La
visita del Professor Ferruccio Fazio allo stabilimento
sanofi-aventis di Garessio può essere considerata una sorta di
“battesimo” ufficiale per la nuova linea di produzione del sito, che ha
recentemente avviato la sintesi di artesunate, principio attivo
espressamente dedicato al trattamento della malaria. Questa sostanza è
infatti alla base di un’associazione fissa, contenente artesunate e
amodiachina, la cui produzione viene poi completata in uno stabilimento
dell’azienda in Marocco.
Il farmaco, denominato ASAQ, è stato lanciato nel 2007 per il
trattamento della malaria e attualmente è disponibile in numerosi Paesi
africani a prezzo di costo.
“Il sito produttivo di Garessio, che rappresenta un elemento
fondamentale all’interno della strategia industriale di sanofi-aventis
in Italia, è stato scelto su scala mondiale per le capacità tecniche ed
organizzative, che hanno consentito di sviluppare in breve tempo la
formazione del personale e tutte le tecnologie necessarie alla
preparazione di una sostanza così complessa, ma di grande importanza
nell’ambito del progetto internazionale Impact Malaria” – spiega
Daniele Pellungrini, Direttore dello stabilimento.
Il programma Impact Malaria è un’iniziativa internazionale del Gruppo
sanofi-aventis che mira a supportare la lotta alla malattia con la
ricerca di nuovi principi attivi, attraverso campagne di informazione e
formazione in loco del personale sanitario nei paesi africani e
soprattutto favorendo l’accesso ai farmaci per poter trattare un numero
elevato di persone anche nelle aree più povere del pianeta. Il Gruppo
nel 2004 ha siglato con la Fondazione DNDi (Drugs for Neglected Diseases
initiative) l’accordo per lo sviluppo e la vendita del farmaco al prezzo
di costo per le strutture sanitarie pubbliche e le ONG operanti nelle
aree in cui è presenta la malattia. Grazie a questa strategia,
sanofi-aventis può mettere a disposizione tre giorni di terapia a un
costo inferiore a un dollaro per gli adulti e 50 centesimi per i
bambini.
“La visita del Professor Fazio al sito produttivo sanofi-aventis di
Garessio è di grande importanza e stimolo a puntare sempre più
all’eccellenza in Italia. Grazie alla forte presenza industriale a
livello nazionale con farmaci destinati a tutto il mondo e che
concorrono all’economia del Paese, all’elevato grado di specializzazione
internazionale e all’importante impegno nelle attività di ricerca,
sanofi-aventis Italia conferma il proprio primato anche per fatturato ed
esportazioni. Questo è un paese-chiave nell’impegno internazionale di
sanofi-aventis, per le attività di ricerca, produzione e
commercializzazione di farmaci. E’ anche un notevole riconoscimento
dello sforzo che la nostra azienda quotidianamente sta facendo per
sviluppare la produzione e la ricerca di nuovi farmaci nella penisola,
anche a fronte di un contesto dove la gestione di progetti industriali
così complessi e innovativi non viene semplificata e non vengono resi
deducibili i costi degli investimenti in ricerca” – spiega Daniel
Lapeyre, Amministratore Delegato di sanofi-aventis Italia.
La produzione e la ricerca di artesunate a Garessio, così come quella di
altri farmaci per patologie ‘dimenticate’ condotte negli altri
stabilimenti del Gruppo a Brindisi e Anagni (FR), stanno ad indicare che
molto dell’export di quanto viene prodotto in Italia è dedicato ai Paesi
del terzo mondo. Sanofi-aventis ha tra i suoi obiettivi fondamentali la
lotta alla progressione delle patologie ormai vinte nelle aree più
ricche del pianeta, ma ancora diffuse ed endemiche nei paesi in via di
sviluppo, in cui rappresentano una vera e propria emergenza
sociosanitaria: per questo motivo, sono stati realizzati molteplici
partenariati, con lo scopo di assicurare farmaci a prezzi accessibili e
differenziati per i Paesi più poveri.
Lo stabilimento di Garessio rappresenta inoltre un patrimonio culturale
nel panorama farmaceutico italiano: è, infatti, uno degli insediamenti
produttivi “storici”. Fondato nel 1894 dalla famiglia Lepetit,
può vantare una serie di primati nel panorama sanitario nazionale: a
Garessio è stato infatti prodotto il primo sulfamidico italiano nel 1940
(Tiazene) e il primo antibiotico di sintesi nel 1949 (Cloramfenicolo).