Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 03/11/2008

 

Nuove cure palliative e terapie del dolore


Parità di accesso alle cure palliative, estensione della rete degli hospice sull’intero territorio nazionale, presa in carico totale del paziente con malattia in fase avanzata: sono alcuni degli obiettivi più importanti da raggiungere per assicurare nel nostro Paese il trattamento efficace e tempestivo del dolore nelle malattie in fase avanzata e l’adeguata assistenza sanitaria e psicologica dei pazienti.

Quando si parla di cure palliative non si intende soltanto la terapia del dolore, che pure ne è una parte importante, ma ci si riferisce ad un sistema globale di assistenza che, da una parte, deve garantire a tutti i pazienti, in qualunque regione vivano, l’accesso ai diversi setting di cura (Hospice, Ospedali, Unità di cure palliative) e dall’altra programmare ulteriori interventi di gestione degli effetti indesiderati che possono derivare dall’uso di farmaci oppioidi, in una visione sempre più ampia di attenzione alla qualità della vita del paziente.


Negli ultimi anni l’Italia, grazie anche ad interventi legislativi mirati, ha avviato la realizzazione di una buona rete di hospice, recuperando in parte il “gap” che la distanziava dagli altri paesi europei, in termini di utilizzo di oppioidi. Tuttavia, in un quadro generale abbastanza positivo, emerge ancora una forte disparità territoriale tra Nord e Sud. I dati del primo Rapporto Nazionale sugli hospice, infatti, registrano una progressiva diminuzione di strutture e posti letti man mano che si procede dalla Lombardia alla Calabria. Queste disparità sono ancora più pesanti se si considera che le regioni del Centro-Sud, più svantaggiate, hanno qualche difficoltà nell’assicurare un’adeguata offerta di assistenza domiciliare integrata. E’ soprattutto in questi casi che il medico di medicina generale, in sinergia con i medici specialisti, gioca un ruolo chiave nella gestione della terapia del dolore e delle cure palliative.


Nel sistema di gestione globale dell’assistenza al paziente con malattia in fase avanzata, è necessario inoltre focalizzare l’attenzione su uno dei più comuni e persistenti effetti collaterali derivati dall’uso di farmaci oppioidi: la costipazione indotta da oppioidi (OIC), causa di grave disagio personale e sociale. Oltre il 50% dei pazienti ricoverati nelle Unità di Cure Palliative accusa tale disturbo indotto da oppioidi. I trattamenti oggi disponibili per l’OIC, basati sull’impiego di farmaci lassativi, risultano inefficaci nel 54% dei casi. Tutto ciò, oltre a ledere ulteriormente la dignità del paziente, determina un uso discontinuo della terapia oppioide, con riduzione del controllo del dolore ed ulteriori complicanze legate alla costipazione. A ciò vanno aggiunti gli oneri economici per il Servizio Sanitario Nazionale e i costi sociali e psicologici per i caregiver.
A breve sarà disponibile in Italia una terapia farmacologica innovativa per il trattamento della OIC nei pazienti con malattia avanzata e sottoposti a cure palliative. Si tratta del primo ed unico farmaco mirato a contrastare l’effetto periferico degli oppioidi sul tratto gastrointestinale, senza interferire sull’assetto analgesico di questi nel sistema nervoso centrale. Dato il meccanismo d’azione, il farmaco è da considerarsi una “target therapy”, ovvero una terapia mirata alla rimozione della causa diretta della costipazione.
La gestione del dolore è oggi, dunque, una delle sfide significative della medicina; una sfida che si gioca non solo sul terreno della ricerca, ma anche sull’approccio multidisciplinare del paziente e sulla parità di accesso alle cure.
La consapevolezza del diritto alla dignità del trattamento di “fine vita” è ormai ampiamente diffusa se, come si evince da un’indagine condotta dalla Federazione Cure Palliative, per otto italiani su dieci queste terapie sono un diritto e, come tale, devono essere di competenza del sistema sanitario pubblico, mentre per quanto riguarda l’uso degli oppioidi nella gestione del dolore, oltre l’80% degli italiani lo approva.


La Medicina Palliativa risponde alla necessità di introdurre anche nelle fasi avanzate di malattie inguaribili il concetto di “qualità della vita” e quello di “qualità della morte”, da raggiungere con mezzi idonei e non lesivi della dignità umana. Una medicina nuova, incentrata sulla persona e non sulla malattia, sul controllo dei sintomi fisici e psico-emotivi, quando non è più possibile controllare e fermare l’evoluzione della patologia.

 

 

 






 
 
 
 

  



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