L'impotenza
sessuale maschile dovrebbe essere un allarme per il cuore. Fino ad oggi
era noto che le persone diabetiche avevano un rischio maggiore di
diventare impotenti. Ora apprendiamo che negli uomini diabetici con
disfunzione erettile, il rischio cardiovascolare è ancora maggiore
rispetto ai pazienti affetti solo da diabete: la disfunzione erettile
dunque dovrebbe essere considerata un potente segnale d'allarme precoce
per il rischio di infarto e di altri gravi eventi cardiovascolari nei
pazienti diabetici. E' quanto si sostiene in un articolo pubblicato su J
Am Coll Cardiol 2008 (51: 2045-50, 2040-4 e 2052-2). Nella stessa
ricerca arriva però un segnale di speranza. Il trattamento con PDE-5
potrebbe ridurre l'incidenza di eventi cardiovascolari maggiori negli
uomini con disfunzione erettile e diabete.
Si calcola che il Italia il deficit erettile interessi circa 5 milioni
di persone dai 18 agli 80 anni.
Il Diabete è una malattia metabolica caratterizzata dalla presenza di
elevati livelli di glucosio nel sangue, condizione detta iperglicemia. A
lungo termine, questo disturbo può avere effetti pericolosi per la
salute del sistema cardiocircolatorio centrale e periferico, poiché può
portare a malattie quali ipertensione, infarto e ictus, oltre che ad
insufficienza renale, retinopatie e anche neuropatie.
L'iperglicemia si sviluppa per la mancata azione dell'insulina, un
ormone prodotto da particolari ghiandole del pancreas, dette isole di
Langherans, che svolge diverse attività metaboliche essenziali al buon
funzionamento dell'organismo. Primo fra tutti, l'assorbimento da parte
delle cellule del glucosio, la principale fonte di energia per
l'organismo.
Oltre a permettere l'assorbimento del glucosio da parte delle cellule,
questo ormone ne permette anche la trasformazione in glicogeno e tessuto
adiposo, che fungono da depositi di energia per l'organismo, ed è attivo
nell'assorbimento degli aminoacidi e nella sintesi degli acidi nucleici.
In condizioni di salute, il livello di zuccheri nel sangue viene
mantenuto stabile grazie all'azione costante dell'insulina, la cui
produzione aumenta o diminuisce in rapporto alla quantità di glucosio da
metabolizzare. Quando questo meccanismo non funziona, i livelli di
zuccheri nel sangue possono aumentare, inducendo l'iperglicemia tipica
del diabete.
Epidemiologia
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo soffrono di
diabete circa 180 milioni di persone; questo numero è destinato a
raddoppiare nel 2030.
Solo in Italia i diabetici sono più di 2 milioni 700mila, con una
prevalenza del 4,5% (dato ISTAT 2006) della popolazione. La prevalenza
aumenta con l’età, passando dal 2,5% dei cinquantenni al 16,3% nelle
persone con età superiore ai 75 anni.
A causa delle complicanze da diabete, ogni anno muoiono più di un
milione di persone nel mondo.
Esistono diverse forme di diabete, dovute a disturbi metabolici di
diversa natura. I principali sono il diabete di tipo I e quello di tipo
II.
Il diabete di tipo I, detto “insulino dipendente”, è una malattia
autoimmune che induce la distruzione delle cellule deputate alla
produzione dell'insulina, le cellule beta del pancreas. Di conseguenza,
l'organismo non produce questo ormone, che deve essere assunto
quotidianamente dal paziente. Questo tipo di diabete insorge
generalmente in giovanissima età e rappresenta il 10% dei casi totali di
diabete.
Tuttavia la forma più diffusa è il diabete di tipo II, o diabete degli
adulti, che rappresenta il 90%de casi.