Centocor e Schering
Plough hanno annunciato che i risultati del trial di fase IIIb Study of
patients with Crohn’s Disease Naïve to Immunomodulators and Biologic
Therapy (SONIC) possono rappresentare una nuova prospettiva
all’approccio terapeutico dei pazienti con malattia di Crohn da moderata
a grave. I risultati dello studio SONIC indicano che una quota
significativamente superiore di pazienti con malattia di Crohn
moderata-grave trattati con infliximab (in associazione con azatioprina
o in monoterapia) ha ottenuto la remissione in assenza di steroidi e la
guarigione della mucosa rispetto ai pazienti trattati con sola
azatioprina. Azatioprina è approvata per la malattia di Crohn in alcuni
Paesi europei, ma non in tutti; malgrado ciò, viene largamente impiegata
in tutta Europa da gastroenterologi e altri clinici nel trattamento dei
pazienti con malattia di Crohn. Gli autori riferiscono che, alla
settimana 26, il 57 per cento dei pazienti trattati con infliximab 5
mg/kg alle settimane 0, 2, 6, 14 e 22 (o alle settimane 0, 2 e 6 del
ciclo di induzione e poi in terapia di mantenimento) e il 44 per cento
dei pazienti trattati con infliximab in monoterapia hanno raggiunto la
remissione in assenza di steroidi (endpoint primario dello studio),
rispetto al 31 per cento dei pazienti trattati con sola azatioprina
(P<0,001 per infliximab e azatioprina vs azatioprina in monoterapia;
P=0,009 per infliximab in monoterapia vs azatioprina in monoterapia;
P=0,022 per infliximab e azatioprina vs infliximab in monoterapia).
«I risultati dello studio SONIC sono potenzialmente in grado di
modificare il protocollo terapeutico della malattia di Crohn, in quanto
dimostrano che l’introduzione precoce di infliximab può portare un
maggior numero di pazienti alla remissione senza steroidi e alla
guarigione completa della mucosa» ha dichiarato Jean-Frederic
Colombel, docente di Epatogastroenterologia al Policlinico
universitario di Lille (Francia) e coordinatore dello studio. «Questi
dati confermano il profilo di efficacia e sicurezza di infliximab nel
trattamento di questa malattia infiammatoria cronica dell’intestino».
Il professor Colombel ha presentato i risultati dello studio SONIC al
16° Congresso della United European Gastroenterology Week appena
terminato a Vienna.
Lo studio clinico SONIC, primo del suo genere a confrontare infliximab
(un anti TNF-alfa) con un immunomodulatore in pazienti con malattia di
Crohn da moderata a grave che in precedenza non avevano risposto
all’acido 5-aminosalicilico (5-ASA) e/o agli steroidi, ha incluso più di
500 pazienti in centri clinici situati negli Stati Uniti, in Europa e in
Israele. Oltre al miglioramento della percentuale di remissioni in
assenza di steroidi nei pazienti trattati con infliximab, i dati
mostrano poi che un maggior numero di pazienti con malattia di Crohn
avevano ottenuto la guarigione della mucosa (endpoint secondario dello
studio) se trattati con infliximab. Dai risultati di SONIC emerge che,
alla settimana 26, il 44 per cento dei pazienti trattati con infliximab
in associazione e il 30 per cento di quelli che avevano ricevuto
infliximab in monoterapia avevano ottenuto la guarigione mucosa,
rispetto al 17 per cento di quelli trattati con sola azatioprina
(P<0,001 per infliximab e azatioprina vs azatioprina in monoterapia;
P=0,023 per infliximab in monoterapia vs azatioprina in monoterapia;
P=0,055 per infliximab e azatioprina vs infliximab in monoterapia).
