“Le
future mamme che vogliono avere figli molto intelligenti non dovrebbero
farsi mancare il pesce nella dieta durante la gravidanza”. - Lo
afferma la neuropsichiatria infantile Chiara Scarpa che ha tenuto
una relazione sull’alimentazione al Congresso nazionale della Società
italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia, tenutosi a Roma dal 24 al
26 ottobre.
A rischio sono soprattutto i bambini prematuri che alla nascita sono
biochimicamente deficiente in acidi grassi omega-3 a catena lunga (DHA
in sigla) contenuti nel pesce.
Siccome il DHA è un importante componente delle membrane dei neuroni e
si accumula rapidamente nel cervello e nella retina nell’ultima fase
della gestazione e nei primi mesi dopo la nascita, l’ingestione materna
di omega-3 ha un effetto significativamente positivo sullo sviluppo
neurologico e sulla funzione visiva del neonato.
Dal confronto di quantità di pesce mangiata da madri incinte con lo
sviluppo del cervello dei loro bambini fino all’età di otto anni, è
risultato che i figli delle donne che hanno mangiato più prodotti di
mare di quelli consigliati dalle linee guida statunitensi hanno
sviluppato capacità motorie più avanzate, migliori abilità comunicative
e di socializzazione sin da piccoli e si sono distinti anche per avere
comportamenti sociali positivi. All’età di otto anni, poi, hanno
raggiunto un ottimo livello di comunicazione verbale.
Inoltre i bambini alimentati con una dieta ricca in omega-3 hanno
performance scolastiche migliori rispetto ad altri alunni.
Al Congresso della SIPNEI un’intera sezione è riservata al rapporto tra
cibo cervello e sistema immunitario, con comunicazioni dei professori
Leopoldo Silvestroni e Carla Lubrano, endocrinologi della
Sapienza, che mostreranno le relazioni tra pesticidi nei cibi e salute,
dello psichitara Alberto Imperiale e del medico di medicina preventiva
Luciana Colombo, che presenteranno le innovative esperienze di
trattamento integrato dei disturbi del comportamento alimentare in corso
a Pesaro e a Todi.
Al Congresso, è prevista inoltre, la partecipazione di medici di tutte
le specialità, ma anche di psicologi, fisici, filosofi, sociologi. Sono
stati richiesti crediti formativi per tutte le professioni sanitarie.