L’ictus cerebrale è una
catastrofe prevenibile e curabile. È questo il messaggio della IV
Giornata Mondiale dell’Ictus cerebrale, che si svolgerà in tutto il
mondo il 29 ottobre. In Italia il World Stroke Day viene
celebrato per la prima volta attraverso visite gratuite e screening del
rischio nei principali ospedali delle città coinvolte dall’iniziativa.
“L’obiettivo delle campagne di comunicazione che organizziamo –
ha dichiarato Maria Luisa Sacchetti neurologa vascolare presso l’
Az. Policlinico Umberto I di Roma e Presidente della Federazione Alice
Italia Onlus - è far conoscere sempre meglio e sempre più
approfonditamente questa malattia, oggi finalmente curabile ed in parte
prevenibile: quali sono i sintomi di allarme, cosa fare in caso di
ictus, a quali strutture rivolgersi per avere la garanzia di ricevere le
cure più appropriate e nel minore tempo possibile. L’obiettivo del
nostro lavoro è ridurre le conseguenze devastanti dell’ictus cerebrale,
attraverso un intervento di ‘sistema’ , vale a dire: informazione alla
popolazione; valutazione e controllo delle persone a rischio; pressing
sulle istituzioni sanitarie, affinché realizzino sistemi di assistenza
integrati, ospedale-territorio, che garantiscano cure appropriate
dall’esordio dei sintomi fino al rientro a casa.
Dobbiamo dare ai cittadini gli strumenti di conoscenza necessari a
tutelare la propria salute - conclude la dott.sa Sacchetti –,
l’informazione corretta è il primo passo verso la consapevolezza della
malattia, la sola che possa aiutare le persone a mettere in atto tutte
le azioni necessarie per ridurre l’incidenza della malattia così come i
suoi esiti invalidanti.”
Ogni anno, nel mondo, 6 milioni di persone muoiono di ictus. In Italia
sono 200.000 le persone colpite da ictus ogni anno: di queste, 40.000
muoiono entro breve termine e altre 40.000 perdono completamente l’
autosufficienza, cambiando radicalmente la loro vita e quella delle loro
famiglie. In termini economici, il costo dell’assistenza si traduce in
3.7 miliardi, pari allo 0.25 del Prodotto Interno Lordo italiano. La
diagnosi precoce e l’intervento adeguato potrebbero significare una
diminuzione di questo grave carico sociale ed economico del 20-30%.
In Europa, l’ictus rappresenta la prima causa di disabilità a lungo
termine ed è la terza causa di morte: basti pensare che ogni 20 secondi
una persona è colpita da ictus cerebrale e che ogni anno a causa di
questa patologia muoiono circa 650.000 persone. Un altro dato drammatico
è la diminuzione significativa dell’età dei pazienti colpiti da ictus. I
dati sull’Europa sono stati diffusi dalla Stroke Alliance for Europe (SAFE),
organizzazione che riunisce 20 Associazioni di pazienti colpiti da ictus
in 17 Paesi europei e che ha diffuso le linee guida per la prevenzione e
una migliore cura dell’ictus in un documento rivolto al Parlamento
europeo e a tutti i governi dell’Unione. Secondo la SAFE, il controllo
della pressione del sangue, il trattamento dell’ipertensione e del
livello di colesterolo alto potrebbero aiutare a prevenire il 40% degli
ictus cerebrali.
“L’ictus ha ormai assunto le dimensioni di un’epidemia mondiale –
afferma Domenico Inzitari, presidente del The Italian Stroke
Forum nonché direttore della Stroke Unit presso l’Azienda
Ospedaliera-Universitaria “Careggi” a Firenze – e in Italia non
possiamo che segnalare una scarsa consapevolezza del problema ictus a
tutti i livelli e constatare che tutti i giorni, in molti ospedali
italiani, il paziente arriva spesso in ritardo e non è curato come
dovrebbe, nonostante esistano linee guida scientificamente avanzate.”
Tutto ciò è aggravato anche dalle enormi differenze tra le varie Regioni
in termini di organizzazione e qualità dell’assistenza, come è emerso da
una recente indagine. Eppure per ogni persona colpita da ictus, essere
sottoposta in tempi brevi ad una terapia di farmaci adeguati come i
trombolitici, in molti casi può significare il ritorno ad una vita
normale. Ma affinché ciò avvenga bisognerebbe garantire in qualsiasi
Regione le condizioni necessarie per ricevere le cure ottimali da parte
di equipe adeguatamente formate e in strutture organizzate, note come
Stroke Unit.
La Giornata Mondiale contro l’Ictus cerebrale - World Stroke Day -
rappresenta l’occasione per sensibilizzare tutto il Paese su questa
situazione e convincere i cittadini che è un loro diritto ricevere cure
adeguate, moderne ed efficaci. L’obiettivo è quello di raggiungere in
poco tempo un forte coordinamento tra le varie fasi di cura della
malattia: prevenzione, trattamento in ospedale, riabilitazione e
reinserimento sociale, in una visione moderna dell’assistenza che viene
definita continuità assistenziale.
Le iniziative italiane vedranno coinvolte sia le società scientifiche
che la Federazione ALICE Italia Onlus che raccoglie la voce dei pazienti
e delle famiglie, coordinando le omonime Associazioni regionali,
presenti con numerose unità territoriali in ogni regione italiana.
L’Associazione è molto attiva nelle campagne di prevenzione ed
informazione per diffondere la cultura che l’ictus è una malattia grave
che può essere prevenuta e curata.