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Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali
La Sindrome da Eminegligenza Spaziale ora è meno misteriosa: scoperti i meccanismi neurofisiologici che la provocano clicMedicina - redazione@clicmedicina.it La
sindrome da eminegligenza spaziale (neglect) comporta nei pazienti che
ne sono colpiti una difficoltà a prestare attenzione o a compiere azioni
nello spazio a sinistra del loro corpo: è una conseguenza ricorrente di
un ictus che colpisce l’emisfero destro del cervello e influenza
negativamente anche le possibilità di riabilitazione dopo tale evento.
Comprendere a fondo i meccanismi che ne sono alla base è quindi
fondamentale per adottare nuove strategie terapeutiche ed accelerare i
processi riabilitativi, spesso limitati proprio da una incompleta
conoscenza delle modificazioni che avvengono nel cervello dopo un ictus.
Ora una ricerca dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma, che sarà
pubblicata sulla rivista internazionale “Brain”, ha dimostrato che le
connessioni tra le aree cerebrali dell’emisfero sano sono alterate nei
pazienti con neglect. Lo studio ha mostrato che nel caso dell’eminegligenza
spaziale vi sono delle specifiche modificazioni neurofisiologiche che
rivestono un ruolo chiave nell’insorgenza del deficit. Inoltre si è
visto che l’utilizzo di metodiche non invasive come la stimolazione
magnetica transcranica (TMS) possono essere mirate a rimodellare tali
alterazioni e rappresentare un nuovo promettente approccio funzionale
nel campo della riabilitazione dell’ictus.
La ricerca, i cui risultati sono già disponibili on line, ha preso in
esame gruppi di pazienti con ictus dell’emisfero destro con e senza
evidenza di eminegligenza spaziale: sottoposti a stimolazione magnetica
transcranica si è visto che quelli con neglect presentano delle
connessioni tra la corteccia parietale e l’area motoria dell’emisfero
cerebrale sinistro che funzionano in maniera anomala, risultando più
attive del normale. Secondo i ricercatori della Fondazione Santa Lucia,
tale fenomeno dipenderebbe dalla perdita del normale controllo
inibitorio esercitato su queste connessioni dall’altro emisfero. Sembra,
pertanto, che la sindrome sia dovuta a fenomeni di squilibrio tra i due
emisferi cerebrali che portano ad una modificazione delle connessioni
originanti dalla corteccia parietale sinistra. Inoltre, è stato
dimostrato che proprio attraverso la TMS è possibile ripristinare il
normale equilibrio di queste connessioni, inducendo così un sensibile
miglioramento sul piano clinico. A questo proposito è stato utilizzato
un particolare tipo di stimolazione magnetica transcranica, quella
ripetitiva (rTMS), capace di indurre una persistente riduzione
dell’attività dei neuroni della regione stimolata. Attraverso tale
tecnica è possibile inibire le aree parietali dell’emisfero sano e
riportare a livelli normali la forza delle connessioni responsabili
della sindrome: sì è così potuto osservare un eclatante miglioramento
clinico nei pazienti affetti da eminegligenza spaziale.
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