I dati dello studio hanno anche mostrato che il profilo di sicurezza di
infliximab, in associazione o in monoterapia, era simile a quello di
azatioprina in monoterapia. Alla settimana 30, il 24 per cento dei
pazienti trattati con azatioprina in monoterapia avevano presentato uno
o più eventi avversi seri rispetto al 16 e al 14 per cento,
rispettivamente, dei pazienti trattati con infliximab in monoterapia e
infliximab con azatioprina. In queste percentuali sono compresi due
pazienti trattati con azatioprina in monoterapia che hanno sviluppato un
cancro del colon, un paziente trattato con azatioprina in monoterapia
deceduto dopo colectomia e un paziente trattato con infliximab in
associazione cui è stata diagnosticata la tubercolosi. Per quanto
riguarda le infezioni maggiori, ne sono state segnalate otto nel gruppo
azatioprina in monoterapia, quattro nel gruppo infliximab in monoterapia
e sei nel gruppo infliximab in associazione.
Infliximab è stato approvato nel 1999 dall’European Medicines Agency (EMEA)
per il trattamento della malattia di Crohn grave e attiva in pazienti
che non avevano risposto a un ciclo terapeutico corretto per intensità e
durata con un corticosteroide e/o un immunosoppressore, oppure
intolleranti o con controindicazioni mediche a tali terapie. Nello
scorso decennio, infliximab è anche diventato il primo anti-TNF alfa
approvato in Europa per il trattamento della colite ulcerosa, una
malattia infiammatoria cronica intestinale correlata al Crohn.
La malattia di Crohn è un’infiammazione cronica del colon e del grosso
intestino che colpisce più di 400mila persone in Europa e in Canada. Può
comportare frequenti ricoveri ospedalieri, interventi chirurgici e
perdita di giornate lavorative.
Lo studio SONIC
SONIC è uno studio clinico multicentrico di fase IIIb, randomizzato,
controllato e in doppio cieco, disegnato per confrontare l’efficacia e
la sicurezza di infliximab in monoterapia, azatioprina in monoterapia e
l’associazione dei due farmaci in pazienti con malattia di Crohn da
moderata a grave mai trattati in precedenza (naïve) con immunomodulatori
e terapia biologica. 508 pazienti affetti da malattia di Crohn e naïve
sia ai biologici sia agli immunomodulatori (azatioprina,
6-mercaptopurina e metotrexate) sono stati inclusi nello studio e
assegnati casualmente a tre gruppi: 170 pazienti hanno ricevuto
azatioprina 2,5 mg/kg/die e infusioni di placebo, 169 pazienti hanno
ricevuto infusioni di infliximab 5 mg/kg alle settimane 0, 2, 6 e poi
ogni otto settimane insieme a capsule di placebo, gli ultimi 169
pazienti hanno ricevuto infliximab 5 mg/kg e azatioprina 2,5 mg/kg per
30 settimane. L’endpoint primario di SONIC era valutare l’induzione
della remissione in assenza di steroidi. Il 52 per cento dei pazienti
arruolati in SONIC era di sesso maschile, la mediana dell’età era 34
anni, quella del peso era 70 kg, quella della durata di malattia era 2,3
anni e il punteggio basale mediano del Crohn’s Disease Activity Index (CDAI)
era 275. Il 49 per cento dei pazienti presentava manifestazioni
extra-intestinali di malattia, il 18 per cento aveva una storia di
fistole, il 21 per cento aveva subito resezioni intestinali, il 27 per
cento era stato ricoverato per Crohn almeno una volta nell’anno prima
dell’arruolamento e il 41 per cento assumeva steroidi al basale.
I profili di sicurezza sono risultati simili nei tre gruppi di
trattamento e non è emerso alcun nuovo problema di sicurezza.
La malattia di Crohn
La malattia di Crohn è una patologia infiammatoria cronica intestinale
che interessa di solito il tratto terminale dell’intestino tenue e
l’intestino crasso. Essa si presenta tipicamente nell’adolescenza e
nella prima età adulta. La malattia provoca infiammazione del tratto
gastrointestinale, con segni e sintomi caratteristici quali diarrea,
febbre, dolori addominali e perdita di peso. Si stima che i malati di
questa affezione gastrointestinale siano 500mila negli Stati Uniti e più
di 400mila in Europa e in Canada