Sinergia e collaborazione
permanente sul territorio tra specialisti e medici di famiglia,
assistenza e supporto psicologico a distanza: è questo il traguardo da
raggiungere per perfezionare la strategia di prevenzione, intervento
terapeutico e sostegno al paziente con psoriasi. Un contributo
importante nell’ambito della discussione sull’impatto sociale della
malattia giunge dalle figure sanitarie maggiormente coinvolte nella
gestione di questo paziente: il dermatologo del Centro Psocare, il
medico di famiglia, il dermatologo ambulatoriale, concordi nel ribadire
la necessità di un modello integrato di gestione che parta
dall’esperienza e dai risultati del progetto Psocare.
“Questo incontro ha l’obiettivo di armonizzare le strategie di
intervento terapeutico e verificare le risposte ai diversi trattamenti
sistemici – afferma il professor Stefano Calvieri, Direttore
della Clinica Dermatologica dell’Università La Sapienza di Roma e
responsabile del Centro Psocare del Policlinico “Umberto I”, prima
struttura pubblica ad offrire sostegno psicologico a distanza al
paziente psoriasico – ma è anche un tentativo di trasferire sul
territorio e nelle strutture sanitarie pubbliche le modalità di
assistenza e cura di una patologia che influisce a volte drammaticamente
sulla qualità della vita dei pazienti”.
Creare una rete, far convogliare verso un unico obiettivo diverse
competenze specialistiche, nell’ottica del mantenimento di una buona
qualità della vita del paziente, consente soprattutto, come spiega il
dottor Mario Falconi, Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma
“di agire con tempestività nell’ambito della prevenzione e
dell’educazione”. “La psoriasi è una malattia in aumento -
prosegue Falconi - e si intreccia sempre più spesso a fattori
ambientali e psico-emotivi. Il medico di famiglia è il primo
interlocutore del paziente, colui che ne conosce la storia clinica e
familiare; la rete deve partire da qui e allargarsi a maglie sempre più
strette verso tutte le figure sanitarie coinvolte nell’approccio alla
malattia. L’Ordine dei Medici, che è la nostra casa comune, proporrà un
modello sperimentale per Roma e per il Lazio che vada in questa
direzione”. La prevenzione e l’educazione sono strumenti
indispensabili anche per affrontare un altro aspetto importante della
patologia: la comorbilità, l’insorgenza di malattie accessorie alla
psoriasi, come i disturbi metabolici, gli incidenti cardio-vascolari, le
epatopatie, le patologie renali, il diabete, l’ipertensione.
“Il paziente psoriasico che usufruisce dell’assistenza nei Centri
Psocare sperimenta già con efficacia l’approccio multidisciplinare alla
patologia – dichiara il Professor Paolo Silvestris,
Presidente della Società Italiana di Dermatologia estetica e correttiva
– I rischi di sviluppare malattie accessorie sono molto frequenti a
partire dai quarant’anni e, in questo senso, è importante che il medico
di base e il dermatologo ambulatoriale individuino i segnali con
tempestività, dando regole e indicazioni di prevenzione”.
Intervista a Stefano Calvieri
Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università La Sapienza di
Roma e Responsabile del Centro Psocare dell’Unità Dermatologica
del Policlinico “Umberto I”
D: Professor Calvieri, è possibile fare una stima precisa delle
persone che soffrono di psoriasi?
R: Ad oggi possiamo affermare che i pazienti psoriasici sono
stimati tra il 2 e il 4 per cento della popolazione: una cifra tutt’altro
che bassa e, purtroppo, in aumento. Negli ultimi anni è migliorata la
capacità diagnostica, soprattutto nei bambini. Questo consente di
riconoscere i segni della malattia fin dall’inizio e di fronteggiarla
con tempestività.
D: Qual è l’impatto della malattia sulla qualità della vita dei
pazienti?
R: Non c’è dubbio che chi soffre di psoriasi vive un profondo
disagio individuale, che si riflette soprattutto sulla vita di
relazione. Dal punto di vista estetico, ovvero della visibilità della
malattia, occorre considerare due aspetti: la percezione che il paziente
ha del problema nei confronti di se stesso e nei confronti delle persone
che gli vivono accanto e la percezione che gli altri hanno della
malattia (molti, infatti, hanno il timore infondato che sia contagiosa).
Ovviamente è in quest’ultimo caso che il disagio si manifesta in maniera
più drammatica; in tal senso, il compito dello specialista non è solo
quello di individuare la terapia adeguata al paziente, ma anche di
supportarlo nella gestione, per così dire, “sociale” della malattia.
D: Lei è responsabile del Centro Psocare della Clinica
Dermatologica del Policlinico “Umberto I” di Roma: quali sono gli
obiettivi e le attività del Centro?
R: Psocare è un progetto con finalità statistiche, di ricerca
e terapia sulla psoriasi promosso dall’Aifa, l’Agenzia Italiana del
Farmaco. Si tratta di un programma avviato in concomitanza con l’entrata
in commercio dei farmaci biologici, ultima frontiera nelle terapie di
cura della malattia, e sulla spinta della necessità di fronteggiarne i
costi elevati e gli effetti collaterali. I centri Psocare riconosciuti
sono circa 150 in tutta Italia e sono presenti all’interno di strutture
ospedaliere e universitarie dotate di Unità complesse di Dermatologia.
