Prof. Giorgio Sesti, professore ordinario di Medicina Interna dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro. “I pazienti trattati con una somministrazione giornaliera di liraglutide hanno raggiunto un miglior controllo glicemico ed hanno riportato un numero inferiore di episodi di ipoglicemia di grado lieve rispetto ai pazienti in terapia con exenatide.”
Anche la riduzione della glicemia a digiuno è risultata significativamente maggiore con liraglutide rispetto ad exenatide. Inoltre, il trattamento con liraglutide determinava un maggiore incremento dei valori di HOMA-B, un indice della funzionalità delle cellule beta pancreatiche.

Lo studio, durato 26 settimane, ha coinvolto 464 persone con diabete tipo 2 trattate con 1.8 mg di liraglutide una volta al giorno o con 10 µg di exenatide due volte al giorno. In entrambi i casi il trattamento è stato aggiunto alla terapia già in corso che comprendeva metformina e/o una sulfanilurea.
L’incidenza di episodi di ipoglicemia nel corso dello studio è stata complessivamente bassa. I pazienti trattati con liraglutide sono stati soggetti a un numero significativamente inferiore di casi di ipoglicemia rispetto a quelli a cui è stato somministrato exenatide.
La nausea, l’effetto collaterale più frequentemente riportato in entrambi i trattamenti, è stata riportata dal 25.5% dei pazienti nel gruppo in terapia con liraglutide e dal 28% nel gruppo in terapia con exenatide (percentuale di partecipanti allo studio che hanno segnalato almeno un episodio di nausea). Nel gruppo trattato con liraglutide, la percentuale di pazienti che hanno segnalato episodi di nausea in ciascuna settimana è scesa a 8% dopo 5 settimane, a 4% dopo 10 settimane e a 3% dopo 26 settimane. Nel gruppo in terapia con exenatide, le segnalazioni di nausea sono scese a 13% dopo 8–10 settimane di trattamento e sono rimaste a percentuali superiori al 10% per oltre 20 settimane.
Altri effetti indesiderati di natura gastrointestinale associati a liraglutide sono stati diarrea, vomito e dispepsia.
Entrambi i trattamenti hanno indotto calo ponderale. La riduzione di peso dei pazienti trattati con liraglutide è stata precedentemente riscontrata in tutti gli studi LEAD™ di fase 3a


 






 
 
 
 

  



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