L’obesità ed il sovrappeso sono in aumento in tutti i paesi occidentali:
in Italia, oggi, è in sovrappeso un maschio adulto su due, una donna su
tre e un bambino su tre. Le modificate abitudini di vita associate ad
altri fattori di rischio come l'appartenenza alle classi meno agiate ed
un basso livello di istruzione possono essere responsabili.
Accanto all’eccesso di cibo, recenti ricerche hanno preso in
considerazione l’esposizione a sostanze chimiche ad attività endocrina
presenti nell’ambiente come responsabile di tale epidemia.
Gli interferenti endocrini (IE) sono composti chimici presenti
nell’ambiente in grado di modificare il sistema ormonale umano causando
effetti dannosi a livello del singolo individuo, della sua progenie e/o
di gruppi di individui.
Il tessuto adiposo rappresenta sia il bersaglio che il sito d’accumulo
di inquinanti ambientali, specialmente di quelli più resistenti alla
degradazione chimica o biologica, i cosiddetti POPs (Persistent Organic
Pollutants). Tali sostanze sono in grado di interagire con diversi
recettori presenti nel nucleo della cellula e in tal modo di modificare
la proliferazione, la differenziazione, il metabolismo e le funzioni
delle cellule del tessuto adiposo, influenzando lo sviluppo di obesità e
di malattie associate come diabete e coronaropatia.
Recentemente sono stati pubblicati studi epidemiologici nell’uomo
riguardanti le strette correlazioni esistenti tra livelli circolanti di
pesticidi organoclorurati e prevalenza di sindrome metabolica e
insulino-resistenza (che sono condizioni conducono al diabete); è stata
dimostrata inoltre un’associazione positiva tra indice di massa corporea
e massa adiposa da un lato e livelli plasmatici di pesticidi
organoclorurati dall’altro.
L’esposizione a sostanze chimiche e a metalli pesanti presenti
nell’ambiente sia durante la vita fetale che successivamente, sembra
quindi essere in grado da un lato di “riprogrammare” il metabolismo
delle cellule grasse nel senso dello sviluppo dell’obesità e dall’altro
di interferire con i meccanismi di regolazione dell’introito calorico e
del dispendio energetico, giocando un ruolo preminente nello sviluppo
dell’epidemia dell’obesità e delle malattie correlate.