Genova Anno VI - n°35 - 09.09.2008 Pagine Nazionali

del 24/10/2008

 

Malattia di Crohn: nuovi risultati dello studio SONIC


Centocor e Schering Plough hanno annunciato che i risultati del trial di fase IIIb Study of patients with Crohn’s Disease Naïve to Immunomodulators and Biologic Therapy (SONIC) possono rappresentare una nuova prospettiva all’approccio terapeutico dei pazienti con malattia di Crohn da moderata a grave. I risultati dello studio SONIC indicano che una quota significativamente superiore di pazienti con malattia di Crohn moderata-grave trattati con infliximab (in associazione con azatioprina o in monoterapia) ha ottenuto la remissione in assenza di steroidi e la guarigione della mucosa rispetto ai pazienti trattati con sola azatioprina. Azatioprina è approvata per la malattia di Crohn in alcuni Paesi europei, ma non in tutti; malgrado ciò, viene largamente impiegata in tutta Europa da gastroenterologi e altri clinici nel trattamento dei pazienti con malattia di Crohn. Gli autori riferiscono che, alla settimana 26, il 57 per cento dei pazienti trattati con infliximab 5 mg/kg alle settimane 0, 2, 6, 14 e 22 (o alle settimane 0, 2 e 6 del ciclo di induzione e poi in terapia di mantenimento) e il 44 per cento dei pazienti trattati con infliximab in monoterapia hanno raggiunto la remissione in assenza di steroidi (endpoint primario dello studio), rispetto al 31 per cento dei pazienti trattati con sola azatioprina (P<0,001 per infliximab e azatioprina vs azatioprina in monoterapia; P=0,009 per infliximab in monoterapia vs azatioprina in monoterapia; P=0,022 per infliximab e azatioprina vs infliximab in monoterapia).

«I risultati dello studio SONIC sono potenzialmente in grado di modificare il protocollo terapeutico della malattia di Crohn, in quanto dimostrano che l’introduzione precoce di infliximab può portare un maggior numero di pazienti alla remissione senza steroidi e alla guarigione completa della mucosa» ha dichiarato Jean-Frederic Colombel, docente di Epatogastroenterologia al Policlinico universitario di Lille (Francia) e coordinatore dello studio. «Questi dati confermano il profilo di efficacia e sicurezza di infliximab nel trattamento di questa malattia infiammatoria cronica dell’intestino». Il professor Colombel ha presentato i risultati dello studio SONIC al 16° Congresso della United European Gastroenterology Week appena terminato a Vienna.

Lo studio clinico SONIC, primo del suo genere a confrontare infliximab (un anti TNF-alfa) con un immunomodulatore in pazienti con malattia di Crohn da moderata a grave che in precedenza non avevano risposto all’acido 5-aminosalicilico (5-ASA) e/o agli steroidi, ha incluso più di 500 pazienti in centri clinici situati negli Stati Uniti, in Europa e in Israele. Oltre al miglioramento della percentuale di remissioni in assenza di steroidi nei pazienti trattati con infliximab, i dati mostrano poi che un maggior numero di pazienti con malattia di Crohn avevano ottenuto la guarigione della mucosa (endpoint secondario dello studio) se trattati con infliximab. Dai risultati di SONIC emerge che, alla settimana 26, il 44 per cento dei pazienti trattati con infliximab in associazione e il 30 per cento di quelli che avevano ricevuto infliximab in monoterapia avevano ottenuto la guarigione mucosa, rispetto al 17 per cento di quelli trattati con sola azatioprina (P<0,001 per infliximab e azatioprina vs azatioprina in monoterapia; P=0,023 per infliximab in monoterapia vs azatioprina in monoterapia; P=0,055 per infliximab e azatioprina vs infliximab in monoterapia).

