Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 28/10/2008

 

Nuovo vaccino antipolio monovalente


La vaccinazione rappresenta una delle più grandi conquiste della medicina. Essa consiste nell'introdurre nell'organismo virus (vivi e attenuati o uccisi o loro componenti) oppure batteri (interi o loro frammenti) oppure tossine in grado di stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici. Questi, per effetto della memoria immunitaria, saranno pronti, nell'eventualità di una successiva infezione da parte del microrganismo verso il quale siamo stati vaccinati, a difenderci dall'infezione stessa.

Secondo un articolo pubblicato recentemente su una rivista molto prestigiosa, il N Engl J Med 2008 (359: 1655-74 e 1726-7) un vaccino antipolio di tipo 1 monovalente per via orale sviluppato nel 2005 risulta maggiormente immunogeno rispetto al vaccino trivalente, attualmente in uso. Nei precedenti tentativi di sviluppare un vaccino trivalente più immunogeno, l'interferenza fra i tre sierotipi ha ridotto i tassi di sieroconversione: lo sviluppo di un vaccino monovalente ha eliminato il problema dell'interferenza, portando pertanto a risultati migliori. Il modo migliore di evitare focolai dovuti alla somministrazione del vaccino rimane comunque ottenere e mantenere elevati livelli di copertura vaccinale. Benchè accelerare gli ultimi passi dell'eradicazione del virus wild-type sia senza dubbio desiderabile, è necessario essere preparati alla fase di post-eradicazione con un vaccino inattivato sicuro ed economico. (docternews). In Italia, mentre la copertura per le vaccinazioni obbligatorie per legge (poliomielite, difterite, tetano, epatite B) è molto elevata (superiore al 90% della popolazione ad un anno di età), quella per le vaccinazioni facoltative (pertosse, morbillo, rosolia, parotite, haemophilus B) è molto più bassa e diseguale da regione a regione.


I vaccini antipolio oggi esistenti
Esistono due tipi di vaccinazione antipoliomielite:
il vaccino cosiddetto "Salk", dal nome dello scienziato che l'ha perfezionato, o IPV (vaccino polio intramuscolo), in quanto viene somministrato per via intramuscolare; è stato sperimentato negli anni 50; derivato da colture su tessuto non nervoso, viene inattivato e sottoposto a trattamento con formaldeide.
il vaccino cosiddetto "Sabin", dal nome dello scienziato che l'ha messo a punto agli inizi degli anni 60, detto OPV (vaccino polio orale), in quanto è un vaccino vivo attenuato per la neurovirulenza, somministrabile per via orale.
 

 

 






 
 
 
 

  



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