Inaugurato nel novembre
del 2007 grazie all’impegno e alla tenacia di quattro realtà quali la
UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), l'AISLA
(Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), Telethon e
l'Azienda Ospedaliera Niguarda, da ieri il Centro Clinico NEMO
e la Fondazione Serena che lo gestisce annoverano un nuovo
partner, l'Associazione Famiglie SMA.
D'ora in poi, quindi, la SMA, patologia neuromuscolare di cui NEMO già
si occupa, assumerà nell’ambito di questo progetto una rilevanza ancora
superiore. L'annuncio che Famiglie SMA ha scelto di condividere il
“progettino” del Centro Clinico - così lo ha definito Mario Melazzini,
presidente dell’AISLA e direttore scientifico di NEMO - è stato dato
ieri, nel corso di un'affollata conferenza stampa cui erano presenti,
oltre a Renato Pocaterra, presidente di Famiglie SMA, e Mario
Melazzini, anche Alberto Fontana, presidente della UILDM e della
Fondazione Serena e il direttore dell’Azienda Ospedaliera Niguarda,
Pasquale Cannatelli, che ha fatto gli onori di casa.
Auguri e un attestato di profonda stima sono giunti - attraverso una
nota ufficiale - da Giulio Boscagli, assessore alla Famiglia e
alla Solidarietà Sociale della Regione Lombardia, rappresentato alla
conferenza stampa da Giuseppe Corsini, dirigente dell'Unità
Organizzativa Accreditamento e Qualità dell’assessorato. «I risultati
raggiunti dal Centro Clinico NEMO - ha scritto Boscagli -
sono frutto dell’applicazione più autentica del principio di
sussidiarietà orizzontale. La Regione Lombardia non può che guardare con
favore ad iniziative di eccellenza come queste che hanno fatto del
Centro NEMO un punto di riferimento al quale è possibile rivolgersi per
qualunque necessità e informazione. La rete da voi costruita e le
partnership avviate costituiscono per me un esempio di eccellenza della
nostra regione».
Attraverso una lettera, anche Ileana Argentin, deputata del PD
colpita da amiotrofia spinale che non ha potuto essere presente a causa
di improvvisi impegni istituzionali, ha comunicato di voler esprimere
«vicinanza e condivisione al lavoro che portate avanti per la lotta
contro le malattie neuromuscolari. Ritengo fondamentale la vostra voglia
di mettere in rete le esperienze che si occupano di questo tema. A tutti
un sincero ringraziamento, perché con il vostro agire quotidiano
seminate buone prassi per far vivere a tutti noi una vita migliore».
Un importante momento in cui «si respirava un clima di fiducia e di
consapevolezza del grande risultato raggiunto in poco tempo - ha
affermato Franco Bomprezzi, coordinatore dell’incontro -. NEMO
è un Centro di riferimento di alto livello scientifico e clinico,
accogliente, gradevole, con una notevole capacità di dialogo fra
istituzioni, operatori sanitari, associazioni e utenti. Un esempio, in
buona sostanza, di come dovrebbe funzionare il servizio pubblico quando
incontra un bisogno reale di cura e di assistenza, ma anche di ricerca.
E infatti nuovi spazi dovranno aprirsi, sempre all’interno
dell’ospedale milanese, per ospitare la ricerca clinica, sotto la spinta
di Fontana e di Melazzini, cui si aggiunge adesso la concretezza di
Renato Pocaterra».
La presentazione del libro “Oltre il naufragio” (Giunti Editore), frutto
della ricerca condotta dalla Fondazione IARD su un campione
significativo di famiglie con figli affetti da SMA, è stata infine
arricchita dai commenti di Pocaterra, autore del volume, di Melazzini e
di Marinella Arnone che, sollecitati da Bomprezzi, hanno illustrato il
senso di questo lungo e documentato racconto di quel percorso che va
dalla diagnosi alla speranza di vita adulta. «Un libro agile e
scorrevole come un romanzo - ha concluso Bomprezzi - utile
strumento per i genitori, ma anche per chi si occupa di informazione e
per gli operatori, in una parola, per tutti».