I dati dello studio hanno anche mostrato che il profilo di sicurezza di infliximab, in associazione o in monoterapia, era simile a quello di azatioprina in monoterapia. Alla settimana 30, il 24 per cento dei pazienti trattati con azatioprina in monoterapia avevano presentato uno o più eventi avversi seri rispetto al 16 e al 14 per cento, rispettivamente, dei pazienti trattati con infliximab in monoterapia e infliximab con azatioprina. In queste percentuali sono compresi due pazienti trattati con azatioprina in monoterapia che hanno sviluppato un cancro del colon, un paziente trattato con azatioprina in monoterapia deceduto dopo colectomia e un paziente trattato con infliximab in associazione cui è stata diagnosticata la tubercolosi. Per quanto riguarda le infezioni maggiori, ne sono state segnalate otto nel gruppo azatioprina in monoterapia, quattro nel gruppo infliximab in monoterapia e sei nel gruppo infliximab in associazione.

Infliximab è stato approvato nel 1999 dall’European Medicines Agency (EMEA) per il trattamento della malattia di Crohn grave e attiva in pazienti che non avevano risposto a un ciclo terapeutico corretto per intensità e durata con un corticosteroide e/o un immunosoppressore, oppure intolleranti o con controindicazioni mediche a tali terapie. Nello scorso decennio, infliximab è anche diventato il primo anti-TNF alfa approvato in Europa per il trattamento della colite ulcerosa, una malattia infiammatoria cronica intestinale correlata al Crohn.

La malattia di Crohn è un’infiammazione cronica del colon e del grosso intestino che colpisce più di 400mila persone in Europa e in Canada. Può comportare frequenti ricoveri ospedalieri, interventi chirurgici e perdita di giornate lavorative.

Lo studio SONIC
SONIC è uno studio clinico multicentrico di fase IIIb, randomizzato, controllato e in doppio cieco, disegnato per confrontare l’efficacia e la sicurezza di infliximab in monoterapia, azatioprina in monoterapia e l’associazione dei due farmaci in pazienti con malattia di Crohn da moderata a grave mai trattati in precedenza (naïve) con immunomodulatori e terapia biologica. 508 pazienti affetti da malattia di Crohn e naïve sia ai biologici sia agli immunomodulatori (azatioprina, 6-mercaptopurina e metotrexate) sono stati inclusi nello studio e assegnati casualmente a tre gruppi: 170 pazienti hanno ricevuto azatioprina 2,5 mg/kg/die e infusioni di placebo, 169 pazienti hanno ricevuto infusioni di infliximab 5 mg/kg alle settimane 0, 2, 6 e poi ogni otto settimane insieme a capsule di placebo, gli ultimi 169 pazienti hanno ricevuto infliximab 5 mg/kg e azatioprina 2,5 mg/kg per 30 settimane. L’endpoint primario di SONIC era valutare l’induzione della remissione in assenza di steroidi. Il 52 per cento dei pazienti arruolati in SONIC era di sesso maschile, la mediana dell’età era 34 anni, quella del peso era 70 kg, quella della durata di malattia era 2,3 anni e il punteggio basale mediano del Crohn’s Disease Activity Index (CDAI) era 275. Il 49 per cento dei pazienti presentava manifestazioni extra-intestinali di malattia, il 18 per cento aveva una storia di fistole, il 21 per cento aveva subito resezioni intestinali, il 27 per cento era stato ricoverato per Crohn almeno una volta nell’anno prima dell’arruolamento e il 41 per cento assumeva steroidi al basale.

I profili di sicurezza sono risultati simili nei tre gruppi di trattamento e non è emerso alcun nuovo problema di sicurezza.

La malattia di Crohn
La malattia di Crohn è una patologia infiammatoria cronica intestinale che interessa di solito il tratto terminale dell’intestino tenue e l’intestino crasso. Essa si presenta tipicamente nell’adolescenza e nella prima età adulta. La malattia provoca infiammazione del tratto gastrointestinale, con segni e sintomi caratteristici quali diarrea, febbre, dolori addominali e perdita di peso. Si stima che i malati di questa affezione gastrointestinale siano 500mila negli Stati Uniti e più di 400mila in Europa e in Canada
 

 

 






 
 
 
 

  



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