Gli obiettivi del progetto sono, in sintesi, la valutazione delle
diverse tipologie di cure, la sicurezza dei trattamenti, studiandone
bene rischi e benefici, l’individuazione di percorsi di supporto anche
psicologico del paziente e, non ultimo, la necessità di armonizzare le
strategie di intervento verso i pazienti psoriasici in tutto il Paese.
Vorrei sottolineare, inoltre che, nell’ottica di una migliore gestione
anche economica di questi pazienti, questo incontro ed il programma che
presentiamo rappresenta un tentativo di trasferire una serie di
competenze nella gestione di questi pazienti dalle cliniche
universitarie e dagli ospedali alle strutture sanitarie pubbliche del
territorio, con il coinvolgimento del medico di base, del dermatologo
ambulatoriale e del pediatra di famiglia.
D: Dunque, è necessario creare un modello sperimentale di
sinergia tra tutte queste figure professionali?
R: Sì, è assolutamente necessario progettare un modello che,
partendo dall’esperienza dei centri Psocare e dai buoni risultati
raggiunti fino ad ora, faccia della collaborazione permanente sul
territorio tra medici di base e specialisti dei centri di riferimento lo
strumento vincente della sanità pubblica, sia in termine di costi sia in
termine di qualità dell’assistenza. Quotidianamente sperimentiamo quanto
sia importante per i pazienti con psoriasi sapere che esiste un
ambulatorio dedicato a loro, dove sono stati individuati percorsi
assistenziali differenti per ogni paziente, che prevedono l’incontro con
altre figure specialistiche, in grado di offrire un indispensabile
approccio multidisciplinare al problema clinico.
Questo modello è, dal nostro punto do vista, sicuramente esportabile e
applicabile nel trattamento di altre patologie, in considerazione di una
visione della sanità pubblica moderna e pronta a rispondere con
efficacia e tempestività ai bisogni della popolazione.
Il programma Psocare
Lo studio Psocare è iniziato nel settembre 2005, per volere dell’AIFA
con la collaborazione di ADOI e SIDEMAST, dell’ADIPSO, e coordinato per
la parte tecnica dal Centro Studi GISED e ha visto sinora registrati
oltre 12.000 pazienti suddivisi in 151 centri, tra le 115 Unità
Operative di Dermatologia degli Ospedali Italiani e le Cliniche
dermatologiche universitarie.
Psocare intende valutare i risultati a lungo termine delle cure
disponibili oggi in Italia, allo scopo di migliorare l'assistenza alle
persone che soffrono di psoriasi nel nostro Paese. Tale studio associa
la prescrizione di nuovi farmaci sistemici per la psoriasi alla
richiesta di informazioni sugli esiti a lungo termine del trattamento
con tali farmaci.
Gli obiettivi del programma di ricerca possono essere così riassunti:
1. Valutare le diverse tipologie di cure e individuare i fattori
che determinano le decisioni circa il trattamento sistemico utilizzato;
2. Descrivere i risultati a lungo termine e la sicurezza di ogni
trattamento sistemico, confrontare la resa di strategie assistenziali
differenti e stimare in modo realistico i benefici e i rischi delle
diverse opzioni terapeutiche disponibili;
3. Studiare la risposta al trattamento in particolare tra quanti
spesso sono esclusi dagli studi clinici (pazienti con patologie
multiple, bambini, anziani, donne in gravidanza) e identificare i gruppi
di pazienti esposti in misura maggiore al rischio di cure inappropriate
o di esiti sfavorevoli.
4. Valutare la possibilità di trasferire nella pratica i
risultati dello studio e delle linee guida esistenti ed evidenziare le
aree di maggiore incertezza o problematicità, allo scopo di fornire
spunti importanti per la ricerca presente e futura.
In tutte queste attività verranno coinvolte le Associazioni dei
pazienti, il cui ruolo si cercherà di valorizzare, come fonte di
informazione e collaborazione per una assistenza integrata.
Lo studio, dalla durata triennale, ha l’ambizione di concorrere a
migliorare l’assistenza per la psoriasi nel nostro paese, valutando, per
la prima volta su larga scala, i fattori che possono giocare un ruolo
importante per riuscire a prevedere la risposta ai diversi trattamenti
sistemici, oltre alla loro efficacia e sicurezza.
Il progetto intende contribuire ad armonizzare le strategie di
trattamento per la psoriasi in Italia e la rete di centri che
parteciperanno al progetto rappresenta una risorsa per lo sviluppo
futuro della sperimentazione clinica indipendente in dermatologia.
Centri abilitati per
Regione
• Abruzzo N. 5 centri attivi
• Basilicata N. 1 centri attivi
• Calabria N. 7 centri attivi
• Campania N. 12 centri attivi
• Emilia Romagna N. 11 centri attivi
• Friuli Venezia Giulia N. 5 centri attivi
• Lazio N. 9 centri attivi
• Liguria N. 6 centri attivi
• Lombardia N. 17 centri attivi
• Marche N. 6 centri attivi
• Molise N. 1 centri attivi
• Piemonte N. 10 centri attivi
• Puglia N. 7 centri attivi
• Sardegna N. 3 centri attivi
• Sicilia N. 11 centri attivi
• Toscana N. 13 centri attivi
• Trentino-Alto Adige N. 5 centri attivi
• Umbria N. 2 centri attivi
• Valle d'Aosta N. 1 centri attivi
• Veneto N. 9 centri attivi